Come faccio se ho vinto una causa ma per la fase esecutiva non ho più soldi da spendere?

Dopo alcuni anni ho vinto una causa. Ora la controparte mi deve un rimborso di 8.000 euro, ma il mio avvocato mi ha detto che per poter incassare la somma devo fare una causa civile. Non avendo soldi cosa posso fare, almeno per recuperare una parte della somma?

Domanda semplice, risposta molto più complicata… 😉

Non è proprio una causa civile quella che devi fare, perché quella l’hai già fatta, ma un procedimento esecutivo, cioè diretto a cose tipo pignoramenti e simili, per conseguire forzosamente quello che il tuo debitore non ti paga spontaneamente pur dopo aver perso la causa.

È ovvio che anche il procedimento esecutivo ha dei costi, ma, prima ancora di questo, bisogna valutare le possibilità di recupero e cioè la solvenza del tuo debitore, una valutazione, che, a rigore, avreste dovuto fare ancor prima di iniziare la causa a monte.

Se, infatti, il tuo debitore fosse sprovvisto di sostanze aggredibili in via esecutiva, diventerebbe molto difficile per non dire impossibile recuperare quanto dovuto. Questo è un discorso che mi trovo a fare pressoché tutti i giorni e che probabilmente ripeterò sino all’ultimo giorno in cui farò la professione.

Veniamo adesso al problema specifico tuo, che è quello di non avere altri soldi da anticipare per spese legali.

Questa cosa si potrebbe risolvere cercando un avvocato disposto a lavorare con un compenso a percentuale, cioè non chiedendoti anticipi, se non magari per le spese vive, e accontentandosi – diciamo così – di una percentuale di quello che andrai effettivamente ad incassare al termine della pratica.

È evidente però che anche qui è fondamentale una indagine sulla solvenza del debitore, perché se non ci fossero sostanze aggredibili difficilmente troverai un legale disposto a mettere il suo lavoro per dividere con te anche il 50% di… niente.

Questo è un aspetto importante da capire, per il resto ti rimando alla nostra pagina sul compenso a percentuale.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Francesco De Candia says:

    Gentile Avvocato,
    da 6 anni sostengo una causa di lavoro con il mio ex datore di lavoro, fra rinvii, opposizioni, trasferimentodi giudici, siamo arrivati ad oggi.
    Un giudice, ha riconosciuto circa € 60.000,00, ed ha emesso una sentenza, riconoscendo all’avvocato una parcella di circa € 8000,00, abbiamo richiesto la provvisoria esecuzione, ma un giudice l’ha rigettata, un secondo giudice non si è pronunciato, ed al momento è stato demandato tutto al colleggio, ieri la controparte ha fatto opposizione ed il colleggio si è riservato. Mi chiedo e le chiedo, se esiste una sentenza, perchè viene rimandato di giudice in giudice e di colleggio in colleggio? Perchè lavvocato percepisce parcella ed io non posso pretendere quanto deciso da un giudice? Secondo lei cosa devo fare per recuperare quanto dovuto e riconosciuto?
    La ringrazio infinitamente.
    Francesco De Candia

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