si può diminuire l’assegno di mantenimento per i figli se arrivano altri figli e diminuiscono i guadagni?

Il mio compagno col quale convivo dal 2001 e dal quale ho avuto due bimbi di 2 anni e mezzo e 6 mesi, dal 1998 (anno della separazione) corrispondeva 600,00 euro, mentre dal 2005 (anno del divorzio) versa un assegno di 900,00 euro più adeguamenti istat (ora 948,00) per i due figli (18 e 22 anni) avuti dal precedente matrimonio (la moglie ha ovviamente aprofittato della richiesta di divorzio per aumentare l’assegno). Quell’importo era stato calcolato verosimilmente sulla base di un’entrata mensile di circa 2000,00 euro; faceva pavimenti industriali e le entrate in certi momenti erano soddisfacienti, in altri quasi nulle. Alla fine del 2012 ha chiuso l’attività per la crisi del settore ed ha aperto una pizzeria da asporto col cognato. Al momento questa nuova attività dà il necessario per coprire le spese che , per l’avviamento, sono state consistenti; quindi il guadagno è nullo. Al momento io faccio fronte alle spese: finanziamento auto, mutuo casa,, etc etc Oltretutto ora ci sono due figli piccoli con le loro esigenze. In conclusione non è più in grado di affrontare una cifra simile. Ci siamo rivolti ad un nostro amico avvocato che ha iniziato una domanda di revisione presso il Trbunale di Treviso (provincia del comune dove risiede l’ex moglie con i figli) Secondo Lei è motivata e dimostrabile la diminuzione consistente dell’assegno ed è possibile ridimensionarlo a partire dalla nascita del primo figlio avuto con me? Allo stato attuale delle cose, la ex-moglie potrebbe intaccare il nostro “patrimonio” immobiliare , ossia la nostra casa in comproprietà? dal momento che ora la pizzeria è in perdita , come si fa a calcolare un eventuale nuovo importo? ho sentito anche dire che spesso i giudici si attengono a quello che è il tenore standard della provincia dove risiedono i beneficiari dell’assegno, ma il padre vive e lavora a Rovigo, una zona molto più depressa economicamente parlando. Al momento potrebbe corrisponderle l’eventuale ricavo dalla vendita del furgone utilizzato per la precedente attività. Non dimentichiamoci che ha ancora delle spese da affrontare per la chiusura.

Un po’ di concetti fondamentali della materia sui cui magari può essere utile riflettere.

I giudici generalmente considerano l’arrivo di nuovi figli un motivo non idoneo per diminuire il mantenimento previsto per quelli preesistenti, facendo capo alla considerazione per cui oggigiorno la procreazione è un fatto responsabile. In sostanza, quel che dicono i giudici è questo: se vuoi fare un altro figlio, devi valutare prima di metterlo al mondo la necessità di mantenere in ugual modo quello che hai già. Concetto criticabile sicuramente, per alcuni versi, ma è quello che va un po’ per la maggiore, anche se poi le applicazioni nei singoli casi possono variare.

Il reddito annuale non è sicuramente l’unico elemento che si considera quando si decide del mantenimento, specialmente in un paese come il nostro dove l’evasione fiscale è dilagante e comune, e anche molte società che guadagnano lautamente sono sempre «in perdita». I giudici considerano piuttosto il concetto di capacità lavorativa, anche se oggigiorno, in situazione di crisi diffusa, si tratta sicuramente di una nozione da applicare con cautela. È ovvio che un genitore non potrebbe comunque, questo parlando in generale, sottrarsi ai suoi doveri iniziando una nuova attività che, come tale, i primi anni è sempre in perdita a causa degli investimenti iniziali: i figli mangiano tutti i giorni.

È vero poi che è corretto il riferimento, in linea di principio, al contesto in cui vivono i figli, perchè il contributo economico deve essere tale da servirgli nel loro ambiente di vita, anche se chiaramente potrebbe essere almeno in parte temperato dalla considerazione del diverso contesto in cui vive il genitore tenuto al mantenimento, ma quest’ultimo requisito direi che rimanga «assorbito» nella considerazione generale relativa alla situazione economica dell’obbligato.

