Sono in stato di bisogno: mi spetta un mantenimento?

ho 34 anni, a 25 anni sono andata a convivere, ho aperto partita IVA e ho iniziato a lavorare facendo la Cartomante. Sino all’arrivo della crisi che mi ha portata a chiudere purtroppo il tutto.ho vissuto poi da sola un anno,senza prendere residenza, o domicilio in comune.ho lavorato in bar, in “nero” per mantenermi,era il 2012. Anno in cui ho avuto la meningite batterica, ho rischiato la vita. ero sola,zero contatti con la mia famiglia per oltre un anno, andai via mio padre picchiava. tornai a casa dei miei genitori nel maggio del 2013,una mia amica gli disse che stavo molto male di salute.In questi tre anni vivendo con loro, fra tante visite mediche, problemi alla colonna vertebrale,quasi mi impediscono di camminare,ho dovuto annullarmi, tante umiliazioni,non posso lavorare,mi danno solo il mangiare, vestiti o altro,nulla.Vorrei sapere che diritti ho,la prego mi aiuti a sapere se ho diritto a un “mantenimento” mensile

Potresti avere diritto al mantenimento in base alla disciplina sugli alimenti di cui agli artt. 433 e seguenti del codice civile.

Quindi non al mantenimento dovuto dai genitori ai figli quando questi non sono ancora autosufficienti, durante la fase della crescita, ma al mantenimento dovuto non solo ai figli, ma ad un certo novero di parenti, definito dall’art. 433 già citato, nel caso in cui vengano a trovarsi in stato di bisogno.

Ovviamente, lo stato di bisogno, che è il presupposto per la richiesta degli alimenti, deve essere valutato con adeguato approfondimento e con il giusto rigore, anche perchè non deve esserci ad esempio capacità lavorativa in capo a te.

Quindi occorrerebbe esaminare la documentazione, anche sanitaria, relativa alla tua situazione.

Peraltro, la normativa sugli alimenti è di non così comune applicazione oggigiorno, dal momento che gli interventi sulle persone in stato di bisogno sono per lo più prodigati dagli enti pubblici preposti.

Come primo passo, pertanto, ti suggerirei di rivolgerti agli assistenti sociali, per poi rivalutare l’ipotesi di richiesta degli alimenti solo in seconda battuta, anche perchè è una strada la cui percorribilità è tutta da verificare.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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