Denuncia querela: quali sono i termini per la presentazione?

leggendo i vostri consigli per fare una querela voi dite che si fa entro 90 giorni, i giorni sono quelli lavorativi oppure tutti i giorni che porta il calendario.

In materia di termini per la presentazione della querela, il riferimento normativo è l’art. 124 del codice penale, secondo cui «salvo che la legge disponga altrimenti, il diritto di querela non può essere esercitato, decorsi tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato».

La clausola di salvezza iniziale si riferisce, ad esempio, ai casi di violenza sessuale di cui agli artt. 609bis e 609septies, per cui è appunto previsto un termine di sei mesi per l’esercizio della querela.

Tendenzialmente, almeno secondo i giudici, questo termine comincia a decorrere dalla effettiva conoscenza del fatto che ne ha la persona offesa, soprattutto in relazione alla sua qualificabilità come reato e alla individuazione dell’autore. Questo significa che si può, per esempio, sapere che è accaduto un determinato fatto, ma non avere immediatamente la conoscenza necessaria per qualificarlo quale reato, cioè per sapere che è un vero e proprio reato e non un altro tipo di illecito, anche perché magari può esserci bisogno di tempo per fare alcuni ulteriori accertamenti al fine di conoscere meglio il fatto stesso o chi ne è l’autore.

Queste giuste considerazioni fanno sì che nella pratica la determinazione del termine per la proposizione della querela non sia affatto semplice e scontata, ragione per cui in molti casi la presentazione si può comunque tentare, sostenendo un inizio favorevole della decorrenza del termine.

Per quanto riguarda le modalità di computo del termine, comunque, il termine in questione è da calcolare secondo il calendario comune. Questo significa che non è un termine che fa riferimento ad un certo numero di giorni, ma al calendario stesso. Se il fatto, ad esempio, è stato commesso, poniamo, il 17 gennaio, il termine scadrà «tre mesi dopo» e cioè il 17 aprile, senza che abbia nessuna importanza il fatto che la persona offesa, per effetto della presenza di febbraio tra i mesi interessati, disponga di meno giorni per decidere di presentare denuncia o meno, o tantomeno la presenza di 28 o 29 giorni in febbraio, come avviene negli anni bisestili.

In conclusione, non si contano i giorni ma si fa riferimento alla stessa «data» riportata tre mesi dopo, con la conseguenza che i giorni disponibili variano ogni volta a seconda del momento di decorrenza iniziale e del numero di giorni di cui sono composti i mesi interessati.

Forse non è giusto che le persone offese dispongano volta per volta di giorni diversi, però è molto pratico perché è facilissimo individuare subito la scadenza senza dover fare nessun calcolo, che potrebbe essere complicato dalla presenza di festività intermedie.

Per ulteriori dettagli, ti consiglio comunque di leggere la nostra scheda in materia.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Buongiorno Tiziano, approfitto della discussione in merito per porre un quesito relativamente ad una denuncia da me sporta (circa un anno fa) nei confronti di un persona (risultata poi già nota alle forze dell’ordine), in seguito a truffa telematica (oggetto pagato e non ricevuto, tramite sito di vendite subito.it)
    Pochi giorni fa sono stato contattato per via telefonica da tale soggetto il quale, dicendomi di aver ricevuto la notifica della mia denuncia, ha affermato di essere intenzionato ad effettuare un rimborso nei miei confronti a patto che successivamente io sia disposto a ritirare la denuncia.
    In breve:
    – cosa debbo/posso fare considerando che si tratta di una cifra di 160 euro ?
    – devo avvertire dapprima le autorità ed in particolar modo il maresciallo che aveva redatto la denuncia querela in mia presenza ?
    – sono nella situazione di dover/poter chiedere un rimborso maggiore rispetto alla cifra da me persa, a parziale risarcimento di tempo/denaro perso e “danni morali” ?
    – il ritiro della denuncia come avviene e cosa comporta ?

    Grazie.
    Distinti saluti, Stefano.

    • Non fare il cagadubbi, prendi i soldi prima che ci ripensi poi rimetti la querela.

      • Bello “cagadubbi”, me lo son segnato.
        Non volevo e non voglio fare il paranoico… ma il timore è che il tizio possa volermi ulteriormente “fregare” anche se non ho ben capito come.
        Tuttavia ho nel frattempo contattato il maresciallo che si occupò di redarre la denuncia e mi ha detto che posso accettare il rimborso e successivamente andare in questura per redarre la remissione della denuncia.

        Saluti.

  2. Essere diffamati da un giornale elettronico non costituisce un reato di tipo permanente? Chiunque mette il mio nome e cognome su google legge questo articolo, persino i datori di lavoro. Chissà quante possibilità di lavoro mi ha tolto questo articolo diffamatorio.

  3. Stefano says:

    Buongiorno Tiziano, a distanza di due anni ho ricevuto il rimborso per la truffa a proposito della quale avevo presentato denuncia querela presso la Polizia. Per rimettere la denuncia quali sono i passi da fare ?
    Grazie.

    • Bene mi fa piacere. Mi ricordo della vicenda. Per la remissione puoi andare dalla stazione dei Carabinieri più vicina.

      • stefano says:

        Grazie per la pronta risposta e complimenti per l’ippocampo d’acciaio.

