Posso fare causa alla compagnia per mala gestio del mio sinistro?

Ho un problema con Direct Line. Il 28/07/2012 ho un incidente con ragione. Il 18/10/2012 mi vengono liquidati 250 eu. pari ad una mia presunta corresponsabilità del 50%. Dopo varie mie rimostranze telef. e scritte mi vengono liquidati altri 250 eu,pari al 100% del valore della perizia del danno subito (500 eu,). Sul nuovo contratto Direct Line e sull’attestato di rischio però mi trovo un clausola di sinistro con responsabilità paritaria ed il premio ovviamente maggiorato. Le spiegazioni di Direct Line è che hanno dovuto risarcire anche la controparte. Domanda: posso appellarmi al fatto che avendomi risarcito il 100% del danno posso dedurre di aver ragione al 100% e quindi non capisco perché mi venga assegnata la corresponsabilità del 50% ? Vorrei fargli causa ma non so se il gioco vale la candela

E purtroppo non te lo posso dire con precisione nemmeno io.

Nel caso in questione, potrebbe esserci una fattispecie di mala gestio, che si ha appunto quando una compagnia non gestisce un sinistro con la diligenza necessaria.

In questi casi, e sempre che sia dimostrato, la giurisprudenza riconosce al cliente della compagnia il diritto a vedersi riassegnata la classe di merito più favorevole.

Però non è così facile giudicare l’operato di un liquidatore, che rimane in buona parte discrezionale.

Quindi quello che ti posso dire è che sicuramente potresti tentare la causa per mala gestio, che non sarebbe certo sballata o campata per aria, già solo per il fatto che a te hanno liquidato il sinistro per l’intero.

Ma poi l’esito dipenderebbe dallo svolgimento del giudizio, dalle prove acquisite o acquisibili e, in ultima analisi, da come la vedrà il giudice.

Purtroppo, se non disponi di un’assicurazione di tutela giudiziaria, tutte le spese intanto dovrai anticiparle tu, e hai anche il rischio di venire condannato al rimborso di quelle avversarie in caso di soccombenza.

Devi valutare con attenzione se procedere o meno.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Walter Rossi says:

    Fermo restando quanto già indicato dal collega Tiziano, l’azione dell’impresa di assicurazione potrebbe essere valutato alla strega di un atto di correntezza (da non confondersi con “CORRETTEZZA”!!).

    In quel caso in un tentativo di mediazione presso un organismo di mediazione (condizione obbligatoria ex art. 5 del D.lgs 28/2010), non vedrebbe la partecipazione dell’assicuratore ed la successiva causa in tribunale, avrebbe a mio sommesso e modestissimo avviso bassissime probabilità di successo.

    Lasci correre e ci metta una pietra sopra.
    Cordiali saluti
    Avv. Walter Rossi

    • Grazie Prof.. Spero sempre, quando scrivo di assicurazioni, di leggere, come questa volta, un tuo commento, sempre fonte di illuminazione e approfondimento anche per me. Confermo anche all’utente l’osservazione del Prof. Rossi, la liquidazione ad entrambi non è affatto indice di mala gestio in sé.

Di la tua!