tiziano solignani

avvocati dal volto umano

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varie questioni sul funzionamento delle aste immobiliari

Innanzi tutto grazie per la possibilità d’inoltrare questi quesiti tramite suo blog. Ho sfogliato e letto attentamente le diverse domande poste e devo dire che le risposte esauriscono veramente i dubbi in modo chiaro e conciso, trovando alcuni dubbi che erano anche i miei, ma vorrei cercare di fare qualche approfondimento nel mio caso. Infatti Suo blog mi ha fatto riflettere già dal titolo: “Avvocati dal volto umano” perché questo vorrebbe dire che ci sono invece quelli che non c’è l’hanno, e siccome non vorrei proprio che mi succedesse quanto postato in questo blog: http://blog.solignani.it/2010/02/23/quando-il-proprio-legale-diventa-il-miglior-nemico/, vorrei informarmi prima di prendere un legale, tutelandomi (per quanto possibile) da solo, per avere anche minimi riferimenti per capire di cosa mi si parla. Nelle procedure delle aste, visto che le normative dicono di non avere alcuna garanzia contro i vizi occulti della cosa, che può tradursi come: … anche se ci fossero stati commessi degli errori (sciogliendo in questo modo ogni compromesso), essi continuano ad essere affari vostri (purtroppo), in più un insieme di normative che diventano a volte ambigue ed imprecise, come comune cittadino voglio avere certi riferimenti di base per poi poter agire.  Tornando a noi… Sto seguendo un immobile che verrà rimesso all’asta fra qualche mese (dopo alcune aste deserte), in quest’ottica, ed avendo letto l’avviso di vendita/perizia dell’immobile mi sorgono alcuni dubbi. La perizia parla di (fonte Conservatoria dei Registri Immobiliari) 1 ipoteca, 1 mutuo fondiario, 1 decreto d’ingiunzione ed 1 debito (che ha scatenato la esecuzione). L’avviso di vendita cita in un paragrafo certi obblighi che avrà l’aggiudicatario (che non mi sembrano un tanto ambigui) che trascrivo per chiarezza: ” L’aggiudicatario definitivo dovrà versare entro il termine di 30 giorni ……; qualora nella procedura sia presente un credito derivante da mutuo fondiario, l’aggiudicatario provvederà entro il termine di 20 giorni dall’aggiudicazione, sempre che nei termini non vi siano offerte ex art. 584 c.p.c., a versare direttamente all’istituto creditore quella parte del prezzo che corrisponde al relativo credito per capitale, interessi, accessori e spese, ai sensi art. 41 comma 4 e 5 del D.L.vo 01//09/1993 n. 385, ed a versare nel termine di 30 giorni dall’aggiudicazione l’eventuale prezzo residuo, dedotta la cauzione, in assegno … ” Vi farei man mano le domande, allora: 1) siccome l’immobile è già stato messo all’asta più volte (con aste deserte forse per immobile occupato?), mi dico, in caso il prezzo di aggiudicazione non riesca a coprire tutti i debiti, e visto le diverse spese che ci saranno (più quanto detto nell’avviso sopraccitato), ci potrebbero essere delle ulteriori spese occulte per l’aggiudicatario?. Questo immobile è una piccola palazzina che comprende due appartamenti, sebbene si parla di piena proprietà per 1000/1000. La perizia parla (Provenienza del Ventennio) di diversi immobili ricevuti in eredità da padre e figlio, dopodiché c’è stato uno stralcio divisionale per cui il figlio (debitore) diventa l’unico proprietario di questa palazzina. La suddetta perizia parla anche (Stato Locativo) di entrambi gli appartamenti occupati, uno dal figlio con la famiglia ed una figlia minore (un appartamento) ed il genitore abitando “a titolo gratuito” nel secondo appartamento della palazzina. Quindi i miei dubbi sono: 2) Eventuali trascrizioni di provvedimenti di assegnazione della casa famigliare (anche se non separati può avvenire?) in favore dei figli minori dovrebbero comparire (nel caso ci fossero) nella stesa Conservatoria Immobiliare o dove?; 3) il padre, a titolo gratuito, potrebbe avere un usufrutto/comodato che dovrebbe comparire nella stessa Conservatoria Immobiliare, rappresentando questo un problema per l’aggiudicatario?; 4) siccome lo stato locativo (per categorie protette, ultra 65enne) non può essere mutato, in questo caso cosa si dovrebbe interpretare?; 5) siccome anch’io ho un figlio di 4 anni più uno in arrivo e questa sarebbe la mia prima casa, l’Ufficiale Giudiziario dovrebbe tener conto di questo (tempi per il rilascio), anche perché sono in affitto quindi…?; 6) è fattibile richiedere “l’Ordine di Sgombero” in fase di aggiudicazione e quali vantaggi potrebbe avere questo?; 7) siccome le ipoteche (ed altri crediti?) prescrivono (se estinti) dopo 20 anni dalla sottoscrittura, ed io non vorrei vendere, si può fare a meno di cancellare questi crediti, con i conseguenti risparmi? (l’immobile viene venduto libero di ogni debito); 8) mi chiedo d’avanti a tutti questi dubbi, il professionista che avrà promosso l’esecuzione di sicuro avrà avuto gli strumenti per valutare se fattibile o meno, visto che tante aste deserte sempre mi fanno pensare, diciamo, non sarà stato pignorato un immobile che (per le problematiche inerenti lo stato) non riesca neanche a vendersi per ricavare quanto addebitato; 9) quanto serie sono le azioni di rilascio, visto che si parla di malattie ecc., basterebbe cercarsi un “amico” per ottenere qualche certificato che complicasse la vita all’aggiudicatario; 10) è fattibile comunque fare una visita all’Ufficiale Giudiziario per capire quali sono i suoi criteri con i miei dubbi in mano (dopo aver accertato nella pratica le diverse situazioni)?; 11) in questo caso, essendo una esecuzione individuale (non c’è il curatore fallimentare) c’è qualche spesa in favore del custode (che è lo steso debitore)?; 12) l’avvocato delegato alla vendita dovrebbe/potrebbe rispondere a questi quesiti?; 13) la procedura di rilascio (seguita da un legale a compensazione forfait) quanto potrebbe venire a costare, la parcella cambia in base alla tempistica per il rilascio, cosa vuol dire forfait? Perché diciamo che tutelare con i soldi di qualcun altro è molto facile, ho letto di casi in cui vengono concesse proroghe dopo proroghe, con li conseguente danno per il nuovo proprietario.

