15 falsi miti sugli avvocati, il diritto, la legge.

Oggi parliamo di 15 falsi miti, luoghi comuni spesso totalmente infondati e quindi anche pericolosi per chi si trova a dover trattare un problema giuridico. Alcuni li leggeranno sicuramente con perplessità, per questo mi sembra il caso di dire chiaramente che io credo in ogni singola lettera di quello che ho scritto: voi ne farete l’uso che credete.

Handshaking con mazzetta...

]1 Handshaking con mazzetta…

  1. Per ogni problema, esiste una soluzione giusta prevista direttamente dalla legge o ricavabile per interpretazione tanto che si può risolvere ogni conflitto facendo riferimento al diritto. Semplicemente non è vero, anzi a volte, per la verità molto spesso, la legge prevede solo criteri generici che vanno poi adattati al caso concreto e che nella realtà servono a poco per chi deve capire come si deve fare, senza l’intervento di un bravo professionista e senza la ragionevolezza dei soggetti coinvolti.
  2. Gli avvocati conoscono tutte le leggi, sentenze e tutto quello che di giuridico c’è da sapere. In realtà, invece, sono molte più le cose che un avvocato non sa di quelle che sa e questo vale per qualsiasi avvocato, anche se professore universitario, autore di libri, promotore di convegni e così via. In un avvocato è peraltro importante la preparazione sistemica di base e la capacità di fare ricerca, essere creativo e avere buone intuizioni su come si può risolvere un problema. È inoltre assolutamente fondamentale l’empatia cioè la capacità di comprendere davvero la persona che si trova davanti e il problema di cui è portatrice.
  3. Le leggi prevedono quello che è giusto, sono giuste. Semplicemente, non è vero. Le leggi prevedono quello che conviene in un determinato momento storico. Ad esempio, la regola possesso vale titolo è stata introdotta solo per tutelare l’economia, a discapito dei legittimi diritti di proprietà privata delle persone.
  4. Un avvocato mi può tutelare se rimango vittima di un’ingiustizia. Forse, ma dipende da tante altre variabili. Innanzitutto, tu puoi vivere la tua situazione come una ingiustizia, ma la legge può essere di diverso parere. Se, poi, la legge è comunque dalla tua parte, non è sufficiente «avere un avvocato» ma occorre avere anche delle prove a sostegno delle tue ragioni.
  5. Un avvocato costa un occhio della testa e conviene starci lontano. Qui di vero c’è che in passato sicuramente alcuni avvocati hanno presentato conti molto salati agli utenti e si sono diffusi racconti terrificanti al riguardo. Nella realtà, non è sempre vero, a volte basta una consulenza da 100 euro per evitare problemi peggiori. Non evitate gli avvocati perché pensate che potrebbero costarvi troppo, semplicemente chiedete un preventivo, oggi è possibile, poi valutate. Il preventivo fatevelo fare sempre per iscritto e se c’è qualcosa che non è chiaro chiedete.
  6. Non c’è modo di evitare le spese legali se si viene coinvolti in una causa. Non è vero, ci sono le assicurazioni di tutela giudiziaria.
  7. Se ho un problema giuridico grave, posso sempre prendere il miglior avvocato sulla piazza. Non puoi, semplicemente perché questo avvocato … non esiste. Quello che viene dipinto in questo modo, di solito è solo il più costoso, ma non è affatto detto che ti aiuterà a risolverà il problema che hai in modo più efficace rispetto ad un altro. Non esiste il miglior avvocato, esattamente come non esiste il miglior giocatore di calcio, politico, idraulico, medico e così via. Esistono solo persone più o meno in gamba che, se sono in giornata, e ti va bene, cercano di fare del loro meglio per te, ma i risultati non sono mai garantiti o garantibili.
  8. Un avvocato cattivo può difendere meglio i miei diritti. È un luogo comune abbastanza diffuso, per cui diciamo la verità con molta franchezza e cioè che questi avvocati di solito sono solo dei poveri stronzi, conosciuti come tali dai colleghi e, soprattutto, dai giudici. Gli unici con cui finiscono per poter essere davvero cattivi sono i loro clienti. Il mio consiglio è quello di starne lontano il più possibile.
  9. I giudici sono tutti corrotti e gli avvocati si mettono d’accordo tra loro. La cronaca ci dice che anche tra i giudici a volte si verificano episodi di corruzione, ma generalmente non è vero e le sentenze sono rese in diritto in modo corretto. La realtà è che dicerie del genere molto spesso sono messe in giro da persone che hanno perso cause avendo torto marcio e non rendendosene nemmeno conto (e qui la colpa è anche dell’avvocato che li ha seguiti). Quanto agli avvocati, anche in questa categoria ci sono dei corrotti, ma anche in questo caso il fenomeno non è generalizzabile. Circa poi il mettersi d’accordo, è evidente che un accordo serio e sano è un’eccellente modo per definire una vertenza, ovviamente deve essere tale e non frutto di corruzione.
