Deposito cauzionale nelle locazioni: può essere liberamente speso?

ero in trattativa per prendere in affitto un appartamento nuovo mai usato,ma ho dei seri dubbi e le spiego il motivo:come da regolamento dovrò versare due mesi di cauzione per eventuali danni,il proprietario ha subito detto che questi mesi di cauzione(900 euro il totale)li spenderà per coprire le spese della nuova casa che avrei dovuto prendere in affitto,ovviamente a fine locazione mi verranno restituiti,ma secondo lei è giusta una cosa del genere?

Le somme versate a titolo di deposito cauzionale rappresentano appunto una garanzia per il locatore, proprietario dell’immobile, ma non sono assoggettate a vincoli di alcun genere per l’intera durata del contratto, tant’è vero che non vengono materialmente depositate in conti o luoghi specifici, ma si confondono con il patrimonio del locatore stesso.

Del deposito in senso stretto tali somme hanno poco, più importante e rivelatrice, a mio giudizio, della loro vera natura, è la loro funzione di cauzione costituita presso il locatore, che però, fermo restando il suo obbligo di restituzione al termine della locazione, non soffre di particolari vincoli durante il contratto, salvo solo il divieto, enucleabile a mio modo di vedere dal sistema, di gestire il suo patrimonio in modo da diventare o rischiare seriamente di diventare inadempiente relativamente a questo obbligo al termine della locazione – un aspetto, quest’ultimo, abbastanza poco palpabile in concreto, dal momento che si tratta di somme abbastanza poco rilevanti nel patrimonio di una persona media oggigiorno.

Del resto si tratta di un rapporto obbligatorio, dove ognuna delle due parti è esposta al rischio di inadempimento dell’altra.

Piuttosto, sarebbe bene che tu facessi controllare il testo del contratto da un avvocato di fiducia. Purtroppo, se non hai un contratto di protezione dovrai provvedere tu a compensarlo, nel qual caso chiedi un preventivo.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. L’ultimo contratto di affitto che feci, la proprietaria (si avvaleva del ragazzo di una delle figlie, visto che [lui] è agente immobiliare) mi fece sottoscrivere un libretto postale (all’epoca era ancora al portatore e gratuito) per l’importo della caparra e consegnare quello. Lei diceva che così i soldi erano più sicuri in quel modo e, per poco che fosse l’interesse da maturare, non erano fermi ma rivalutati allo scadere del contratto.
    Quando chiusi il mio rapporto con lei, andammo insieme in posta a far rivalutare il libretto così ebbi la prova che fossero tutti i soldi (più i pochi spicci di interessi).
    Lo apprezzai molto e lo trovai una buona usanza. Peraltro, all’epoca, più di qualcuno usava questo sistema.

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