Persona o soggetto irreperibile: come gli si può far causa?

mio padre è scappato dall’Italia 25 anni ed è tuttora irrintracciabile. Sappiamo solamente che sta in sud America e vorremmo sapere se c’è un sistema per ottenere la separazione. Ovviamente, non potendolo contattare non è possibile farlo per procura. Noi non sappiamo come fare e le saremmo grati se ci potrebbe dare qualche consiglio .

Quello che bisogna fare è in realtà molto semplice, anche se può essere a volte difficoltoso metterlo in pratica.

Prima di venire a questo, però, c’è da dire che non bisogna affatto trascurare la necessità di fare la pratica di separazione e, successivamente, di divorzio: se non la fate, infatti, avrete enormi problemi al momento ad esempio dell’apertura della successione. Per non dire di quello che potrebbe accadere in altri casi, come ad esempio la necessità di nominare un amministratore di sostegno, ricorso il cui deposito deve essere notificato a tutti i parenti fino al quarto grado, compreso il coniuge.

Ciò premesso, quel che bisogna fare nella situazione in cui una controparte non è rintracciabile, e si deve notificargli un atto introduttivo di un processo, pertanto non solo in caso di separazione e divorzio, è appunto piuttosto semplice, concettualmente.

La prima cosa da fare è quella di commissionare apposite ricerche ad una agenzia di investigazioni. Non è affatto sufficiente, per ritenere una persona irreperibile e usare di conseguenza le speciali modalità di notifica previste per queste situazioni, una ricerca all’anagrafe o la generica asserzione per cui una persona se ne è andata «tanti anni fa», «sta in sudamerica» e altre cose del genere, che in diritto sono prive di qualsiasi consistenza.

Il primo passo è dunque fare tutte le ricerche possibili immaginabili per vedere se questa persona è, almeno di fatto, rintracciabile, cioè si può sapere dove sta effettivamente, quale è la sua dimora. Questo è un compito che viene svolto appunto direttamente dall’agenzia, fa parte del know how delle agenzie di investigazioni, l’importante, anzi l’essenziale, è che tutte le ricerche svolte e le relative conclusioni vengano, al termine, documentate in una apposita relazione scritta.

Ovviamente, non osta al compimento delle ricerche il fatto che la persona si trovi all’estero: ogni agenzia con un minimo di qualità ha una rete di corrispondenti all’estero in grado di commissionare un’indagine in loco. Lo stesso legale che incaricate può essere in grado di far svolgere queste indagini incaricando un’agenzia del posto, a me ad esempio è capitato spesso per la Romania.

Le conclusioni dell’indagine possono, ovviamente, essere di due tipi: il destinatario si trova, oppure risulta effettivamente irreperibile. A questi due esiti corrispondono due modi diversi di proseguire nel coltivare la pratica, naturalmente.

Se la persona è stata individuata, allora il ricorso per separazione gli deve essere notificato. Prima di andare direttamente in tribunale, tuttavia, visto che appunto la persona è stata individuata, personalmente consiglio di tentare di inviare una diffida, tramite raccomandata internazionale: può sempre darsi che si riesca ad organizzare per una soluzione di tipo consensuale ed è comunque un modo di procedere più corretto e civile, che, se poi si finirà davanti ad un giudice, verrà apprezzato. La notifica va fatta seguendo le disposizioni del codice di rito italiano ma anche dei regolamenti UE, se in uno stato facente parte dell’Unione, oppure di una delle eventuali convenzionali internazionali siglate con altri Stati, se appunto la persona non si trova in uno stato comunitario. Noi abbiamo avuto occasione di notificare in diversi Stati del mondo, le procedure sono un po’ laboriose, a volte occorre una traduzione, serve un adeguato approfondimento e molta prudenza, perché non si tratta naturalmente di attività routinarie e perché la validità delle notifiche è assolutamente fondamentale e un avvocato che le trascura o le conduce in modo approssimativo, senza la massima cura, è sicuramente un cattivo legale.

L’altra eventualità è che la persona risulti effettivamente, nonostante tutte le ricerche svolte e soprattutto debitamente documentate dall’agenzia, effettivamente irreperibile, perché ad esempio è riuscita a cambiare nome all’estero, ha voluto proprio nascondersi, oppure ha stabilito la residenza in uno stato che non dispone di un sistema di censimento anagrafico paragonabile a quello degli stati europei e comunque dell’Italia. In questo caso, il ricorso gli deve essere ugualmente notificato e la notifica va eseguita con il rito degli irreperibili di cui all’art. 143 cod. proc. civ.. Ovviamente, insieme al ricorso va assolutamente prodotta, cioè depositata in giudizio e offerta in comunicazione al giudice, la relazione dell’agenzia investigativa che dimostra appunto che, a seguito di apposite ricerche, la persona è irreperibile. Ciò perché ancora una volta la validità della notifica iniziale è un aspetto assolutamente e totalmente imprescindibile, che non può in alcun modo essere trascurato o gestito con scarsa cura ed attenzione. Il giudice deve essere messo in grado di giudicare la validità della notifica e l’unico documento che può consentire ciò è una relazione ben documentata.

Riassumendo, il primo passo è scegliere un’agenzia o un avvocato che possano seguire in modo serio ed accurato le ricerche del destinatario della notifica, ottenendo una relazione sulla rintracciabilità o meno dello stesso; il secondo passo è quello di procedere con la notifica, nelle forme che saranno state indicate dalle conclusioni della relazione.

L’errore da non fare assolutamente è quello di rimanere inerti: un vincolo di coniugio con una persona che non si sa dove sia è una mina vagante che può esplodere in qualsiasi momento e dare gravi grattacapi. Il problema non si risolve da solo con il trascorrere del tempo, anzi può diventare solo più grave, purtroppo.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Valeria Ariodante says:

    Egr. Collega,
    la Tua esposizione non farebbe una piega se non fosse che quando ci sono i soldi quasi nessuna porta resta chiusa.

    Io ho due separazioni da affrontare di donne nullatenenti e raggirate da mariti stranieri che sono letteralmente scomparsi senza mai eleggere un domicilio in Italia (nemmeno nel “processetto” del matrimonio al Comune di celebrazione), pertanto veramente non si sa da dove cominciare a reperirli o non reperirli senza soldi!

    🙁

    Buon lavoro.

    Avv. Valeria Ariodante

    • Ciò, tuttavia, direi che valga per pressoché qualsiasi cosa della vita uno voglia o abbia bisogno di fare: non possiamo pretendere che le agenzie di investigazioni o gli avvocati lavorino gratis, così come tutti gli altri operatori. Anche a me è capitato di seguire, proprio per pratiche del genere, persone di basso reddito e si è sempre, comunque, trovata una strada. Buon lavoro anche a te e grazie per il tuo commento…

    • Emanuela says:

      Concordo pienamente!!! Quando la parte non ha risorse finaziarie, non si possono fare molte cose, perché neppure il gratuito patrocinio copre le spese di attività extraprocessuali.

Di la tua!