Geotermia: quando l’impianto viene solo promesso.

Ho acquistato una casa di recente e sul compromesso era indicato un impianto di geotermia. Mi sono accorta personalmente della mancanza di questo impianto e chiedendo delucidazioni mi è stato detto dal costruttore/venditore che non era stato fatto e che in alternativa erano stati messi dei pannelli solari. Poi ho rogitato (stupidamente). Col senno di poi e con i consigli di amici…mi sono quasi convinta a far causa all’impresa in quanto mi dicono (sempre parenti o amici) che il risparmio economico di tale impianto sarebbe stato altamente superiore con la geotermia. Secondo voi “ne vale la candela” far causa?

Chiaramente per valutare se intraprendere un’iniziativa di natura giudiziaria vera e propria bisognerebbe approfondire il caso molto maggiormente, esaminando la documentazione e valutando le circostanze, mentre in questa occasione si può dare solo qualche spunto.

Il problema è che, una volta concluso il contratto definitivo, il preliminare sostanzialmente «scompare» e viene assorbito dallo stesso.

Difficilmente, si può invocare una clausola contenuta nel contratto preliminare e non riportata nel definitivo, perché le parti sono sempre libere di rinegoziare tutti i termini dei loro rapporti, specialmente in occasione della stipula del contratto «finale».

Se a queste considerazioni prettamente giuridiche aggiungi il fatto che comunque lo stato dell’immobile, e quindi l’avvenuta installazione dei pannelli al posto dell’impianto di geotermia, non poteva non essere a tua conoscenza, considerato che normalmente prima di concludere la compravendita definitiva l’immobile viene ispezionato, diventa a mio giudizio molto difficile sostenere una vertenza del genere.

La realtà credo che sia che avresti dovuto coltivare la questione prima di firmare il definitivo, contestando l’inadempimento con una apposita diffida per iscritto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Luca Puddu says:

    Buongiorno
    dovendo vendere degli immobili commerciali, l’acquirente vorrebbe fare un compromesso di vendita per poterli pagare in due anni. Mi potrebbe dire a grandi linee i passaggi da fare? Le tasse si pagano alla stipula dell’atto alla fine dei 2 anni? Esiste la possibilità che se il prezzo non è congruo l’agenzia delle entrate possa poi intervenire in merito? Grazie

    • È una operazione che va studiata in dettaglio perché ci sono aspetti fondamentali come la tua tutela dal pagamento del prezzo e quelli che hai giustamente intuito fiscali, potresti acquistare una consulenza ma in realtà a mio giudizio non ne vale la pena e probabilmente ti conviene parlarne direttamente con il notaio che stipulerà il definitivo.

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