Eredità giacente e fastidi vari: come posso farli cessare?

Il fratello di mio padre è deceduto, esso aveva una moglie separata ed un figlio legittimo, ha lasciato una casa fatiscente, piena di ratti e igienicamente non adeguata. ora il mio comune e i vicini di casa non trovando la moglie e il figlio stanno tartassando di raccomandate mio padre. Ora ho già provveduto a trasmettere una lettera diffida redatta da me, al comune. Faccio notare che con questo fratello non avevamo nessun rapporto. il codice civile specifica, negli articoli 542 e 565 C.C., succedono la moglie e il figlio. Come posso far cessare il tutto? cosa mi consigliate.

Alla successione di una persona che lascia una moglie – sia pur in stato di separazione, considerato che la separazione non fa venir meno il rapporto di coniugio, che cessa solo con il divorzio – e un figlio sono chiamati in primo luogo esclusivamente appunto la moglie e il figlio superstiti.

L’eredità è quindi devoluta a queste due persone.

Ciò, tuttavia, non significa che queste due persone diventino effettivamente eredi, cosa per la quale occorre sempre l’accettazione dell’eredità. Con la devoluzione, l’eredità viene semplicemente messa a disposizione dei «primi in classifica» per la successione, mentre costoro non diventano automaticamente eredi.

Qualora costoro rinunciassero all’eredità, verrebbero chiamati i fratelli del defunto, cioè l’eredità verrebbe a loro devoluta, quindi messa a disposizione, con lo stesso, identico meccanismo. Nemmeno i fratelli diventano automaticamente eredi, ma occorre pur sempre un atto di accettazione, espresso o implicito.

Il problema dell’individuazione degli eredi, comunque, è di chi deve aver a che fare con l’eredità, per cui del comune e dei vicini, nel tuo caso, mentre voi potete limitarvi a dire che, intanto, l’eredità non è stata a voi ancora devoluta, perché nessuno ha ancora chiarito le intenzioni dei già chiamati, cioè delle moglie e del figlio del de cuius e che, qualora mai lo fosse, non avete la minima intenzione di accettare.

Il tuo errore è stato probabilmente solo quello di aver fatto una diffida tua in proprio, senza farla fare ad un avvocato, cosa che avrebbe avuto un peso sicuramente maggiore, sia per l’autore, sia perché sarebbe stata più chiara, circostanziata, articolata e munita dei giusti riferimenti giuridici.

Il primo passo, il prossimo passo, dunque è quello di far fare una diffida ad un avvocato. In seguito, bisognerà come al solito valuterà in base a come si sarà evoluta la situazione.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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