Non ho soldi per un avvocato: come faccio?

Il mio dirimpettaio si rifiuta di alzare la canna fumaria, ho tollerato x circa 8 inverni x il quieto vivere adesso non ce la faccio piu’,.Sono asmatica e il cattivo odore che emana il termocamino,mi entra il fumo in casa. la prego mi aiuti a risolvere questa situazione.Mi sono recata alla asl di competenza, mi hanno fatto fare mille giri, risultato non e’competenza loro.SI rivolga ai vigili di Pisoniano,e anche questo se ne lava le mani, dicendomi che mi ci vuole un avvocato.Ma io non ho disponibilita’ economica.Cosa devo fare?

Il problema è che ti serve un avvocato, ma non hai i soldi per pagarlo.

A questo riguardo si possono fare queste osservazioni e dare questi spunti.

Innanzitutto, il primo passo per trattare un problema di questo genere consiste nell’invio di una diffida che, ad esempio, oggigiorno da noi costa 100€ oltre accessori di legge, in totale circa 126€. Altri avvocati potrebbero chiedere di più, altri di meno, ma comunque l’idea del costo è questa.

Se è vero che non si tratta di un importo alto, è anche vero che la diffida non è necessariamente risolutiva, ma è solo un primo passo, che tanto può essere utile quanto essere l’inizio di un percorso e di un lavoro più lungo. Ovviamente, se il lavoro diventa più lungo, l’avvocato dovrà essere compensato anche per tutte le altre cose che andrà a fare, con la conseguenza che i costi lieviterebbero.

Qui puoi se credi fare un tentativo e vedere che cosa succede.

Altri sistemi purtroppo non sembrano essere molto praticabili.

Il compenso a percentuale in un caso del genere è escluso in radice, visto che chiediamo semplicemente di fare delle opere e non un risarcimento del danno, che sarebbe comunque difficile da ottenere, con la conseguenza che, data l’alea, nessun legale accetterebbe un compenso a percentuale basato su quello.

Il patrocinio a spese dello Stato potrebbe essere più utile, ma solo nel momento in cui la cosa dovesse essere versata in una causa, perché nel nostro Paese il gratuito patrocinio vale solo per le cause e non per le attività stragiudiziali.

La vera soluzione per queste situazioni è quella di avere una polizza di tutela legale, cosa che io predico come necessaria da oltre dieci anni, ma che purtroppo in Italia non si è ancora affermata. Ovviamente nel tuo caso non puoi rimediare stipulandone una adesso, essendo una assicurazione avresti dovuto averla prima dell’insorgenza del problema (non puoi fare una polizza infortuni dopo essere caduto dalle scale…).

All’estero esistono enti – fondazioni, associazioni – finanziate con denaro pubblico o lasciti privati con il compito di fornire assistenza legale a coloro che sono privi di mezzi adeguati, di cui parla ad esempio John Grisham nel suo libro «I segreti di Gray Mountain» (lo «studio» per cui lavora Samantha, la protagonista, è la Mountain Legal Aid Clinic), ma in Italia, che io sappia, non esistono enti del genere.

Forse puoi provare a sentire dai servizi sociali se sono in grado di darti un aiuto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Rino Federzoni says:

    provare a interpellare i pompieri dicendo che vi è un problema di monossido di carbonio che è pericoloso per la salute. auguri

  2. Giuseppe says:

    Egr.Avv. Solignani buonasera,
    non so se sono nella sessione (blog) giusta comunque ci provo e sono a chiederLe, cortesemente, un parere in merito alla seguente questione.
    Abito in un immobile e siamo 2 proprietari; anni fa l’altro proprietario ha installato un’antenna satellitare per conto suo sul tetto in comune tra noi. Più in la nel tempo gli chiesi se anch’io potessi attaccarmi all’antenna, e lui mi diede il consenso. Adesso i rapporti si sono deteriorati e lui mi ha staccato il filo tagliandolo addirittura. Certo la mia parola è contro la sua e viceversa, voglio dire che non potrei avere nessuna prova che è stato lui, credo, a tagliarmi il filo, ma io cosa e come potrei comportarmi adesso? Mettere una parabola per conto mio? Perché è chiaro, se io lo riattacco, lui me lo stacca di nuovo. Potrebbero esserci gli estremi per adire le vie legali, anche se non credo che mi convenga molto. Lei cosa ne pensa in merito a tutta questa “ridicola” faccenda, e cosa mi consiglierebbe di fare? Grazie per l’attenzione, cordialmente, Giuseppe

    • Sì, potrebbero esserci gli estremi per intentare un ricorso d’urgenza, ma è una cosa di cui non vale assolutamente la pena e ti conviene 100 volte di più installare una parabola per conto tuo. Una cosa che potresti fare se volessi comunque piantare un chiodo anche per evitare che questo vicino in futuro si possa sentire legittimato a fare di nuovo il prepotente e fargli inviare una diffida da un avvocato che ti costa poco ma che comunque mette un segnino in una situazione che del tutto limpida non è.

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