Sono responsabile se un ragazzo si fa male nel torneo organizzato dalla onlus di cui sono presidente?

Con la mia associazione Onlus ho organizzato un torneo di calcetto. Il campetto è comunale e l’amministrazione ha concesso il patrocinio.
Durante una partita, un ragazzo (il portiere) subisce un infortunio che avviene senza alcun contatto con avversari o compagni di squadra. Semplicemente mentre si appresta a bloccare il pallone alto fa un piccolo salto (10 cm) ma quando poggia le gambe a terra il ginocchio sx incredibilmente cede. Frattura del piatto tibiale quindi intervento chirurgico e a seguire fisioterapia.
Volevo chiederti quale fosse la mia responsabilità in qualità di organizzatore e legale rappresentante dell’associazione qualora il ragazzo decidesse di richiedere i danni?C’è un limite di tempo nel quale può presentare richiesta di risarcimento?L’associazione onlus ha un’assicurazione che copre i propri soci da infortuni, danni e altro e inoltre l’assicurazione per responsabilità civile per danni materiali verso terzi, ma coprirà inunasituazionedelgenere?

Mi sembra che in un fatto del genere manchi, in radice, il nesso causale tra l’attività che avete svolto, con riguardo anche ai luoghi che avete predisposto per lo svolgimento del gioco, e il fatto di infortunio, tanto che probabilmente si potrebbe dire che il ragazzo si sarebbe infortunato ugualmente in un’altra occasione in cui avesse compiuto un movimento simile.

Ovviamente, nelle cose giuridiche, e in particolar modo nella responsabilità civile, non si può mai avere nessuna certezza, ma si può solo stare a vedere come si mettono le cose e gestirle di conseguenza.

Proprio per questo esistono le assicurazioni, anche se naturalmente è impossibile prevedere come la vedrà l’assicurazione, anche dopo aver letto polizza e condizioni generali.

Ti consiglio di fare comunque in via cautelativa la denuncia dell’infortunio all’assicurazione, affinché almeno non ti possano eccepire di non aver effettuato la denuncia nei termini prescritti.

Dopodichè, vedrai se e come muoverti nel momento in cui dovessi ricevere una richiesta danni.

Il termine per richiedere il risarcimento è di 5 anni in caso di responsabilità aquiliana, mentre se ipotizzassimo un contesto contrattuale, che pure potrebbe essere in qualche modo rintracciato nell’evento che avete organizzato, sarebbe di 10 anni, quindi direi che gli aspetti relativi alla prescrizione non ti giovano molto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Paolo G. Mandelli says:

    Caro Avvocato, se per malaugurata sorte si incardinasse una causa e se fossi io il CTU, sulla base di quanto racconta l’amico della ONLUS con tutta probabilità sosterrei l’esistenza di un nesso causale diretto tra il fatto: l’attività sportiva (partitella di calcio) e il danno (la frattura di un piatto tibiale). Ovviamente è necessario leggere le garanzie (e le esclusioni previste in polizza, ma io in ogni caso e senza indugio aprirei cautelativamente un sinistro, non foss’altro per evitare una contestazione della decorrenza dei termini di denuncia dello stesso. Le Compagnie di Assicurazioni sono organizzazioni profit oriented e quindi hanno correttamente inscritto nel loro DNA societario il fatto che devono lucrare su ogni polizza…
    Buona Pasqua.

    • A me onestamente non sembra che ci sia un nesso causale proprio sulla base dei dettagli che racconta il nostro vettore però il fatto che ci siamo visioni divergenti sul punto ci fa capire come appunto la lettura possa essere diversa. Grazie del tuo contributo Paolo, come sempre utilissimo.

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