Restare umano: il primo dovere di un avvocato.

La prima cosa che ho intuito quando ho iniziato a fare l’avvocato è che la più importante e fondamentale sfida di ogni legale, assolutamente necessaria e che viene prima di ogni altra, è quella di diventare da un lato capace al massimo grado di interagire con la burocrazia, conoscerla a fondo e capirne le logiche anche più intime, senza però dall’altro vendersi neanche di un millimetro ad essa, restando umano, umano, umano al 100%.

Proprio questa infatti è la funzione dell’avvocato: prendere per mano una persona e guidarla attraverso i corridoi di quei castelli kafkiani che sono i tribunali non solo italiani ma di ogni stato al mondo. Fare da intermediario tra le istanze degli individui e la grande e stolida macchina giudiziaria. Un apparato nato per scongiurare il ricorso alla violenza fisica, ma che spesso finisce semplicemente per sostituire, a quel tipo di violenza, una violenza di altro tipo: quella di sentenze magari perfette in diritto, ma ingiuste nella sostanza, da cui derivano conseguenze inique e gravi per le parti.

Per fare questo, bisogna capire la logica del diritto e della giustizia con una resistenza assoluta e spietata a farsene contaminare, conservando intatta tutta la propria umanità, mettendo sempre il cuore davanti a tutto, con il cervello e la consapevolezza a fare, a loro volta, da guida.

Se mi volto indietro, o mi soffermo a guardare quello che faccio, mi pare questa sfida di averla vinta, sia per lo stile con cui faccio questa professione, sia per i contenuti, che sono spesso quelli di consigliare i miei clienti di fare tutto il possibile per evitare il ricorso alla giustizia, cercando piuttosto soluzioni alternative, anche a costo di fare compromessi e questo anche quando loro questo non vorrebbero sentirselo dire (ecco come un avvocato deve usare le famose palle, a mio modo di vedere).

Ricordiamoci sempre che il diritto è uno strumento dell’uomo, se l’uomo diventa strumento del diritto – e io l’ho visto accadere davvero molto, troppo spesso – allora c’è qualcosa nel profondo che non va.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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