Si tratta di una vera e propria congerie di problemi che possono essere seriamente affrontati solo incaricando un legale di fiducia, mettendosi in comunicazione con lui e discutendone con calma, senza che possano essere affrontati invece in questa sede editoriale e di blog dove il livello di approfondimento consentito è minore. Rispondo comunque con qualche cenno, che magari può essere utile come spunto. Per comodità, seguiamo la numerazione.

  1. Non ci sono spese occulte. L’aggiudicatario acquista il bene così come descritto e nello stato di fatto e di diritto previsto dall’ordinanza con cui viene messo in vendita; naturalmente ci saranno da pagare le imposte, eventuali costi di assistenza professionale e altro che l’interessato dovrà tenere ben presente, ma non ci sono costi legati alla variazione del prezzo base dell’asta.
  2. Devono comparire nella conservatoria dei registri immobiliari. V. in materia il primo comma dell’art. 155 quater cod. civ.
  3. L’usufrutto può comparire perchè dovrebbe essere stato trascritto, se non compare comunque non è opponibile a terzi. Il comodato invece non viene trascritto nei registri immobiliari ma solo al massimo registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
  4. Non si capisce la domanda.
  5. Non credo.
  6. Il decreto di aggiudicazione è titolo esecutivo per il rilascio dell’immobile aggiudicato (586, comma 2°, cod. proc. civ.).
  7. Non si capisce la domanda.
  8. Purtroppo spesso vengono pignorati e sottoposti ad esecuzione immobili che poi non vanno venduti.
  9. I tempi necessari per il rilascio variano da zona a zona e a seconda della situazione concreta, impossibile dare una risposta valevole in generale.
  10. Si può provare ma sono abbastanza scettico, anche solo se sarà possibile capire quale sarà il singolo ufficiale giudiziario che si occuperà della cosa.
  11. No.
  12. Il professionista delegato è un sostituto del giudice, non ha doveri di consulenza nei confronti dei potenziali acquirenti. Può darsi che per gentilezza si presti a fornire comunque qualche informazione o chiarimento agli interessati, ma è sicuramente molto meglio incaricare un proprio professionista di fiducia.
  13. Noi di solito per un rilascio chiediamo 800-1000€ a forfait, il funzionamento di questo tipo di tariffa è spiegato qui. Dipende comunque dal caso concreto, se vorrai ti faremo un preventivo più preciso.

