Registrazioni audio: nel civile non servono a niente.

Esattamente 6 anni fa ho prestato 1500€ al mio attuale ex fidanzato, sono andata a parlare più volte con lui per riavere i miei soldi, ma niente. Quando ho saputo che lo scorso ottobre si è aperto un negozio di modellismo in pieno centro a Reggio Calabria, sono andata e ho registrato la conversazione in cui lui ammette di dovermi ridare questi soldi, non ho un contratto firmato ma solo questa registrazione. Volevo sapere se posso usarla come prova per riavere ciò che è mio.

Lascia perdere.

Innanzitutto, c’è da dire che una registrazione, come tale, e cioè come audio, non è utilizzabile in un processo civile, che è basato per lo più su prove documentali e cioè scritte.

Non è che puoi andare con un registratore o un cellulare davanti al giudice a fargli ascoltare minuti o ore di registrazione… Se anche il giudice fosse disponibile a farlo – sarebbe di fatto più facile, però, veder volare un asino – non potrebbe comunque darvi corso, perché non è un modo di formazione della prova previsto dal codice di procedura civile, con giuste ragioni che vedremo a breve.

Quindi la prima cosa da fare sarebbe quella di far trascrivere questa registrazione, per poterla produrre cioè allegare come prova nel procedimento che andrai a promuovere per il recupero del credito, probabilmente un ricorso per decreto ingiuntivo.

La trascrizione non la può fare chiunque, ma deve essere fatta da un perito autorizzato e ha un costo non indifferente perché richiede diverse ore di lavoro, calcola approssimativamente diverse centinaia di euro, poi chiaramente dipende dalla durata, dalla sua intelligibilità, quindi qualità del suono, presenza di interferenze e rumori ambientali e così via.

A parte questo, e qui veniamo al succo del discorso, che cosa avresti in mano, anche dopo aver speso centinaia se non migliaia di euro?

Un documento che dice che il perito tal dei tali ha trascritto la registrazione che tu gli hai portato… Però il fatto è che non esiste nessun elemento che possa darci la prova di quando questa registrazione è stata fatta, in quale luogo e, soprattutto, tra quali persone.

Soprattutto, non c’è assolutamente nessuna prova che la voce che si sente nella registrazione sia della persona che dici tu e, se questa persona lo nega, non hai niente in mano per poterlo dimostrare.

Sono oltre dieci anni che predico che le registrazioni nel processo civile non servono a niente e ho messo questo punto anche nell’elenco (n. 14) dei falsi miti riguardo ad avvocati e giustizia, creduti veri dalla gente ma poi infondati nella realtà…

Nel processo penale è diverso, le registrazioni possono avere una loro validità e producibilità, ma nel civile purtroppo è così.

Ciò detto, se vuoi coltivare questo recupero credito, ti consiglio questi passi:

  • leggi con attenzione la nostra scheda sul recupero crediti e soprattutto la parte sul concetto di solvenza;
  • fai scrivere al debitore una diffida da parte di un avvocato, dopodiché valuti la risposta.

Un dettaglio molto importante che tuttavia non menzioni è come questi soldi sono stati consegnati a lui: potrebbe essere determinante, ad esempio, vedere se consegnati in contanti oppure tramite bonifico, assegno, o altro mezzo documentato.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Margherita says:

    Quanto è complicato il sistema giudiziario…Mi ricordo che alcuni mesi fa il nostro amministratore -avvocato anche lei,ha suggerito alla condomina di filmare un certo comportamento degli condomini molto scorretti e chiassosi.Poveretta ha filmato tutto,peccato che è andata a finire nelle grane…Unico consiglio da dare :sposare un avvocato(ma quello onesto),così si potrebbero evitare certi errori…

  2. E le registrazioni audio e VIDEO?

  3. Antonio says:

    Ho trovato questa sentenza, pare che talvolta vengano ammesse.
    http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1986.pdf

  4. Buongiorno, è ancora di questo avviso? Anche nel processo civile con sentenza n. 27424/2014 la cassazione ammette la registrazione audio. Il suo mi sembra l’unico parere discordante sull’argomento, ma mi pare che lo porti con una cerca convinzione. Puo’ spiegare grazie.

