Come pubblicare da perfetto sconosciuto e rimanere un perfetto sconosciuto

Pubblico di seguito un «resoconto» steso dal mio amico e collega di sempre qui allo studio, Francesco Cassanelli Stami, in cui ci racconta con molta autoironia la sua esperienza sul self-publishing e la scrittura di un romanzo.

... E adesso?

Capita a volte di trovarsi in un lunedì di agosto senza alcuna voglia di iniziare a lavorare. E così ogni pretesto è buono per non aprire una pratica o scrivere una lettera, per fare cioè ciò che è il nostro pane quotidiano. Anche gli avvocati o soprattutto gli avvocati, oserei dire, hanno bisogno a volte di staccare da un lavoro che, nonostante gli stimoli o le soddisfazioni che può dare, è logorante nel suo essere sempre a contatto con ciò che “non va” e che necessità di una sistemazione legale. Quindi colgo l’occasione concessami dall’amico e collega Tiziano Solignani per parlare dell’esperienza che ho vissuto nel pubblicare il mio primo libro: “…e adesso?” che recentemente è uscito anche nella sua versione digitale.

La pubblicazione è arrivata dopo tanti anni dalla sua stesura che risale a molto tempo fa: lo stesso è rimasto a lungo dentro il proverbiale cassetto. Quando poi mi sono deciso a fare il grande passo è stato difficile pubblicare per chi, come me, non crede sia giusto farlo a pagamento. Così, dopo tanto tempo ho trovato chi, l’Aracne editrice, ha deciso di dare corso alla stampa senza chiedere all’autore alcun contributo. Era quello che cercavo e così il progetto ha avuto il suo corso. In libro in ogni caso non ha ricevuta alcun servizio di editing e questo naturalmente si sente con chiarezza leggendolo: la storia, la lettura, tutto ne risente. Il libro è un autentico prodotto artigianale dell’autore, e come tutti i prodotti artigianali, ahimè, è pieno di difetti. Però è interamente mio, dall’inizio alla fine, difetti compresi intendo e questo per me ha comunque un valore che va aldilà dei risultati di vendita che, come si intuisce dal titolo di questo breve articolo, non sono stati un granché. Ma tantè, le soddisfazioni fortunatamente non sono tutte monetizzabili e io mi tengo strette le mie, anche se non mi renderanno di certo ricco.

E la storia? La storia è una semplice storia d’amore anche se di semplice, in amore, non vi è davvero nulla. Probabilmente il contrario del termine amore non è la parola odio ma la parola semplicità. Perché un amore che si rispetti deve necessariamente fare a pugni con la nostra ragione, con i consueti schemi mentali che ogni giorno ci accompagnano nel nostro modo di scrutare la realtà. Forse sarebbe più corretto dire che si tratta semplicemente di una storia di amore, perché di fatto è l’amore l’unico vero protagonista del libro e tutto il resto perde di importanza al suo cospetto. Libro che, nonostante il nome del protagonista, non è autobiografico e soprattutto non riporta fatti realmente accaduti.

Perché acquistarlo? Non so, io stesso sono molto critico nei confronti del mio lavoro, però rileggendolo ho forte la sensazione che vi sia in quelle pagine qualcosa di vero, di non artefatto. Qualcosa che non ha il sapore standardizzato che di solito si assapora in questo tipo di prodotti. Ma forse mi capita perché i figli sono sempre belli per i propri genitori. Forse questa è l’unica verità. In ogni caso per chi fosse interessato il libro ora si può acquistare anche nel suo formato digitale su qualsiasi piattaforma, compreso Amazon e l’Apple store, basta digitare semplicemente il nome dell’autore o il titolo “…e adesso?”.

E adesso? Leggetelo 🙂

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Di la tua!