Dopo la separazione posso trasferirmi coi figli a 50 km di distanza?

Sono di Pievepelago ma vivo in Toscana da quando mi sono sposata. Ho 2 figli di 8 e 7 anni. Mi sono separata con un accordo dopo una richiesta di giudiziale. Mio marito mi corrisponde 900 euro onnicomprensivi a parte le spese sanitarie che però non vuole pagare obiettando che non sono sempre concordate (allergologo, vaccino, dentista). L’affidamento è condiviso con collocazione presso di me per ora nella casa coniugale di proprietà di mio suocero, villa molto onerosa da mantenere. Da novembre mio marito si è impegnato a darmi un’altra casa da arredare. Sono costretta a prendere una baby sitter. Ho chiesto il telelavoro domiciliare per trasferirmi a Pievepelago vicino alla mia famiglia di origine a circa 50 km di distanza da mio marito e avere un aiuto coi bimbi che sono perfettamente integrati in Emilia dove vanno ogni fine settimana, praticano attività agonistica e hanno amici. Se mi venisse accordato mio marito mi ha annunciato che si opporrebbe al trasferimento. Può farlo?

Certamente. Il trasferimento in un’altro luogo, ad una certa distanza, potremmo dire in questo caso «fuori regione», anche se non è il confine regionale in sé ad essere decisivo, dato che a volte per varcarlo sarebbe sufficiente anche il trasferimento di un chilometro, determina dei cambiamenti importanti sia per i figli che per l’altro genitore, quasi sempre il padre, con la compressione dei diritti di visita e frequentazione.

Infatti, la situazione logistica è tale da impedire in questi casi che il padre possa vedere i figli, previo avvertimento, quando lo desidera, e possa partecipare agevolmente alla loro vita, ad esempio seguendo il percorso scolastico, presenziando alle feste e agli eventi anche infrasettimanali, specialmente se lavora o comunque, anche se non lavora, se non dispone di denaro sufficiente per i viaggi e gli spostamenti.

Nel tuo caso, c’è da dire che la distanza non sarebbe così consistente, ma bisogna vedere, al di là del dato chilometrico, quali sono i tempi di percorrenza con l’auto o, in alternativa, i collegamenti con i mezzi pubblici.

Va notato che non parliamo, al riguardo, tanto di un interesse del padre, quanto di quello dei minori a conservarne la figura nel modo più pieno possibile, compatibilmente con la separazione, ed è proprio per questo che questi aspetti, che si tendono a considerare banali e scontati, sono in realtà piuttosto delicati.

Già la separazione rappresenta un trauma per i minori, spesso non così facile da affrontare, l’allontanamento ulteriore di una della figure genitoriali costituisce una ulteriore perdita e spesso un agitare il coltello in una ferita preesistente.

Occorre dunque operare con molta delicatezza e saggezza al riguardo, valutando tutti i pro e i contro di ogni singola soluzione. Nel caso si fosse convinti della bontà del trasferimento e vi fosse l’opposizione dell’altro genitore, non rimarrebbe che chiedere l’autorizzazione al giudice.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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