  5. L’errore più grave in cui può incorrere un avvocato è avere la presunzione di sapere sempre tutto…

    • Concordo. Un avvocato di solito del sistema giuridico conosce appena il 5%. L’importante è sapere dove cercare.

      • Le “ricerche” non sempre danno risultati inequivocabili, come è capitato a chi si è imbattuto in questo suo articolo e, nel contempo, in tante altre fonti che affermano l’esatto contrario. Il mio parere è che a volte si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere che non si può sapere. Dare (o togliere) certezze a chi ci ascolta o legge (e il più delle volte si tratta di un cliente, dunque di una persona che chiede un supporto) può essere molto pericoloso. Saluti. Buon lavoro.

  6. Ma se le registrazioni fonografiche e cinematografiche non sono ammesse, come mai l’articolo 2712 non risulta abrogato?

    • Non c’entra niente con quello che sostengo nel post…

      • Gianfranco Bonzanini says:

        Con tutti i sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, che esistono oggi come oggi, e che vengono puntualmente consultati per ogni cosa, sia pur segnalati con appositi cartelli, la vedo un po’ discutibile questa inutilità della prova audio e/o video, spesso risolutiva di fronte all’arcaica questione del “la mia parola contro la tua”. Spesso è proprio la registrazione a dare l’ultima e definitiva parola su molte controversie, e non solo nel penale. Ma l’uso di tecnologie come mezzo di indagine (che è atto proprio a fornire prove…) è sempre più diffuso. Come possa essere messo in discussione proprio non me lo spiego. È molto più discutibile il difetto normativo a riguardo…

        • È molto semplice, se ascolti una registrazione non c’è nessuna prova circa l’appartenenza della voce che vi compare ad una determinata persona. Inoltre i giudici non sono quasi mai attrezzati per ascoltare registrazioni, bisogna in ogni caso prima farle trascrivere.

  7. Salve avvocato, in un processo in cui sono parte, il mio avversario, con la memoria n. 2 di replica, ha depositato a sorpresa, una perizia di un tecnico fonografico che, a dir suo, ha trascritto una conversazione avvenuta tra me e la mia controparte e che è stata registrata dal telefono di quest’ultimo.
    Io, nella mia ignoranza, ritengo che non si tratti di una prova poichè il tecnico può scrivere quello che vuole e ad oggi ci viene presentata una relazione e non un cd o meglio, il telefono stesso.
    Tra le altre cose se io disconosco il fatto che vi sia stato il colloquio o anche che questo non corrisponde ai fatti reali, non dovrei avere problemi, anche se mi pongo un ulteriore quesito: io posso discoscere dopo aver sentito la riproduzione, che senso ha disconoscere il contenuto di una relazione di parte?
    Grazie

  8. Antonio says:

    Buonasera , vorrei esporre la mia domanda se possibile , sperando in una sua risposta.
    Parlando di processo penale , se la prova in esame (registrazione audio) viene effettuata attraverso telefono cellulare , quest’ultimo sarà sottoposto a perizia forense? ( e dunque ad un possibile recupero di vecchie foto e dati in generale ?) O semplicemente basta trascrivere la suddetta prova su cd-rom e dunque affidarla al tribunale? Grazie anticipatamente per la sua risposta.

    • Credo che spetti al giudice valutare questo, se ritenere sufficiente il cd o se vuole una perizia su tutto il cellulare. Anche in considerazione del tipo di reato e della gravità del fatto.

  9. Alessandro says:

    Buongiorno,
    vorrei portarvi a conoscenza di quanto segue. A un mio conoscente gli è accaduto di perdere una causa (dopo 9 anni) per un prestito concesso (30.000 euro), solo perché non aveva formalizzato il tutto con “nero su bianco”, un contratto scritto, nonostante ci fosse anche la tracciabilità dell’assegno. Il giudice aveva deliberato che in pratica mancava l’onere della prova per la domanda di restituzione della somma assertivamente concessa a mutuo. Concludendo il mutuario deve provare il fatto storico del prestito del denaro, perché il donatario aveva avallato la “scusa” del DONO, REGALO!! Forse, chissà, con una prova audio avrebbe potuto “vincere” questa causa…Forse! Saluti, Alessandro

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