  10. Un avvocato guadagna tanto e fa un bel mestiere. Magari fosse vero. Circa la qualità di vita, se fosse così bella, la professione, come mai saremmo stati messi al secondo posto come categoria a rischio di sviluppare problemi psichici? Del resto, non deve stupire, un avvocato trascorre la sua vita tra persone da assistere con pretese a volte giuste a volte assurde (e in questo caso bisogna naturalmente spiegarglielo) e un apparato burocratico assurdo dall’altro, quello giudiziario, che non fornisce risposte se non raramente e comunque molto lentamente… non proprio una sciccheria ;-). Quanto ai guadagni, la maggior parte degli avvocati tolte spese, tasse e così via guadagna meno di quanto guadagnava un impiegato assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non ci credete? Fate come volete, ma è così.
  11. Il mio avvocato non ha fatto niente. Questo non è proprio un falso mito, perché a volte è vero che un avvocato non fa niente. Il punto è che a volte fare niente per un determinato periodo di tempo è il modo migliore di risolvere un problema giuridico. Anche i medici si fanno aiutare dal famoso «Dottor Tempo», che in effetti è spesso il fattore più importante per raggiungere una guarigione, ed esattamente allo stesso modo lo possono anzi debbono usare gli avvocati nella trattazione dei problemi giuridici, che non sono problemi di tipo burocratico ma riguardano sempre le persone, esattamente come quelli di salute. A volte, l’abilità e la competenza di un avvocato, quelle che fanno la differenza, stanno proprio nel decidere di mettere una vertenza a riposo, a decantare, per riprenderla poi al momento giusto. È difficile illustrare in generale un aspetto come questo, perché dipende sempre dalle circostanze del singolo caso, ma è una cosa che per esperienza posso assicurare essere vera. Ovviamente, tutto un altro discorso è quello del legale che, incaricato di trattare un problema, semplicemente lo trascura o, ancora peggio, fa cadere il diritto in prescrizione.
  12. I conflitti tra le persone si risolvono facendo riferimento alla legge e non alle persone che ne sono protagoniste. Non è vero, la legge è una delle ultime cose, bisogna quasi sempre lavorare per lo più su altri piani. Questo specialmente in un contesto come quello italiano, dove il sistema giudiziario è colassato e non si sa se e quando mai si riprenderà e quindi acquistano fondamentale importanze le strategie alternative di composizione delle liti tramite negoziazione, mediazione e così via.
  13. Peccato che gli avvocati non possano essere pagati a percentuale altrimenti tutto sarebbe più efficiente. In realtà, la legge prevede per gli avvocati, da qualche anno, la possibilità di essere pagati a percentuale o a quota lite e io lo faccio da quando è stato reso possibile. Peraltro, il sistema del compenso a percentuale non serve per quello cui pensa la gente comunemente, cioè rendere più efficienti gli avvocato o il sistema giudiziario, ma solo a consentire a chi non dispone di denaro per pagare un avvocato di coltivare una vertenza, tenendo presente che il risarcimento che si consegue alla fine è molto più intaccato dal compenso dell’avvocato di quello che sarebbe con un altro regime tariffario. Questo regime tariffario non velocizza nulla, perché gli avvocati non hanno semplicemente il potere di velocizzare il sistema giudiziario. Inoltre, un avvocato per accettare un accordo di questo tipo deve analizzare la tua posizione e crederci, esattamente come una qualsiasi persona cui chiedi di essere «socio» in qualsiasi iniziativa: è chiaro che se ti presenti per recuperare un credito di 8 anni fa in India non trovi avvocati che si mettono in fila…
  14. Non ho un contratto scritto, ma ho registrato la telefonata. Le registrazioni, specialmente nel processo civile, servono a molto poco. Il punto è che non c’è nessuna prova di chi siano davvero le persone che parlano. A parte questo, è molto difficile che un giudice si metta ad ascoltare una registrazione o ne ordini la trascrizione. Bisogna munirsi sempre di un contratto scritto o almeno di una prova scritta come ad esempio uno scambio di lettere. Lo spiego meglio in questo post.
  15. Io e il mio compagno ci siamo accordati tra noi e abbiamo fatto una carta per regolare l’affido di mia figlia così in caso di problemi siamo a posto . Purtroppo, non vale niente perché la materia è indisponibile. Può costituire un promemoria, ma se uno dei due non la rispetta nessuna autorità presterà la sua assistenza per farla rispettare.
About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Gabriele Buonfante says:

