Sorella in coma: quanto pago di alimenti?

mia sorella 2013 ha avuto un emorragia cerebrale ed e`finita in coma nel quale sta ancora oggi. Lei dal 2013 sta in un centro di cura. Fino adesso le spese del centro di cura sono state pagate dal nostro papa, che tra breve non potrà più pagare queste spese. e toccherà a me a pagarle, visto che sarò l`unico parente rimasto. Come fratello sarò obbligato a pagare “nella misura dello stretto necessario” – c`e`un massimo che mi possono prendere mensilmente, si sa circa con quale cifre dovrò calcolare?

Come potrei indicare una cifra se non mi dici nemmeno quale è la retta del centro di cura?

Ad ogni modo, le disposizioni del codice civile contengono solo principi di massima, che poi devono essere «attualizzati» nel caso concreto appunto a seconda della situazione esistente.

Il compito di tradurre in indicazioni operative concrete, e quindi nella determinazione di un ammontare mensile, spetta agli operatori giuridici e quindi, in assenza di un organo amministrativo, all’eventuale giudice che si dovesse occupare della questione.

Il giudice naturalmente valuterà nel caso tutta la situazione e quindi anche il tuo reddito, per tradurre l’indicazione del codice civile in una statuizione concreta ed applicabile.

Ti suggerirei però, prima di arrivare a questo, di interpellare gli enti di assistenza preposti per il territorio, perché per malati di questo genere solitamente esistono interventi pubblici in grado di coprire buona parte della retta, se non tutta.

Anche perché il problema è – parlo anche per esperienza di una causa di cui ho avuto occasione di occuparmi al riguardo – che l’unica legittimata a chiedere gli alimenti è la tua stessa sorella che, essendo in coma, potrebbe farlo solo tramite un amministratore di sostegno che le venisse nominato.

Mentre invece la struttura in cui si trova non è legittimata ad alcunché, inoltre è discutibile che possa, anche qualora non venisse corrisposta la retta, dimetterla sic et simpliciter.

Per questi motivi, ti consiglierei di cercare di coinvolgere gli enti interessati, cominciando, in caso tu non sappia bene quali possano essere per il tuo territorio, a sentire dai servizi sociali.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Francesca says:

    Egr. Avv. Solignani,
    sono cortesemente a chiederLe un’informazione. Dal 1999 al 2006 ho assistito mia madre, ammalata di alzheimer, in tutto e per tutto con il menefreghismo totale degli altri miei fratelli (4), dove l’unica loro idea/proposta era quella di affidarla a un istituto preposto per queste malattie, ma io ho preferito, naturalmente senza modi coercitivi, tenerla e assisterla a casa mia/sua in pratica nello stesso immobile avente 2 appartamenti, e tutto ciò era stato accettato dai miei fratelli perché all’epoca nessuno si oppose. Adesso dopo oltre 11 anni dalla sua scomparsa (2006), i miei (“cari”) fratelli mi fanno sapere che vorrebbero intraprendere un’azione legale perché io, a loro dire, mi sarei appropriata indebitamente della sua pensione e indennità di accompagnamento (premetto che il libretto postale di mia mamma era cointestato con me in pratica 2 firme, la mia e quella di mia madre) e chiedono la loro parte. Sono a chiederLe ma possono davvero avere ragioni in termini legali? Non opererebbe la prescrizione se nel caso si potesse veramente parlare di appropriazione indebita? Grazie per l’eventuale risposta e attenzione, cordialmente Francesca

    • Purtroppo la gestione di anziani e invalidi dà sempre origine a contestazioni e vertenze, tanto che potendo la cosa migliore sarebbe sempre richiedere la nomina di un amministratore di sostegno. Ti consiglio di incaricare appena puoi un legale che ti affianchi, certe cose a prenderle per tempo si gestiscono meglio.

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