Il mio avvocato lo devo pagare così tanto se la mia vertenza si è chiusa subito?

nel mese dì luglio agosto di quest’anno ho aperto una causa extragiudiziale contro la mia ex azienda tramite un mio avvocato.La cosa è stata rapida in quanto previo accordo trà le parti sì è conclusa a mio favore…Però il mio avvocato che poi non ha fatto quasi nulla mi ha chiesto una parcella dì 2000 euro a differenza dei mie 4000 .Secondo mè il suo corrispettivo è troppo alto per quanto stato fatto..essendo chiusa la vertenza in tempi rapidi …premetto che gli feci avere tutte le mail già a Maggio visto che l’azienda mi mise in ferie forzate.La prima raccomandata che io ho spedito è stato l’impugnamento del mio licenziamento..che ho fatto via raccomandata io…è dopo questa raccomandata( datata il 30 agosto) il 30 ottobre previ accordi verbali frà le parti sì è conclusa.Io ora chiedo un suo parere…è giusta questa parcella?essendo fatta via extragiudiziaria e chiusa quasi subito?

Una causa extragiudiziale è una cosa che non esiste in natura, nel senso che le cause sono sempre giudiziali. Probabilmente intendi una vertenza stragiudiziale, che è appunto una disputa tra uno o più soggetti che, però, non arriva ad essere portata in tribunale perché fortunatamente si riesce a raggiungere un accordo prima.

Ciò premesso, è per me impossibile dire se il compenso richiesto dal tuo legale sia adeguato o meno senza esaminare con precisione il lavoro che è stato fatto. Tieni presente che tutto il tempo che il tuo avvocato dedica a trattare il tuo caso è lavoro: telefonate, incontri in studio, invio di lettere, preparazione della bozza di transazione.

Io ad esempio oggigiorno lavoro generalmente a 100€ all’ora. Per cui, nel tuo caso dovrei aver lavorato circa 20 ore per chiedere un corrispettivo del genere, il ché non è affatto difficile perché, proprio per raggiungere una transazione, spesso sono necessarie molte telefonate, qualche incontro, diverse lettere e così via.

A prescindere dal tuo caso, dove come cennavo bisognerebbe esaminare in concreto il lavoro svolto, mi sembra anche opportuno fare un’osservazione di carattere più generale.

L’avvocato che riesce a chiudere velocemente un problema, definendo definitivamente una vertenza in sede stragiudiziale, merita di essere compensato maggiormente di quello che non ci riesce, perché rende un servizio di molto maggior valore all’utente.

Se il tuo avvocato, ad esempio, non si fosse dato da fare per farti conseguire questo risultato, la tua vertenza sarebbe finita in tribunale, dove avresti dovuto andare avanti per anni, senza aver percepito nessun pagamento e con l’obbligo intanto di dover pagare il tuo avvocato e, da questo punto di vista, i 2.000€ che ti ha chiesto sarebbero bastati probabilmente solo per il primo anno di causa.

Una cosa che io come avvocato non mi voglio mai sentir dire dai miei assistiti è proprio: «Ma tu hai chiuso subito la cosa, non è giusto che io ti paghi così tanto!». Questo perché se io mi sbatto per farti avere la soluzione, tu mi devi pagare di più, più volentieri e più in fretta che se non mi fossi dato da fare. Altrimenti io finisco per lasciar marcire le questioni, come alcuni avvocati purtroppo fanno, perché in fondo gli rendono di più in questo modo.

Per questi motivi, stipulo contratti chiari con compensi in percentuale che vadano a compensare in modo adeguato il lavoro da me fatto per chiudere prima la vertenza. Essendo contratti discussi apertamente e stipulati per iscritto, la chiarezza è massima e l’utente sa bene come stanno le cose, anche perché le stesse cose che sto dicendo a te ora le spiego anche a lui.

Quando si dice che gli avvocati si approfittano del vecchio detto «causa che pende, causa che rende» si pensa che sia sempre colpa degli avvocati stessi, in realtà c’è un po’ di colpa anche degli utenti che non capiscono che un legale che ti risolve in fretta un problema giuridico lo devi pagare di più e non di meno: in quei casi non è il tempo che si guarda, ma il valore del risultato conseguito.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Ottime le osservazione del Collega Solignani.

    Avv. Michele D’Auria.

  2. Giuseppe Remedia says:

    Perchè non si paga il lavoro di avvitatura di una vite, ma la capacità di sapere quale maledetta vite avvitare, disse un esperto di computer al cliente che gli contestava che il prezzo di 1000 € per cinque minuti di lavoro ed una sola vite avvitata era troppo.
    Il suo avvocato, caro cliente, studia da una vita e ha dovuto ri-studiare anche per il suo caso particolare, con norme e giurisprudenza in continuo cambiamento, per evitare ogni insidia e tentativo di sviamento, sino a raggiungere un risultato positivo. E’ come attraversare la giungla per consegnare una letterina.
    Faccia un enorme favore a sè ed a tutti noi, sia sincero con sè stesso, ammetta che se ne avesse avuto le capacità avrebbe fatto da sè, invece, ha avuto bisogno dell’aiuto di un avvocato, ora lo paghi per le sue capacità (che tralaltro le hanno dato un risultato positivo) e non per quello che lei pensa che avrebbe esecutivamente fatto.
    Mi scuso per i toni non cordiali, ma ne ho fin sopra i capelli.
    Cordialmente

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