Giustizia immediata, rapida, senza stress: nasce cumSolvere.

È molto più importante che la giustizia sia rapida, immediata, piuttosto che giusta, equa.

Il prodotto di un sistema giudiziario valido non è la bontà delle sue decisioni, ma la definizione dei problemi e il superamento degli stessi.

Esattamente come avveniva nelle situazioni tribali, dove ci si rivolgeva al capo villaggio e ogni questione veniva sistemata in poche ore, sistemi giudiziari di gran lunga superiori a quelli statuali moderni. Quello che non va bene è il grado enorme di stress per chi è parte di una vertenza, prolungato per anni.

Per molte persone, per quasi tutti, sarebbe di gran lunga preferibile decidere le proprie vertenze lanciando una monetina, facendo una partita a scacchi o anche a cazzotti, piuttosto che spendere migliaia di euro, dover avere a che fare con avvocati, giudici, cancellieri, burocrazia, tasse, provvedimenti incomprensibili, norme di diritto.

La misura della giustizia deve ritornare ad essere l’uomo e non la giustizia in sé.

Il diritto è uno strumento dell’uomo, non viceversa!

Non cercate mai di fare quello che è giusto, ma, nei limiti del lecito, fate sempre quello che vi conviene, che vi aiuta davvero a risolvere il problema. In nessun settore della vita una persona sana di mente si mette in testa di risolvere i suo problemi facendo quello che «è giusto»: provate a pretendere dai vostri figli, dal vostro coniuge quello che «è giusto» e vedrete come andrà a finire… Quando invece uno si trova ad affrontare un problema legale, vuole «quello che è giusto» e si taglia i coglioni da solo con una grossa mannaia!

È riflettendo su queste cose che ho creato cumSolvere, un sistema di risoluzione alternativo delle controversie, per il cui funzionamento più in dettaglio rimando alla scheda relativa. cumSolvere potrebbe davvero rivoluzionare il settore e dare un senso ancora più compiuto a tutto quello che ho fatto da venti anni a questa parte nella pratica forense.

Evviva noi, e buon 2016 a tutti!

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Parole sante, assolutamente condivisibili. Un accordo è sempre preferibile a qualsiasi iniziativa giudiziale.

    • Purtroppo la gente lo impara quasi sempre a proprie spese, sul campo, spesso non crede agli avvocati che glielo dicono…

      • Questa mattina , ho aperto la posta ed ho letto con grande interesse il suo scritto, non posso che concordare in tutto, mi fà piacere che tali propositi vengano da una persona che lavora per la giustizia, ma che a differenza di tanti suoi colleghi ha il coraggio di manifestare il proprio pensiero “che purtroppo la giustizia a cui ci si rivolge fidando nella medesima non fà altro che deluderti ed anzi molte volte ti si ritorce contro “. Parlo a ragion veduta e per esperienza avuta anzi direi subita e nel peggiore dei modi, alla quale l’unico rimedio sarebbe stato un ” suicidio ” in appello, visto che avendo avuto avuto torto al 98% nella sentenza emessa, impensabile sarebbe stato un capovolgimento della situazione. Premetto che tutti coloro che hanno preso visione degli atti, hanno espresso grandi perplessità sull’onestà del giudizio emesso, spingendosi anche ad ipotizzare oltre ed è quello il mio personale convincimento. A ragion del fatto mi basta dirle che dopo aver presentato le conclusionali da parte degli avvocati, il giudice togato incaricato emetteva ordinanza nella quale si dichiarava incompetente per la complessità della materia e rimetteva la causa di altro G.U. (NOMINATO), stranamente dopo 11 mesi viene emessa sentenza a firma del predetto giudice “incompetente” con il risultato per me disastroso, in quanto la causa imperniata su una manifesta ed argomentata “espoliazione di patrimonio” con una giusta richiesta ( per me) di risarcimento economico pari a circa 38.000 euro; si concludeva con la mia condanna al pagamento delle spese di giudizio per un totale di complessive circa 44.000 euro oltre l’onorario giustamente dovuto al mio legale. Sono fermamente convinto che qualcosa di oscuro ci sia nella vicenda, ma per me che ho voluto fidare in questa giustizia, quale altra via ci poteva essere a quanto punto, oltre l’incognita di un appello? Quindi ho dovuto mio malgrado transare con le parti e chiudere la vicenda, accordandomi per un totale di circa 30.000 euro e dovendo anche dire GRAZIE! Mi chiedo, come non possa esistere in questa “GIUSTIZIA”, un modo un sistema che possa garantire una vera giustizia di giudizi, un organo superiore di verifica a fronte di palesi “INGIUSTIZIE” che possa chiarire questi punti a dir bene “poco chiari”, il comportamento del Giudice è stato corretto? E’ stato anomalo ? .
        Mi scusi se mi sono dilungato, ma il suo articolo ha riacceso in me la miccia ed il disappunto per questa giustizia oltremodo malata……. continuerò a leggerla con piacere e qualora in Lei ci fosse l’intenzione di potermi dare un suggerimento le sarei infinitamente grato.
        Auguri per il nuovo anno ed ancor di piu’ per le sue iniziative!

