Come divorziare da un cittadino giapponese che sta a Tokyo.

Vorrei divorziare da un cittadino giapponese, attualmente residente a Tokyo, io invece abito a Firenze, non abbiamo mai avviato la separazione anche se ormai viviamo separati da oltre 10 anni.

Nel diritto italiano, non è previsto il divorzio immediato. Bisogna fare prima la separazione, dopodiché, trascorsi sei mesi in caso di separazione consensuale, ovvero un anno, in caso di separazione giudiziale, si può chiedere il divorzio, con una pratica che segue più o meno lo stesso iter della separazione.

Può darsi che nel vostro caso sia applicabile il diritto nipponico e che, in quello Stato (anche se a naso mi appare improbabile), sia previsto il divorzio diretto o immediato.

L’applicabilità del diritto giapponese davanti ad un giudice italiano deve essere verificata sulla scorta delle disposizioni di diritto internazionale privato nazionali italiane, che, mi pare, facciano comunque riferimento alla nazionalità dei coniugi, anche se ad ogni modo occorrerebbe fare poi maggiori accertamenti.

Prima di questo, ovviamente, sarebbe bene però accertarsi che il diritto del paese del sol levante preveda appunto il divorzio diretto.

Tutto questo, tuttavia, mi sembrerebbe assurdo e assolutamente non strategico per gestire una situazione come la tua.

Se volessi seguire questo percorso, dovresti per prima cosa chiedere una consulenza ad un legale giapponese, cercandone uno non solo degno di fiducia ma anche in grado di corrispondente sia in Inglese che in Italiano con te. L’Inglese ovviamente potrebbe anche essere sufficiente, ma poi, se uno volesse chiedere l’applicazione del diritto giapponese in Italia, dovrebbe anche farsi fare, dal legale che ha incaricato in Giappone, una relazione scritta, che ad un giudice italiano non si potrebbe certo presentare in Inglese.

Non credo ci siano poi così tanti avvocati giapponesi in grado di lavorare con un Italiano sufficientemente corretto ed efficace, anche se si potrebbe sempre chiedere al consolato.

Tutti questi problemi, comunque, si potrebbero risolvere nel modo che noi utilizziamo e consigliamo in casi come i tuoi e cioè con un semplice accordo in house, o, meglio, rassegnandosi a farne due, uno per la separazione e un altro, sei mesi dopo, per il divorzio.

Può sembrare una complicazione, tutto al contrario è sicuramente una semplificazione, rispetto all’altra strada, che, peraltro, al momento non sai nemmeno se praticabile, sempre perché non sappiamo cosa preveda il diritto giapponese sul tema del divorzio immediato o diretto.

Per fare un accordo in house col tuo marito giapponese, si può tentare di farlo tramite una procura davanti alle autorità consolari italiane – bisogna però verificare attentamente se ce ne sono i presupposti.

Se si riuscisse a fare tramite una procura, tuo marito non avrebbe neanche bisogno di spostarsi e venire in Italia. Sarebbe sufficiente per lui andare a Tokyo o dove preferisce per rilasciare questa procura e poi spedircela in studio. Abbiamo risolto un caso del genere con una persona che ha potuto divorziare restando comodamente in Australia.

Se la procura non si potesse fare, o se comunque preferiste fare altrimenti, tuo marito potrebbe volare in Italia. Per fare la separazione, una volta che si è d’accordo sui contenuti, una cosa cui si può lavorare prima del viaggio, è sufficiente un’oretta in studio legale, dopodiché tuo marito può anche ripartire, lo stesso giorno in cui è arrivato.

Ovviamente in questo caso c’è il costo del viaggio stesso da considerare, ma ti assicuro che rispetto all’altro percorso sopra tratteggiato spendereste molto meno, anche nel caso in cui fossi tu ad offrire il viaggio a tuo marito, come di solito consiglio sempre di fare a chi deve separarsi o divorziare da una persona che risiede all’estero.

Una ulteriore possibilità, per la verità, sarebbe quella di fare separazione giudiziale e successivo divorzio giudiziale, in entrambi i casi con notifiche, plurime peraltro in caso di probabilissima mancata comparizione all’udienza presidenziale, ma qui parliamo di un vero e proprio macello, che devi cercare di evitare il più possibile e che devi valutare proprio solo come ultimissima risorsa quando non hai nessuna altra strada percorribile.

Un’altra possibilità ancora, astrattamente, sarebbe di fare la pratica in Giappone. Qui non ti so aiutare, bisognerebbe sentire un legale giapponese anche in questo caso. La cosa da verificare sarebbe poi la trascrivibilità della sentenza di separazione o divorzio in Italia, che per te è assolutamente fondamentale. Poi anche in questo caso può essere che siano necessarie due pratiche, ancora non sappiamo cosa prevede il diritto nipponico…

Anche per questo motivo, la soluzione sicuramente di gran lunga migliore è quella che ti indico sopra: due accordi in house a distanza di sei mesi l’uno dall’altro, con tuo marito che partecipa per procura o viene di persona presso lo studio.

Insomma… Non diventare giapponese anche tu, separati in Italia 😉

Se vuoi un preventivo per fare un accordo in house per la separazione nel tuo caso, puoi chiederlo compilando il modulo apposito, anche se forse sarebbe preferibile fare una prima consulenza preliminare in cui entrare un po’ di più nel caso e vederne meglio i contorni.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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