    Molto preciso.L’unico mito che aggiungerei è che gli avvocati si avvantaggiano della lunga durata dei processi civili. Grazie.

  2. Aggiungerei “L’avvocato bisogna tenerlo d’occhio perché può vendersi la causa alla controparte”

  3. Paolo__ says:

    Complimenti per il blog. Davvero utile, curioso ed interessante.

    Paolo (praticante avvocato)

  4. questo decalogo sarebbe ancora più utile se fosse affisso all’ingresso di ogni studio legale,
    ma dubito che la maggior parte dei legali approverebbe…dici che uno scambio di lettere, con specifichi racc.ta a/r, con la probabilità di firma falsa, possa essere considerata una prova più influente di una registrazione telefonica? se il giudice non prendesse in considerazione questa prova documentale ci si può opporre oppure è una sua facoltà?

    • Non è vero invece, molti avvocati mi hanno espresso il loro forte consenso, anche a noi avvocati conviene che certi luoghi comuni e miti vengano pian piano demoliti. Piuttosto, noi avvocati, ma non solo, anche la società civile, siamo carenti nel far circolare la verità. Che cosa potrebbe succedere, ad esempio, se ognuna delle persone che legge questo documento, dove vengono finalmente ristabilite alcune cose vere e demolite alcune convinzioni radicate ma sbagliate, lo mandasse a persone, amici, parenti, familiari, che hanno o hanno avuto a che fare con la giustizia? Oppure lo condividesse sui social network? Poco alla volta, ma si andrebbe avanti, finalmente… Invece qui siamo ancora troppo legnosi, negli altri paesi credono di più a questi nuovi strumenti, li usano per quel che valgono senza stare tanto a pensarci sopra, dovremmo credo anche noi darci una mossa.

      Sicuramente un documento, come una diffida o uno scambio di lettere, almeno nel processo civile è di gran lunga preferibile a una registrazione telefonica che non ha pressoché valore, specialmente nel civile. Il giudice può sempre valutare liberamente le prove, ma questa è una regola in fondo giusta e che non si può cambiare, naturalmente ci sono alcune eccezioni ma sono tassative e circoscritte.

      Grazie ancora per il tuo contributo.

  5. Vincenzo Ferrò says:

    Ritengo che non ci sia una sola frase, una sola parola incondivisibile. Complimenti, caro Solignani; hai mirabilmente sintetizzato in pochi punti tutte le criticità che hanno contribuito a discreditare l’intera categoria, a ridicolizzarla, a farne oggetto di sberleffi. Ho apprezzato la tua cultura improntata non già all’inasprimento bensì alla soluzione, preferibilmente negoziale, del conflitto; ho gustato la tua pacata ma spietata disamina delle varie circostanze, notando soprattutto la tendenza all’autocritica scevra di scusanti o esimenti. Complimenti, Solignani, condivido in toto ogni tuo asserto e, se mi consenti, stamperò una copia dei tuoi 15 punti e la divulgherò tra i colleghi e gli amici, affinchè ne facciano tesoro. Grazie.

    • Grazie Vincenzo per le tue belle parole. Non solo consento, ma la cosa mi fa anzi molto piacere, se solo lo facessero tutti. Facciamo circolare la verità, pian piano, molto lentamente, qualcosa dovrà pur cambiare anche nel nostro disastrato settore, della cui inefficienza risentono in primo luogo gli utenti e noi avvocati ed operatori subito dopo.

