Il giudice ha sbagliato a liquidare le spese: come pago l’avvocato?

Ho vinto la causa che si è risolta presso il tribunale (NON di fronte al giudice di pace) con un giudizio di cognizione sommaria, ma il giudice ha liquidato le spese secondo le tariffe per il giudice di pace. A questo punto mi chiedo, devo pagare la parcella al mio legale con riferimento ai valori per il giudice di pace o con riferimento ai valori per Giudizi ordinari e sommari di cognizione innanzi al tribunale?

Provo a illustrare la situazione in termini elementari.

Il giudice ha fatto una cazzata, di cui tuttavia il tuo avvocato, che ha svolto degnamente il lavoro a tuo favore, non ha nessuna colpa.

Perché dovresti pagare il tuo avvocato meno di quello che si meriterebbe, in una situazione di questo genere?

La situazione è del tutto analoga a quella in cui subisci, ad esempio, un tamponamento e porti la tua macchina dal carrozziere che ti presenta un conto di 10.000€. Se poi la compagnia di assicurazione tua o del responsabile te ne paga solo 9.000 cosa fai addossi la differenza al carrozziere, che ha eseguito bene la riparazione e dunque lavorato come previsto a tuo favore?

Più che a diminuire i compensi del tuo avvocato, dovresti valutare di o impugnare la sentenza per il capo riguardante le spese legali o di vedere, insieme al tuo avvocato, se possibile presentare un’istanza di correzione, anche se su quest’ultima eventualità sono abbastanza scettico.

Il problema è che per entrambe queste cose è necessario nuovo lavoro da parte del tuo avvocato, lavoro che deve essere come sempre retribuito ed è giusto che sia così, anche se non è giusto che sia tu a farlo per un errore di un’altro.

A dirla tutta, in linea di principio, essendo la «colpa» del magistrato, bisognerebbe pensare ad azionare la responsabilità del giudice, secondo la recente riforma, ma è un aspetto tutto da valutare, anche perché in tema di spese processuali civili c’’è larghissima discrezionalità, considera che il giudice, anziché questo provvedimento, avrebbe potuto benissimo compensare le spese, cioè stabilire che ognuno si pagasse le sue, visto che un po’ di soccombenza reciproca c’è sempre, e tu non avresti potuto farci probabilmente nulla.

Anche perché la statuizione giudiziale sulla ripetizione delle spese non è mai necessariamente corrispondente al compenso che tu devi al tuo legale, anche quando non ci sono problemi è solitamente più bassa. E in ogni caso si tratta di due fenomeni giuridicamente autonomi e diversi.

Alla fine, credo che la soluzione sia trovare un accordo con il tuo legale, se non pretendi di decurtargli il compenso che gli è legittimamente dovuto, ma ti limiti a chiedergli di venirti un po’ incontro probabilmente troverai un po’ di disponibilità.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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