Come posso chiedere un mantenimento al padre biologico di mio figlio che risiede all’estero?

14 anni fa abitavo in Inghilterra ed ho avuto una relazione con un uomo di nazionalita’ Inglese che pero’ era residente a Barcellona (Spagna). Ho vissuto con lui per qualche mese a Barcellona, e sono rimasta (ingenuamente col senno del poi) incinta in quanto lui dichiarava di non poter aver figli.
Mi sono trasferita incinta in un’altra casa aspettandomi che vedendolo il bambino una volta nato suo istinto paterno sarebbe affiorato, ma invano. Quando mio figlio aveva 6 mesi sono tornata in Italia per tornare a lavorare. Ho mantenuto i rapporti.. non si sa mai ci dovesse ripensare e volesse vederlo… ma lui si fa sentire molto di rado (ogni 2-3 anni).
Mio figlio ora 13enni e’ molto arrabbiato con me perche’ non ‘tutelo quelli che sono i suoi diritti’ dicendo che potrebbe avere uno stile di vita migliore con un aiuto economico da parte del padre ..
Lui ancora vive e lavora a Barcellona …. da dove dovrei iniziare?

Se il bambino è stato riconosciuto, si può chiedere la regolamentazione dell’affido, studiando i problemi giuridici relativi alle formalità con cui procedere e quindi a forme di notifica, tribunale competente, giurisdizione e così via.

Se invece il bambino non fosse nemmeno stato ancora riconosciuto, bisogna chiedere l’accertamento giudiziale della paternità, affrontando gli stessi problemi che ci sono da valutare nel caso precedente.

Entrambe le situazioni richiederanno probabilmente molto tempo, ma proprio per questo, prima ti metterai finalmente in moto, e prima arriverai a qualche risultato.

Naturalmente, prima di fare qualsiasi cosa, la cosa migliore è inviare la classica diffida, in questo caso tramite posta elettronica se disponibile oppure raccomandata internazionale in mancanza, per vedere se possibile conseguire i risultati di cui sopra in modo bonario e/o consensuale.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. GIULIAMARTELLI says:

    Mi voglio preventivamente scusare se la mia osservazione sembrerà polemica, ma dal tenore della risposta sembrerebbe che lo scrivente volesse porre l’attenzione sui lunghi tempi delle pratiche per il caso di specie.
    Se mi fosse chiesto un parere legale in merito, non mi concentrerei troppo sui tempi del procedimento, che non sono diversi da molti altri, ma sui benefici dello stesso.
    Il mio obiettivo è quello di evitare che il cliente, magari dissuaso dai tempi lunghi delle pratiche, rinunci ad un diritto importante come questo.
    Spero che la mia puntualizzazione non sia apparsa una critica.

  2. salve, vorrei fare una domanda. da due settimane ho affittato un immobile in primo piano abbastanza carino. purtroppo mi sono resa conto che è invivibile in quanto cè solo un affaccio esterno su un cortile condominiale dove una 20 di gatti (appartenenti ad una associazione di gatti randagi) molto gentilmente fanno gli escrementi ed io non posso aprire l’unica finestrona della casa che nonostante sia di 6 metri non vale a niente. premesso che sono in attesa e non immune alla toxoplasmosi oltre alla puzza ho paura che i gatti saltando su un terrazzino all’altezza della finestra me li trovo in casa e la preoccupazione è maggiore. la proprietaria di tutto questo non mi ha detto niente alla firma del contratto, nonostante, per come mi hanno riferito gli altri condomini (per i quali il problema non è cosi grave essendo tutti nei piani superiori) il problema sussiste da anni ma non è mai stato risolto per il loro anima buona verso questi animali che fanno gli escrementi dove li pare a piace. ho chiesto all’amministratore di intervenire e lui ha disposto una disinfestazione. in seguito la puzza non si è sentita per 2 giorni ma ora siamo di nuovo puno e a capo. allora, detto ciò, posso chiedere la risoluzione immediata del contratto o al massimo dare la disdetta di solo tre mesi sussistendo secondo me gravi motivi? grazie in anticipo per la risposta.

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