Nullità del matrimonio religioso: un coniuge può opporsi?

il mio compagno è divorziato da 16 anni..io separata da 3. Ottenuto il divorzio vorremmo chiedere l’annullamento. il mio ex marito è d’accordo…ma il mio compagno con la ex è in pessimi rapporti ..
Non si sentono più da anni. È necessario il consenso di lei?

Niente affatto.

Il libello introduttivo della causa di nullità del matrimonio viene notificato alla controparte con una specie di questionario a risposta multipla dove la controparte deve dichiarare quale è la sua posizione in ordine alle cose sostenute nel libello stesso.

Può, dunque, dichiarare la sua contrarietà, oppure prestare adesione, spiegando anche in poche righe per quali motivi.

Ma in ogni caso quello che dichiara è solo un indizio nel processo di nullità, non ha una grande importanza.

Se dichiara, ad esempio, di aderire, la causa viene istruita ugualmente e non è affatto sufficiente l’adesione del coniuge per «chiuderla subito».

Viceversa, se dichiara di non aderire, ciò non è affatto di ostacolo per la prosecuzione del procedimento e l’accoglimento della domanda iniziale.

Si può dire, in conclusione, che l’atteggiamento della parte resistente, cioè il coniuge che riceve la notifica del libello, non è così importante.

A volte, per delicatezza, a seconda della situazione, si preferisce far esaminare al coniuge resistente una bozza preliminare del libello, per vedere se possibile concordare su una stesura e su formule più gradite.

Spesso, in procedimenti di questo genere, si rende necessario o opportuno parlare di fatti appunto molto delicati e privati di una persona o di una coppia, compresi tradimenti, problemi intimi e cose del genere, aspetti che non tutti gradiscono per ovvie ragioni che vengano portati davanti ad un tribunale ecclesiastico, ragione per cui si procede sempre con la massima prudenza.

In ogni caso, quand’anche il coniuge resistente non concordasse, nemmeno dopo aver valutato insieme la bozza preliminare, si potrebbe proseguire tranquillamente con la richiesta di nullità, ovviamente una volta che se ne siano verificati adeguatamente i presupposti, cosa per la quale rimane assolutamente indispensabile il colloquio preliminare.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Francesco says:

    E’ verissimo che la causa si può iniziare da soli e contro il parere contrario dell’altro coniuge, ma, sulla base della mia esperienza personale, conviene che egli sia d’accordo o almeno non contrario.
    I motivi per cui un coniuge possa non volere la dichiarazione di nullità del matrimonio sono molteplici; sottolineo infatti che con la delibazione della sentenza ecclesiastica, oggi peraltro difficile da ottenere a differenza del passato, il coniuge perde il diritto al mantenimento!
    Inoltre il coniuge potrebbe non essere d’accordo per motivi di onorabilità: meglio allora accusare solo se stessi oppure accordarsi per prendersi entrambi la responsabilità della fine del matrimonio.

  2. Avv. Vajassa Faldocci says:

    Serve l’assenso della ex moglie in quanto non assenso che perda il diritto al mantenimento tramite l’annullamento del matrimonio. Peraltro la questione è risolta dalla nuova legge Cirinnà, ai cui sensi anche tu in qualità di donna convivente hai diritto agli alimenti seppur in assenza di matrimonio. Cordiali saluti

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