Incidente mortale: cosa devono fare i parenti?

Qualche giorno fà un mio amico è probabilmente passato con il rosso ed è stato investito da un autobus del trasporto pubblico rimanendo ucciso. Purtroppo ci siamo accorti che il motociclo su cui viaggiava era privo di assicurazione, pertanto ciò che voglio chiedervi, essendo lui residente da solo, figurando solo lui sullo stato di famiglia, l’azienda pubblica, può rifarsi sui parenti prossimi per un risarcimento danni? O si potrà rivalere solo dei beni intestati al deceduto (dipendente pubblico)?

La prima cosa da fare è chiarire in modo preciso la dinamica del sinistro o meglio come sono davvero e con precisione andati i fatti.

Essendoci, peraltro, stato un decesso, sicuramente la Procura aprirà un fascicolo per omicidio colposo e, in quella sede, nominerà uno o più esperti al fine di chiarire la dinamica dell’accaduto.

Consiglierei innanzitutto alla famiglia dello scomparso di nominare un legale difensore di persona offesa nel procedimento penale in modo da seguire le operazioni di accertamento che faranno i tecnici nominati dalla Procura ed avere copia della loro relazione finale.

In alternativa, la famiglia può sempre nominare propri consulenti per verificare quello che è accaduto di preciso, tramite l’acquisizione di una perizia cinematica.

Potrebbe esserci, in effetti, un concorso di responsabilità da parte del veicolo investitore che potrebbe fondare un diritto al risarcimento dei prossimi congiunti della persona deceduta.

Questo anche perché il codice civile contiene, come noto, una presunzione di pari responsabilità nella causazione dei sinistri stradali, che può essere superata solo dalla prova, data dal conducente di uno dei veicoli coinvolti, della colpa esclusiva altrui.

Più banalmente, se magari è vero che la persona deceduta è passata col rosso, può essere – ma, ovviamente, va verificato in concreto – che il veicolo investitore procedesse ad una velocità superiore a quella che si poteva ritenere prevista in relazione alle circostanze del caso, o concretamente indicata per quel tratto di strada, tale per cui, se la velocità fosse stata minore, forse avrebbe potuto mettere in atto una manovra d’emergenza o, anche collidendovi ugualmente, non avrebbe dato luogo ad un esito così pesante.

Per venire, comunque, al tema da te posto, lo stato di famiglia non ha nulla a che vedere con i profili civilistici di responsabilità: se lui risulterà responsabile dell’incidente, coloro che accetteranno, espressamente o implicitamente, la sua eredità, pur se residenti altrove, ne assumeranno anche i debiti, tra cui quello al risarcimento del danno danno.

Anche questo profilo, ovviamente, rende consigliabile per i prossimi congiunti della persona deceduta rivolgersi al più presto ad un legale.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Vorrei acquistare un’ora della tua vita ponendoti un quesito: sono un praticante e di fronte ai miei dominus vivo uno stato di totale soggezione psicologica, in particolar modo di fronte al dominus che si occupa di penale. Quando parlo con loro mi sembra di non sapere niente, mi sembra come se non fossi mai andato all’università, come se non mi fossi mai laureato, non so niente, credi che sia grave?

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