Da vittima a carnefice: è possibile?

Ho perso un processo, avevo attaccato il mio avvocato per negligenza, il giudice ha accettato la testimonianza della collega, associata dello studio, che affermava di avere sentito delle conversazioni ( dal suo ufficio) con me e il mio avvocato dove secondo lei rifiutavo di passare una visita, il CTU ordinato dal giudice che mi aveva condannato. non poteva sentire le conversazione telefoniche da dove era.
Il giudice ( quello che ha giudicato la causa contro l’avvocato ha anche accettato tutte le affermazione senza prove del avvocato e ha rifiutato tutto quello che affermavo , trovandoli delle scuse , li ha praticamente servito di avvocato. Non ho fatto appello perché non me lo potevo permettere, da vittima sono diventato accusato è un ingiustizia

Come abbiamo detto dozzine di volte, si può perdere benissimo una causa pur avendo ragione, sia sufficiente pensare a quelli che sono gli esiti istruttori, che sono imprevedibili: si pensa che un testimone possa riferire una determinata cosa, invece compare e ne sostiene un’altra. O viceversa.

Al di là di questo, non sono in grado di esprimere un giudizio vero e proprio sulla tua situazione, sia sulla causa «a monte» dove ci sarebbe stata la responsabilità del tuo avvocato precedente per negligenza, sia su quella di responsabilità che vi è stata successivamente, dove si sarebbe verificata una testimonianza infedele addirittura da parte di un’altra collega dello studio.

Se tu volessi approfondire, sarebbe indispensabile esaminare con cura il fascicolo del primo procedimento, per valutare se effettivamente ci possano essere dei profili di responsabilità, ma a questo punto, avendo tu rinunciato a proporre appello, sarebbe solo un esercizio volto a toglierci la curiosità.

In generale, si può dire che il sistema giudiziario italiano, come tutti i sistemi giudiziari statuali, non serve a dare giustizia, ma ad applicare il diritto, sia quello sostanziale che quello processuale, che è una cosa diversissima, con lo scopo vero di evitare che le persone si facciano giustizia da sole e che i conflitti vengano composti in modo definitivo.

Chi si accosta al sistema giudiziario ricercando giustizia rimane regolarmente deluso, perché si tratta di un apparato burocratico da cui verrà, sì, la parola fine a molte situazioni conflittuali, e sia pure a volte dopo svariati anni, ma quasi mai in modo corrispondente al nostro interiore senso di giustizia.

Sono comunque cose di cui avrebbero dovuto parlarti i tuoi avvocati.

Se vuoi approfondire, puoi valutare di acquistare una consulenza, ma personalmente te lo sconsiglierei, a questo punto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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