Moglie che non ha voglia di lavorare: va mantenuta ugualmente?

Mi sono sposato 4 anni fa. Poco dopo il matrimonio mi sono accorto che a mia moglie non va di lavorare granché. Nonostante lei dica che vuole metterci impegno non è così, non fa molto per procurarsi lavoro (è una lavoratrice autonoma). Io mi sono stufato della situazione, anche perché guadagno il giusto per andare avanti. Se dovessimo separarci dovrei mantenerla?

Non c’è una risposta certa ad una domanda e per una situazione del genere, perché al di là delle definizioni di principio delle regole applicabili ci sono anche degli aspetti istruttori destinati ad essere rilevanti in un caso del genere.

Come si dimostra, ad esempio, la scarsa voglia di lavorare di una determinata persona?

Potrebbe non essere molto facile, specialmente in una situazione economica come quella attuale che per la verità non offre molte occasioni.

Inoltre, specialmente per una donna, potrebbero esserci altre cose che intervengono ad impedire una piena fioritura professionale, come ad esempio la cura della casa e tutto il lavoro casalingo che, non bisogna dimenticare, è un lavoro vero e proprio, esattamente come quello che si fa fuori di casa.

In primo luogo, a mio giudizio, dovresti valutare il contributo che tua moglie fornisce al menage della famiglia, perché se ad esempio pur non svolgendo molto lavoro per conto terzi gestisse in maniera efficiente la casa, consentendo a te di lavorare fuori e guadagnare, credo che non le si potrebbe rimproverare nulla e il suo diritto al mantenimento, ove ne ricorressero i presupposti di legge, sarebbe difficilmente contestabile.

Viceversa se parliamo di una persona che in ipotesi non fa niente in casa e poco fuori, allora in questo caso la tua domanda di non pagarle alcun mantenimento potrebbe essere più fondata e avrebbe comunque più chances di trovare accoglimento.

Una buona idea in situazioni del genere potrebbe essere quello di presentare, per iscritto, a tua moglie delle occasioni di lavoro, per precostituirti la prova della sua responsabilità circa il mancato approfittamento delle stesse, che potrebbe tornarti utile in futuro.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Agostino Mario Mela says:

    Manca un ‘non’ nel titolo.

Di la tua!