Se ricevo un decreto penale per guida senza patente posso chiedere la sostituzione con il lavoro di pubblica utilità?

Mi è arrivata una multa per guida senza patente con un ‘decreto penale di condanna’, posso fare i lavori socialmente utili al posto di pagarla?

La prima cosa da dire è che non è affatto una multa, come quelle che si prendono ad esempio per divieto di sosta, ma una vera e propria condanna penale che prevede, come pena, l’applicazione di una sanzione pecuniaria.

Il lavoro di pubblica utilità come «pena alternativa» era stato originariamente previsto solo per i procedimenti penali del giudice di pace, dall’art. 54 del decreto legislativo 274/2000, che dispone quanto segue:

«1. Il giudice di pace può’ applicare la pena del lavoro di pubblica utilità’ solo su richiesta dell’imputato.

  1. Il lavoro di pubblica utilità’ non può’ essere inferiore a dieci giorni ne’ superiore a sei mesi e consiste nella prestazione di attività’ non retribuita in favore della collettività’ da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

  2. L’attivita’ viene svolta nell’ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più’ di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità’ e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiede, il giudice può’ ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità’ per un tempo superiore alle sei ore settimanali.

  3. La durata giornaliera della prestazione non può’ comunque oltrepassare le otto ore.

  4. Ai fini del computo della pena, un giorno di lavoro di pubblica utilità’ consiste nella prestazione, anche non continuativa, di due ore di lavoro.

  5. Fermo quanto previsto dal presente articolo, le modalità’ di svolgimento del lavoro di pubblica utilità’ sono determinate dal Ministro della giustizia con decreto d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281»

L’istituto è stato poi esteso anche ai reati di competenza del tribunale dall’art. 33 della legge 29 luglio 2010, n. 120, che ha introdotto un nuovo comma 9 bis all’art. 186 del codice della strada, che vale la pena leggere nel suo testo integrale:

«9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l’ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all’articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l’effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricopribile in cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell’esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all’articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta».

Per espressa disposizione di legge, risultante dai richiami operati in questo comma, che non stiamo a riportare nuovamente, è importante capire che la sostituzione non può essere richiesta nei due seguenti casi:

  • casi di cui all’art. 186 lett. a) e cioè guida con tasso compreso tra 0,5 e 0,8 g/l

  • casi di cui al comma 2-bis, cioè quelli in cui il conducente in stato di ebbrezza abbia provocato un incidente.

Se non ti trovi in una di queste due condizioni, puoi probabilmente chiedere la sostituzione. L’istituto non è ancora chiaro e definito nei suoi termini applicativi, ma secondo alcuni interpreti la sostituzione si può chiedere addirittura in secondo grado cioè in appello per cui a maggior ragione si può fare in sede di opposizione a decreto penale di condanna, a mio giudizio.

Attenzione che per fare questo devi presentare opposizione al decreto penale di condanna, cosa per la quale sono previsti termini brevissimi, per cui ti conviene rivolgerti prima possibile ad un avvocato.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. leonardo says:

    l ente dove svolgerli deve essere dichiarato prima del ricorso di opposizione o basta dare la disponibilità e dopo trovare dove svolgere i lavori socialmente utili?

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