Il marito tifa Inter: si può chiedere l’addebito della separazione?

Inter

 

Mio marito tifa Inter. Abbiamo due figli: uno lo ha già plagiato, mentre il più piccolo forse, se mi muovo subito, faccio ancora in tempo a farlo diventare juventino. Ovviamente ho già deciso di separarmi, quello che vorrei sapere è: posso chiedere l’addebito?

La costituzione degli Stati Uniti riconosce, come è noto, il diritto alla felicità, peraltro elaborato originariamente dal noto pensatore napoletano Gaetano Filangeri.

Anzi, a ben guardare, il diritto riconosciuto da quella carta fondamentale in modo esplicito, ma da tante altre carte in modo più implicito, ma sicuramente innegabile, è, secondo una formula ancora più forte, il diritto «alla ricerca della felicità».

Ora, è evidente che una persona che sceglie di tifare Inter si preclude per tutta la vita non soltanto la ricerca, ma addirittura qualsiasi speranza di felicità.

Ciò è già grave di per sè, e sicuramente assorbente l’intera materia, in quanto circostanza di fatto idonea a rompere in modo irreversibile l’ affectio che deve esserci tra i coniugi, anche sotto il profilo dell’obbligo reciproco di solidarietà, di lealtà e rispetto.

Ma diventa ancora più grave considerando l’ulteriore circostanza di aver indotto anche il figlio maggiore a tifare Inter. Secondo l’art. 30, comma 1, della nostra carta fondamentale, «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli». Questa disposizione va come noto letta insieme a quella dell’art. 2, secondo cui «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità», laddove la formazione sociale più importante è, evidentemente, quella familiare.

Orbene, che educazione o istruzione è quella impartita da un padre che induce il proprio primogenito a tifare per una squadra che vince una coppa o uno scudetto ogni quaranta anni? Anche considerando l’avvenuto e noto prolungamento della vita media, ciò, specialmente in un paese di solida tradizione e cultura calcistica come il nostro, che assume valore come contesto sociale di riferimento del minore, rimane completamente inaccettabile.

Trovo anche opportuna la tua idea di convincere il figlio più piccolo a tifare Juventus, una squadra che vince sempre in modo corretto e, se capitasse di farlo anche in modo non corretto tramite un’apposita associazione a delinquere, poi c’è sempre la prescrizione. Soprattutto, il tuo merito è quello di cercare di evitare che possa tifare Milan, cosa che potrebbe essere dirompente per l’equilibrio della fratria.

In conclusione, credo che nessun giudice, specialmente se tu iniziassi la causa in questa fase del campionato, potrebbe mai negarti la separazione con addebito.

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About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. ho sentito dire che verrà presto aggiornata questa carta fondamentale. .per questi casi verrà prevista la lapidazione…

  2. Alessandro Roncaglia says:

    Un delatore mi invia il link di questo blog … e mi sovviene intervenire scrivendo … :

    Forza Inter … !!!

    Mi offrirò per difendere il marito sostenendo che il tifo per squadre pregiudicate induce i minori a distorsioni della realtà fino a credere leciti comportamenti ritenuti devianti.

    Siamo seri … calcisticamente intendo … !!!

  3. Filippo says:

    avvocato ,viene allora lecito chiedersi se anche un figlio può rivendicare il fatto che il padre L ha costretto durante l’infanzia a tifare per una certa squadra provocando enormi prese in giro a scuola e ripercussioni nello stato d animo e nel processo di crescita dello stesso.

  4. Questa risposta dell’avv. Solignani è di una bellezza e di una verità tali che meriterebbe di fare giurisprudenza

  5. Come collega, ed interista, anche io mi offro di difendere il marito. Del resto, crescere un figlio juventino equivale a creare un mostro insensibile e privo di ogni senso di umanità, e penso che il giudice del procedimento non potrà che affidare entrambi i minori ai servizi sociale, con duplice perdita della podestà genitoriale..

  6. Esimi Colleghi, partecipo umilmente alla discussione in qualità di avvocato penalista. Credo che plagiare un figlio al fine di costringerlo a tifare Inter ravvisi gli estremi del reato di violenza privata, aggravato dall’aver perpetrato tale condotta nei confronti di un minore ed inoltre di avergli cagionato un danno, anche patrimoniale, di grossa entità. Inoltre, ravviserei anche l’ulteriore aggravante della crudeltà della condotta, nonché della premeditazione, in caso di lesioni particolarmente gravi (tipo testate nel muro del fanciullo quando la sua squadra del cuore perde….).
    In ordine a quanto asserito da Alessandro Roncaglia (Un delatore mi invia il link di questo blog … e mi sovviene intervenire scrivendo … :

    Forza Inter … !!!

    Mi offrirò per difendere il marito sostenendo che il tifo per squadre pregiudicate induce i minori a distorsioni della realtà fino a credere leciti comportamenti ritenuti devianti.

    Siamo seri … calcisticamente intendo … !!!) mi sento in dovere di dire che insegnare i trucchi della prescrizione al figlio (vedi condotta di Moratti) non è che sia un esempio degno di elogio… e che la prescrizione di cui ha beneficiato Moggi soltanto a tale ultimo soggetto ha arrecato beneficio… non quindi alla società Juventus.
    Con stima

  7. Dovere! 🙂

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