Attenuanti generiche: si possono avere in appello?

il mio ex marito ha fatto appello x una sentenza di condanna a 6 mesi e 6000 euro di danni morali x mancati alimenti, il giudice dell’appello ha ridotto la pena ed i soldi x i danni morali perché ora gli alimenti li paga, ma io mi chiedo il giudice dell’appello non deve giudicare solo sulla sentenza avvenuta anni prima e non sul comportamento del mio ex ora che paga x paura di un altra condanna, l’appello dovrebbe riguardare solo la causa x cui uno si è appellato

Non ha molto senso valutare un provvedimento giudiziario, così come qualsiasi altro testo o documento, senza averlo letto almeno una volta e si possono pertanto fare solo considerazioni, e ipotesi, di carattere generale che, nella gestione dei problemi legali, sono poco utili e rappresentano spesso un po’ una perdita di tempo.

Può essere che in grado di appello siano state concesse le attenuati generiche di cui all’art. 62 bis del codice penale che magari nel grado precedente il giudice di prime cure non aveva ritenuto di riconoscere.

I motivi per cui queste attenuanti, ad esempio, sono state prime negate e poi concesse possono essere i più vari.

Come dici tu, il trattamento sanzionatorio di un fatto non dovrebbe in teoria essere influenzato dai comportamenti successivi del responsabile, ma è anche vero che in tema di concessione delle circostanze generiche e, ulteriormente, di bilanciamento tra le circostanze stesse, i giudici godono di fatto di una ampissima discrezionalità.

Il codice penale, infatti, prevede numerosi criteri da seguire, col risultato che si verifica immancabilmente tutte le volte in cui una materia è oggetto di troppe regole: ogni giudice valorizza quelle che preferisce, finendo per fare quel che gli pare.

È un fatto paradossale, ma verissimo: più il legislatore cerca di imbrigliare i giudici, producendo più norme e criteri, e più gli conferisce libertà, perché gli offre più regole diverse su cui motivare le loro decisioni, un po’ come una corsia di un supermercato dove uno sceglie quello che gli piace di più.

Per modificare la sentenza di appello, puoi valutare il ricorso per cassazione, alla lettura della scheda sul quale ti rimando, ma non credo che onestamente ne possa valer la pena, anche in quella sede la decisione al riguardo sarebbe per lo più random.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Buongiorno Avv. Da poco ricevuto sentenza di 1′ grado, con rigetto in quanto la domanda di citazioni era verso l’ospedale x interruzione della catena del soccorso x trasporto pz in una clinica nn in emergenza cardiologica, nello sviluppo del processo dopo la 1′ CTU che condanna la clinica x la perdita di tempo quindi chance, la difesa fa emergere che il decesso e avvenuto x infezione cosi dispone una 2 CTU che reputa imprudente il tempo perso ( 11 ore di ritardo) e condanna l’infezione. Dopo 2 tentativi offerte da parte della ass. Della clinica essendo molto basse seguite da un rifiuto, i legali della clinica trovano nel difendersi il cavillo dei petenti e petitium x il fatto che la domanda diversa. Mi sconvolge che il giudice non abbia mai indagato se l’ospedale abbia eseguito bene il protocollo, come da me lamentato… Adesso si pensa fare un appello, e una causa nuova alla clinica, in 2 tribunali diversi, e domande diverse, quello che mi chiedo se i processi possono crearsi problemi tra loro? Sentito parlare del bis in idem, grazie a presto

    • Purtroppo il processo civile è sottoposto a regole rigide che ne fanno una partita a scacchi… Credo di aver capito cosa è successo, anche se bisognerebbe vedere il fascicolo per saperlo con certezza. Per quanto riguarda il da farsi, non è affatto un problema da poco, perché c’è la regola ad esempio che il dedotto copre anche il deducibile… Chiedi un secondo parere ad un altro avvocato esperto di diritto processuale civile facendogli esaminare bene tutto il fascicolo, nel tuo caso è importante farlo e quindi secondo me ne varrebbe davvero la pena.

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