Il diritto non è un catalogo di soluzioni, ma solo uno strumento per crearne.

ho una figlia di 10 anni che vive con me. Con il padre, il quale abita a 20km di distanza, abbiamo l’ affido congiunto. La mia domanda è: il minore può passare delle notti durante i giorni della settimana presso l’abitazione del padre, considerando che abbiamo stabilito un fine settimana a ciascuno.

Mi chiedo che senso abbia questa domanda.

Forse la gente comune crede che nel codice civile, o in qualche legge speciale, ci sia una disposizione, o magari una legge intera, che riguarda le figlie di 10 anni che vivono con la madre ma tenendo un padre a 20 km di distanza, in un regime di affido congiunto – legge che spiega tutto quello che si può fare o non fare in un caso del genere.

In realtà non è affatto così e la legge contiene solo principi generali che devono adattarsi al caso concreto.

Solo che per fare questa operazione, bisogna capire esattamente quale sia il problema da risolvere e il punto è che qui non si capisce proprio niente.

Perché e a quale scopo ci chiediamo se la bambina possa dormire dal padre? Perché c’è qualcuno che lo contesta, e in quel caso chi sarebbe poi, o perché vogliamo capire se è compatibile con il regime di affido condiviso (cioè, in altri termini, se le condizioni di affido siano derogabili e in quali termini)?

Insomma, quale sarebbe e dove starebbe il problema?

Sono venti anni che scrivo dappertutto che bisogna parlare di problemi concreti e non fare domande astratte e completamente avulse dal contesto. Se andate dal medico, gli direte pure «ho mal di pancia», senza mettervi a disquisire di collegamenti tra sintomi e possibili malattie, che sono un ragionamento che, al massimo, spetta a lui.

Il diritto non è un catalogo di situazioni con relativa soluzione come sembra pensare la gente comune, non offre e non contiene soluzioni prefabbricate, ma è solo uno strumento per creare soluzioni o al massimo ricostruirne, che poi è la stessa cosa, ma rimane necessario partire dalla comprensione del problema, altrimenti non si capisce di che cosa si stia parlando.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Stefano says:

    non è che la signora “crede”. E’ stata indotta a credere dal senso che è poi origine di questo stesso blog, che esiste grazie al movimento per il software libero e aperto.

    Il suo titolo non le da diritto naturale di offendere le carenze cognitive di chicchessia, tra l’altro dove si è peccato solo di eccesso di precisione, magari frutto di insegnamento ad opera di un docente dotato più di titolo che competenza.

    Poiché ogni soluzione è sempre effetto di un computo, con quei dati, un banalissimo software avrebbe potuto dare risposta senza giudizio.

    Se da vent’anni lo va ripetendo, è perché non si applica la Guida all’art.3 ove le parole:”[…] rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]” invitano chiaramente ad agire anziché reagire a chi non si è dato la possibilità.

    Invece il legi-ficatore, come a me definito da suoi colleghi, ha ben assicurato la sua categoria dalla lesione d’onore.

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