        • La vicenda mi sembra chiusa, quindi direi che non sia luogo per suggerimenti, ma solo per dire che se hai fatto un accordo hai contenuto i danni e hai fatto bene. Per il resto, io credo in ogni singola lettera di quello che ho scritto, domani saranno 20 anni che faccio l’avvocato e ho visto centinaia di disastri come il tuo, purtroppo il sistema giudiziario va attivato il meno possibile e si devono cercare altri metodi alternativi per la gestione delle vertenze. Io ci credo davvero e ci voglio puntare, non so se la gente mi capirà, mi seguirà, mi darà fiducia ma è comunque giusto che io faccia quello che credo giusto. Grazie per le tue belle parole Luigi, auguri di un buon 2016.

          • Grazie per la sua sollecita risposta, il suo modus operandi aumenta la mia stima in Lei, seguirò con attenzione e piacere tutte le sue iniziative, vorrei poterle essere utile in qualche modo……ma le vorrei solo chiedere non dei suggerimenti, che come ha detto Lei, sarebbero superflui in una vicenda che si è materialmente chiusa… .Purtroppo resta l’amaro in gola, difficile da buttare giu’, ma un pò di soddisfazione solo nell’avere un parere circa la corretteza giuridica tenuta dall’Organo Giudicante in relazione alla prima manifestata incompetenza e la successiva emissione di sentenza da parte sua….io non so e chiedo a Lei…le sembra un comportamento censurabile o no?
            La ringrazio se vorrà e potrà rispondermi…
            Auguri anche a Lei ed ai suoi collaboratori….E SPERIAMO NEL PROGETTO DELLA SUA NUOVA GIUSTIZIA……..con stima…….Luigi

  2. Marco Moretti says:

    Caro Tiziano,

    stavolta sono d’accordo con Te solo su una affermazione :”La misura della giustizia deve tornare ad essere l’uomo e non la giustizia in sè “, per il resto sono in disaccordo su tutto ! Probabilmente l’esasperazione che ormai affligge tutti noi Avvocati Ti ha lasciato andare ad affermazioni prive di senso logico, prima che giuridico e a vagheggiare una sorta di società ferina dove dovrebbe prevalere il più forte, con buona pace di secoli di diritto, a cominciare da quello romano .
    Fare quello che conviene e non quello che è giusto trovo che sia un’affermazione folle, non degna di una persona quale credo ( almeno spero ) Tu sia : è la giustizia il fondamento della pace in una società e quindi presupposto essenziale per il suo sviluppo armonioso, che poi in Italia venga amministrata male è un altro discorso.
    Personalmente vado anche oltre : mai devi permettere che la morale Ti impedisca di fare ciò che è giusto !
    Buon Anno Nuovo

    • Marco, credo in ogni singola lettera di quello che ho scritto, è guardando al passato che andremo finalmente avanti, il diritto è una soluzione di plastica e inadatta alla nostra specie, le fiere non c’entrano niente… Grazie comunque per il tuo commento e auguri anche a te!

  3. diomira says:

    Nella mia separazione, io ho cerato di applicare il senso della giustizia, in me innato, ma il mio ex coniuge non ha mai voluto accettare le mie proposte, ritenute eque dai 2 avvocati, CTP e CTU. Quindi tutto sta nell’intelligenza dei 2. Nel mio caso, nonostante il mio ex avesse una vita parallela,non ha accettato il fatto che io l’abbia scoperto…Superbia, orgoglio, piccolezza mentale non si coniugano con la risoluzione veloce, alla quale, IO aggiungo il rimprovero che faccio a taluni avvocati che usano solo il telefono per relazionarsi….Verba volant,scripta manent.

    • L’importante è avere una persona che entrambi i contendenti considerano saggia e degna di fiducia e come tale in grado di delineare una soluzione accettabile. Purtroppo, molte persone sono presuntuose e malfidate e, proprio per questo, finiscono col rovinarsi con le loro mani. La fiducia negli altri è indispensabile per vivere bene!

Di la tua!