  6. francesca says:

    Mi piace molto l’elenco dei falsi miti. E’ scritto in modo corretto, sapiente e al tempo stesso chiaro e comprensibile anche per i cittadini, per coloro che non sono operatori del diritto. Forse, L’avv. Solignani è riuscito a comunicare nel modo più efficace proprio un qualcosa che anche io avrei tanto voluto dire ma che è rimasto inespresso e imploso proprio per il timore dei pregiudizi radicati che esistono sulla nostra categoria professionale.

  7. Da avvocato condivido il decalogo, se permetti mi capita spesso di sentirmi dire:” ma come fai a difendere i delinquenti.”…altro luogo comune …l’avvocato è’ sempre come il cliente che assiste!! Ciò comporta che l’uomo della strada osserva l’avvocato con leggera ammirazione per quello che pensano possa essere, dall’altra parte lo schivano e criticano per quello che pensano possa avere fatto per il delinquente cliente. Comunque caro Tiziano…complimenti

    • Già, un altro luogo comune… Grazie Lucia, benvenuta sul blog.

    • Emanuele Miceli says:

      Questa è la solita storia dei “non addetti” … è una discussione che tutti noi, prima o poi, abbiamo dovuto affrontare: dobbiamo riuscire a spiegare che a) l’etica dell’avvocato è, per così dire, “rovesciata”, cioè un buon avvocato è colui che, con la conoscenza del diritto, e soprattutto della procedura, riesce a difendere meglio che può chiunque gli si affidi, anche il peggior criminale, perché questa è la missione che ha abbracciato insieme al giuramento pronunciato: altrimenti è più adatto al ruolo di Giudice, o, al limite, di sacerdote. Avvocati, infatti, “si nasce”, o niente; corollario, provocatorio: “i soli clienti che un “vero” avvocato può GIUSTAMENTE rifiutarsi di assistere sono quelli che non si fidano di lui, o quelli che non lo pagano; b) la difesa di soggetti che agiscono in modo difforme dalle nostre convinzioni morali NON comporta l’accettazione dei loro codici etici. Fuor di metafora, l’avvocato che difende il ladro, lo stupratore o il pedofilo NON è un ladro, uno stupratore o un pedofilo, NON accetta i loro crimini, ma svolge comunque onestamente il proprio lavoro: è un concetto difficile da “accettare”, ma è il fondamento della nostra MISSIONE. Davanti ai tribunali tutti hanno diritto di essere difesi al meglio, ed hanno diritto alla migliore applicazione possibile della legge.

  8. Direi che o per esperienza, oppure per semplice assonanza deduttiva e concorde ai tuoi pensieri, hai esposto delle verità granitiche circa i luoghi comuni associati a chi esercita questa professione…una curiosità: esponendo uno o più punti di questi al mio avvocato, egli mi ha detto che sono con i piedi per aria e che sono un immaturo!!! Un saluto e complimenti per il blog!!!

    p.s.: anch’io purtroppo sono stato vittima di uno “scambio” di favori tra le parti, e chi mi doveva tutelare mi ha venduto al legale della controparte per non proprio 30 denari
    (i miei!!!)

  9. Federico Placanica says:

    Risponde perfettamente alla realtà professionale e culturale del buon avvocato

  10. Emanuele Miceli says:

    Caro Tiziano, le tue sono delle perle di saggezza dettate, evidentemente, dall’esperienza quotidiana di tutti noi; per questo, solo a sostegno e conferma di quanto hai detto, mi permetto di chiosare: al punto 2, un avvocato è bravo NON quando sa tutto, MA quando sa dove e come cercare le risposte; al punto 7, spesso il “miglior avvocato” , cioè il più “gettonato” e caro, è quello che, proprio perché segue un milione id processi, dedicherà al tuo problema molto meno di un serio e coscienzioso, ma meno blasonato professionista; al punto 9, gli avvocati seri e ragionevoli, appunto, “ragionano” cortesemente e correttamente tra loro quando i rispettivi clienti li rendono “avversari” (e non nemici, come diceva il mitico Giiovanni Porzio), e questo può solo andare a vantaggio dei clienti, e non certo a loro discapito: capisco che è difficile far comprendere ad un assistito che il cortese colloquio con il collega avversario è un modo di far meglio il proprio lavoro e non una vergognosa collusione … con stima e solidarietà , Emanuele

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