Separazione giudiziale: posso difendermi da sola?

Sono di nazionalità rumena sposata con un italiano.Dopo 12 anni di quale 2 di convivenza e quasi 10 sposati ci stiamo separando,anche se io non ho ancora un avvocato. Ho pensato di presentarmi in istanza da sola.Dopo anni di umiliazioni ho deciso di mettere punto anche se ho sopportato fino adesso per le mie bimbe che hanno quasi 6 anni. Vorrei sapere come posso fare per tornare a casa mia in Romania dove ciò una casa proprietà personale mentre qui non ho niente, nemmeno una lira come si può dire e non posso lavorare perché non ho nessuno che mi può badare le mie figlie

La difesa tecnica nei procedimenti, specialmente giudiziari, di separazione e divorzio a mio modo di vedere è necessaria ed obbligatoria, anche se secondo alcuni orientamenti non lo sarebbe, quantomeno in alcune fasi.

A prescindere da ciò, e quindi dalla sua obbligatorietà o meno, resta il fatto che è estremamente sconsigliabile affrontare una «pratica» così delicata e importante anche per gli anni a venire senza l’assistenza di una persona competente e preparata in materia come può essere solo un bravo avvocato.

Il primo consiglio che ti fornisco, dunque, è quello di munirti a tutti i costi di un avvocato; se non disponi di denaro per compensarlo forse puoi chiedere il patrocinio a spese dello Stato oppure puoi chiedere un preventivo di favore e un pagamento dilazionato.

Per quanto riguarda il trasferimento nel tuo paese di origine, è evidente che non è una cosa che si possa affrontare così alla leggera perché significherebbe sostanzialmente comprimere in maniera intensa la possibilità delle tue figlie, che sono ancora molto piccole, di avere un rapporto significativo con il padre.

Prima di pensare ad una soluzione così radicale, sarebbe bene valutare alternative praticabili in loco, dove le tue figlie, sia pur nel contesto di una famiglia disgregata, potrebbero godere della frequentazione sia della madre che del padre.

In ogni caso, qualora l’unica alternativa fosse proprio il trasferimento in Romania, nel caso in cui il padre non fosse d’accordo, l’unica sarebbe ottenere l’autorizzazione del giudice, per avere la quale dovrai presentare un adeguato progetto di vita delle bambine in quel paese e secondo la sistemazione che hai in mente.

Quello che devi fare ora è cercarti al più presto un avvocato.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Elena Ghi says:

    Non avendo reddito credo che ho il diritto al patrocinio gratuito.Poi so che devo trovare una persona competente cioè un avvocato ma sinceramente non so più in chi posso avere fiducia l’avvocato suo mi ha detto che le bambine sono italiane e devono rimanere qui ma mi e sfuggito di dire a voi che le bambine hanno doppia cittadinanza.Grazie mille!

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