        • 😉

          • Stefano says:

            Buongiorno Tiziano, remissione effettuata questa mattina. L’ufficiale in questione mi sembrava poco convinto e poco “sgamato”. Ha manifestato dubbi sulla effettiva possibilità di remissione (per eventuali aggravanti che avrebbero impedito la remissione) e mi ha chiesto se le spese di remissione della denuncia dovessero essere addebitate o meno a chi dovrà accettare la remissione stessa (il truffatore): vorrei pure vedere !
            Nella documentazione redatta, inoltre, non è stato inserito il motivo della remissione (ovvero il fatto che sono stato rimborsato). L’impiegato ha “giustificato” ciò dicendomi che la richiesta di remissione significa “automaticamente” essersi accordati con la controparte.
            Spero che in merito non vi saranno spiacevoli sorprese future…

  4. Buongiorno Tiziano, se una persona ha fatto un esposto di atti persecutori , mettiamo caso il 1 gennaio, se la persona che ha ricevuto questo esposto , cede in tentazione di inviare un solo messaggio e sempre in modo educato alla ”vittima”, la vittima puo’ passare da esposto a querela /denuncia per ricezione di un solo messaggio? E se questo messaggio accade il 2 Luglio (trascorsi 6 mesi e 1 giorno dall’esposto effettuato) è sempre possibile fare querela? Grazie mille in anticipo per l’eventuale risposta.

    • Non c’è niente che abbia senso in quello che hai scritto purtroppo.

      • Mi spiace contraddirLa ma è lei che non ha capito le domande …

        • Cercherò di essere meno vaga… Due ex litigano ,il 1 gennaio,esce la polizia, entrambi sono stati convocati ,separatamente, nelle rispettive caserme per scrivere le versioni dei fatti. Lui (l’ex ) presenta addirittura esposto di atti persecutori (dichiarando il falso ,ma dettagli…….) il questore archivia il caso perché non sussiste reato. Se lei dopo mesi di silenzio scrive un solo messaggio a lui e ,come sempre,senza minacce,senza insulti ed educato ecc lui può querelare la sua ex perché gli ha inviato un solo messaggio? E se questo avviene dopo sei mesi dal primo e ultimo episodio che uscì la polizia,l’ex che ha presentato l’esposto può querelare lo stesso?
          Grazie. Spero di essere stata chiara e Lei ,perfavore,sia meno duro con chi chiede un consulto,perché chi lo richiede è perché non ha studiato giurisprudenza e ha bisogno d’aiuto. Grazie. Saluti.

          • Ma non sono problemi di mia competenza finché non mi assumete come vostro avvocato, se volete degli spunti gratuitamente, spunti che elargisco a tutti da oltre venti anni, siete onerati di descrivere almeno al meglio che vi riesce i problemi relativi, che abbiate studiato giurisprudenza o no… Detto questo, le querele ovviamente si possono sempre fare, per il resto rimane un quesito campato in aria che nella pratica giuridica non ha senso, andrebbe vista la situazione in concreto.

        • Io mi sono laureato in corso con 110 e lode, mi sono abilitato al primo tentativo, scrivo libri e vengo pagato dalla gente per ascoltare i suoi problemi e dare consigli, quando non capisco qualcosa che mi viene scritto raramente il problema è dal mio lato.

  5. Gentile avvocato,
    il vicino, mentre mia moglie stava togliendo una rete dalla nostra ringhiera (confinante con la strada comunale), é andato a minacciarla, alzando anche contro di lei il bastone con cui si aiutava a camminare, come se volesse colpirla, perché a suo avviso il suo cane di taglia grande(che noi per raccomandata abbiamo chiesto non tenga la a girare), poteva scappare di la, attraverso 10 cm di largezza…il che é pura follia. Questo e sua moglie ci hanno fatto un vero e proprio stalking. Se io producessi audio e video che dimostrano la loro aggressività i giustificata verso di noi, potrei allegarli come prove per una querela? Io sono preoccupato per mia moglie.
    La ringrazio molto

    • Non ho capito quasi niente. Comunque per produrre video in una querela direi che la cosa migliore sia caricarli privati su YouTube e poi mettere il link. Oppure provare con un cd rom.

  6. Buon giorno avocato nel nostro caso ce un datore di lavoro che non a pagato i stipendi per più di 4/5 mesi abbiamo partito il decreto ingiuntivo ma nel fra tempo pensavo di fare una denuncia di querela siamo in 6 persone con un importo di 45.000 euro , cosa ci consiglia lei nel nostro caso ?

  7. Salve! in data novembre 2015 il mio cane ha morso in maniera lieve un venditore ambulante avvicinatosi mentre ordinavo al banco di un bar per vendere della merce “bracciali accendini etc etc” nessuna lesione grave non ha riportato danni seri solo un ematoma..fatto sta che chiamai comunque un ambulanza per prestare soccorso..e con l’ambulanza arrivò anche la polizia municipale che fece un verbale e mi consigliò di accordarmi con questo signore per una cifra che ripagasse il danno…senza andare per vie legali per una prognosi di 10 giorni senza ferite gravi ne punti di sutura mi chiese 2.000 euro di danni…io esterefatto mi sono rifiutato..anche se ero intenzionato a pagare una cifra adeguata inizialmente, ora a distanza di quasi 2 anni ricevo una mail dall’avvocato di questo signore che pretende una grossa cifra dopo la consulenza di un medico legale o provvederà a denunciare…ma a distanza di 2 anni puo farlo?

    grazie

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