Se non mi rassegno al poco tempo che mi rimane con mia figlia cosa posso fare?

io sono un padre che l anno prossimo vedrà andare via sua figlia di casa…… mi sono separato da nove mesi (eravamo conviventi) di comune accordo abbiamo deciso di far finire gli anni di materna nella stessa scuola… ma l anno prossimo ci sara il passaggio alle primarie e la madre la vorrebbe portare piu vicina a dove abita…. premetto che parliamo di 16 km di distanza!!! ma purtroppo aime abbastanza per non vederla crescere…. non riuscirei mai a tenerla e portarla a scuola la mattina ( causa lavoro) pensavo di poterla tenere nel fine settimana ( venerdi sera – domenica sera) ma mi è stato chiesto di fare un weekend a testa…. siccome ritengo queste richieste non giuste nei miei confronti vorrei sapere come poter procedere per tutelare i miei diritti…. io amo mia figlia e non capisco perchè se due persone si lasciano il figlio deve essere affidato alla mamma…..so che siete persone intelligenti e quindi vi chiedo di rispondermi francamente ” avrò mai una speranza”

Per valutare queste situazioni, bisogna partire non dalle previsioni generali ed astratte della legge, che spesso si limitano a vere e proprie dichiarazioni di principio (es.: «tutelare i figli!»), che come tali, sia pur se importanti, danno poche indicazioni di tipo pratico, ma dalla situazione concreta e da un progetto che si deve definire per la vita della famiglia dopo la sua disgregazione.

Questo progetto riguarda la scuola che frequenterà vostra figlia, i luoghi dove andrete ad abitare, dove lavorerete, gli orari che avrete di ingresso e uscita nei luoghi in cui trascorrerete il tempo durante il giorno, la casa di abitazione degli eventuali nonni e tutti gli altri numerosi ma ugualmente importantissimi dettagli destinati a comporre il mosaico che vi interessa.

Ancora prima di vedere questo, bisogna capire se ci sono i presupposti per adottare una situazione di tipo consensuale, dove siete voi due a concordare le condizioni per la vita familiare dopo la crisi, o se invece bisognerà richiedere ad un giudice di farlo, perché questo cambia moltissimo il quadro e il metodo da seguire.

Quindi alla tua onesta e semplice domanda non c’è una risposta o meglio la risposta è tutta da costruire nei prossimi mesi, con l’assistenza di un bravo avvocato e magari qualche seduta da un mediatore familiare.

Prima di parlare di diritti e leggi, parlate di cosa dovrebbe fare, cosa riterreste giusto che facesse, vostra figlia tutti i giorni e tutte le ore della settimana, da lunedì quando si sveglia, alla domenica sera quando va a letto, a partire da quando non vivrete più insieme.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. sicneramente non mi paiono così tanti 16 km: conosco genitori che si sono suddivisi la settimana con il figlio. per esempio dal martedì al sabato sta con un genitore e dal sabato al martedì con l’altro. ed ognuno porta il figlio alla scuola, anche se non è per forza di strada: basta alzarsi prima.
    secondo me un accordo si può trovare, anche indipendentemente dai week-end: non è nemmeno del tutto giusto che un genitore si sciroppi soltanto compiti e serate (magari con il figlio stanco dalla scuola) e l’altro solo la “tranquillità” del week-end.

  2. ancora con questa storia dei compiti? Magari poterli far studiare tutti i giorni e pulirgli il sederino, lo lascerei volentieri il week end

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