Separazione: il ritiro del figlio minore è ammesso solo presso la casa coniugale?

il prelievo del minore da parte del genitore non collocatario è ammesso solo presso la casa coniugale? o anche a 60 km da essa dove il minore è stato appositamente portato dall’altro genitore previa comunicazione solo per il mese estivo per evitargli il caldo di città in assenza di un accordo per il regime straordinario? La scorsa estate in presenza dei medesimi provvedimenti il genitore accettò di venirlo a prendere nella stessa casa al mare, quest’anno non si è mai presentato sottraendosi al calendario visite del regime ordinario previsto dall’Ordinanza.

Si tratta di un problema di interpretazione del provvedimento che regola la separazione, dunque, in mancanza di una sua lettura, risulta impossibile dettare criteri ermeneutici certi.

Nella prassi, la regola di prendere in consegna il figlio presso l’abitazione prevalente, ammette eccezioni quando si trova in un luogo diverso – non eccessivamente distante – in virtù del dovere di collaborazione nell’interesse della famiglia. Se la distanza è notevole occorre procedere ad un equo contemperamento delle esigenze di entrambi i genitori, nell’interesse del minore.

Ad ogni modo, per risolvere definitivamente la questione, potresti rivolgerti al Giudice per ottenere la formulazione di una specifica statuizione in merito ai dettagli della vacanza estiva.

   
About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Buongiorno. Mio fratello si è separato da poco con la convivente ed hanno una bimba di quasi due anni . Lui le ha chiesto di iniziare dei colloqui di coppia con uno specilista per trovare il modo migliore per far vivere più serenamente la separazione alla bimba,ma lei non ha accettato.Allora si è rivolto ad un avvocato che gli ha consigliato di fare un affido condiviso,ma lei fa orecchie da mercante. Parte ogni week end per andare dalla figlia che vive con la madre ed i nonni e ad ogni richiesta di passare ore solo con lei o portarla dai parenti paterni gli viene vietato o vuole essere presente.La figlia ha residenza dai nonni, che hanno minacciato e insultato mio fratello quando la storia è finita. Ora se vuole vedere la figlia deve andare in quella casa, invece che nel domicilio dove vivono durante la settimana. Una scusa per lei al fine di fare pace? È questo che dice la legge?…di sottostare agli umori di una donna, a mio parere disadattata sociale con seri problemi interpersonali…o dare il diritto ad un padre di crescere il figlio serenamente e con la possibilitá di vedere e amare tutte le figure parentali materne e paterne? Grazie spero possa farmi capire meglio.

    • Se non c’è verso di trovare un accordo, è bene che depositi a breve un ricorso per la regolamentazione giudiziale dell’affido, che potrebbe sbloccare, come a volte succede, anche la consensualizzazione.

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