La vostra casa in comproprietà potrebbe essere pignorata per il mezzo di competenza del debitore, cioè il tuo compagno.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. buonasera,
    vorrei capire come procede un divorzio giudiziale: il mio compagno ha ottenuto la sentenza dal giudice definitiva di divorzio giudiziale. cioè si è presentato davanti al giudice che ha solamente emesso i termini per ottenere la pubblicazione della sentenza. ha dato 30giorni per depositare i documenti 20 giorni alla cancelleria. poi passa in mano ad altri giudici e quindo (forse 60 giorni) e poi che succede? in quanto tempo solitamente si ottiene il tutto? se lei non firma (dato che non si è nemmeno presentata all’udienza) come funziona? grazie

    • Mi dispiace, ma la descrizione della situazione che hai fatto non ha alcun senso e non si capisce, purtroppo, niente. Dovresti cercare di capire meglio quello di cui parli. In ogni caso, qualsiasi domanda sarebbe opportuno rivolgerla al legale che sta seguendo il procedimento, che è tenuto a darvi i chiarimenti necessari, specialmente quando nel cliente la situazione è così confusa.

  2. Salve,io sono la “nuova ” moglie di un marito divorziato che ha un figlio di anni 12 . Noi paghiamo un assegno di mantenimento di € 150 per l’ex coniuge e € 250 per il bambino,naturalmente con istat che adesso è arrivato ad € 32 quindi noi versiamo mensilmente 432 € + rata dentista+ rata sport, dividiamo abbiagliamento non solo sportivo,paghiamo da 7 anni il barbiere e le ricariche e sul mantenimento versiamo anche una piccola paghetta settimanale per il bimbo,l’estate il bambino la trascorre interamente con noi dal 19 maggio al 15 settembre riapertura scuola,siamo in un’altra regione rispetto alla sua residenza,durante l’anno le feste di natale tutte con noi dal 22 dicembre al 7 gennaio,i restanti mesi minimo 7/10 giorni con noi al mese. Il problema nasce sulle spese,noi comunque d’estate quando abbiamo il bambino con noi continuiamo a pagare il nostro assegno di mantenimento di € 432 ma il bambino è con noi ,quindi certo non chiediamo i soldi dei gelati che mangia,del biliardino,delle uscite,dei regalini per qualche amichetto,dei suoi acquisti estivi(pallone,retino,maschere,partecipazioni a tornei ,abbonamento spiaggia,consolle e giochi etc.-) abbiamo già comprato il diario scolastico e materiale che potrebbe servire a scuola,abbiamo comprato scarpe e tute invernali di nostra iniziativa,ma lei non vuole rinunciare al mantenimento del bimbo almeno per i mesi che il bimbo è con noi e neanche dividere almeno d’estate le spese del barbiere e ci impone di comprare altro abbigliamento invernale.Lei lavora a tempo determinato ma praticamente è sempre occupata, mio marito ha uno stipendio netto di € 1100 poichè il resto è impegnato nel pagamento di rate stipulate durante il matrimonio.Da quei 1100 devono uscire pagamento utenze,i 432+50+20 totale 502€ di mantenimento e il gasolio per percorrere 700 km per vedere il bambino tutti i mesi. Io sono disoccupata e di avere un bimbo tutto nostro è diventato impossibile.Aiutateci ad uscire da quest’incubo (motivo separazione tradimento di lei )

    • Onestamente, non credo che ci siano margini per una riduzione del mantenimento al figlio. Ci potrebbero essere per quello alla ex moglie, che, avendo tradito il tuo attuale marito, a suo tempo avrebbe anche potuto prendersi l’addebito. Ma occorre studiare il caso con attenzione prima di procedere perché già solo il procedimento ha un suo costo non trascurabile.

  3. L’eventuale convivenza more uxorio del genitore che percepisce l’assegno di mantenimento per i figli, può influenzare la misura del contributo alle spese dei propri figli che un genitore può essere tenuto a dare all’altro ex coniuge?

    Mi spiego meglio, è giusto pretendere una riduzione o una minore quantificazione dell’assegno che un genitore (l’ex coniuge più forte economicamente) è chiamato a corrispondere all’ex coniuge per il mantenimento dei propri figli, per il fatto che l’ex coniuge ha iniziato una convivenza con un nuovo partner?

    Non parlo dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge, ma dell’assegno per le sole spese ordinarie per i figli in comune.

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