In bocca al lupo per tutto.

l’equa riparazione per un procedimento amministrativo iniziato nel 1997

Presto servizio nella guardia di finanza; ho fatto ricorso al tar del lazio per aver riconosciuta un’indennità insieme ad altri colleghi il 05/07/1997. La sentenza è giunta favorevole 11/05/2005. Purtroppo l’amministrazione tramite avvocatura generale dello stato ha presentato appello al consiglio di stato e dopo la sospensione del provvedimento il consiglio di stato a gennaio 2010 ha ribaltato la sentenza del tar dandoci torto. A questo punto l’avvocato ci ha chiesto di chiedere un risarcimento per equa riparazione per i tempi lunghi. Visto le spese già sostenute e quelle che ancora probabilmente ci chiederà, pensate che valga la pena ricorrere e se esistono i presupposti?

I presupposti ci sono, visto che il procedimento è durato 13 anni. Non ha alcuna rilevanza l’esito finale del procedimento, a noi sfavorevole, ma solo la sua durata, dal momento che viene semplicemente risarcito lo «stress» di essere stati parte di un procedimento per un tempo più lungo rispetto a quello previsto come durata ragionevole.

Per quanto riguarda le spese del procedimento di equa riparazione, queste non dovrebbero essere un problema: noi ad esempio come studio accettiamo queste pratiche in regime di quota lite, così il cliente non paga nulla o quasi (a seconda di come si vuol configurare il regime tariffario) e poi divide il ricavato in una certa percentuale con lo studio. Se vuoi un preventivo, te lo possiamo fare gratuitamente.


la tutela giudiziaria per il recupero degli stipendi e il tfr

Sono un ex lavoratore dipendente, l’ultimo mio datore di lavoro non mi ha pagato cinque mensilità e il tfr. Siccome sono assicurato per la tutela giudiziaria, vorrei sapere se posso rivolgermi ad un legale per il recupero di questo credito con spese pagate dalla compagnia.

Bisogna vedere con che compagnia hai stipulato la polizza e quali ne sono i contenuti, ma direi di sì. Per esperienza personale, posso dirti che sia UCA che ARAG, le due compagnie  di tutela giudiziaria con cui noi lavoriamo di più, coprono sicuramente questo tipo di controversia, offrendo garanzia per tutto ciò che attiene al rapporto di lavoro subordinato, compreso anche il pagamento degli stipendi e del trattamento di fine rapporto.

Attenzione all’insorgenza del caso assicurativo: ogni polizza di tutela giudiziaria prevede un periodo di carenza, di solito di tre mesi, prima del decorso del quale non è operativa. Quindi, sono assoggettabili a tutela giudiziaria solo le mensilità che sono maturare dopo la carenza; se tutte le mensilità sono maturate dopo che la polizza è entrata in vigore, allora non ci sono problemi, in caso contrario può essere che ti sia data una copertura parziale (che è sempre molto meglio di niente).

Verifica, tramite il legale che vorrai poi incaricare, se nel tuo caso c’è copertura; è un «servizio» che noi ad esempio facciamo gratuitamente.

l’imposta di registro negli acquisti immobiliari tramite asta giudiziaria

Se si acquista un appartamento ad un’asta giudiziaria e su richiesta della parte acquirente (resa al Giudice dell’esecuzione e inserita nel corpo del decreto di trasferimento) è consentito l’utilizzo come base imponibile ai fini dell’imposta del registro il VALORE CATASTALE anziche anzichè IL PREZZO D’AGGIUDICAZIONE D’ASTA?

La risposta non la so, essendo la materia fiscale una di quelle che non tratto se non in casi particolari. Avendo però anche io acquistato all’asta un immobile, per esperienza personale posso dirti che ho avuto anche io una questione fiscale relativa all’acquisto, più in particolare trattavasi dell’applicabilità del beneficio prima casa a due immobili acquistati tramite asta che poi sono stati uniti, che sono riuscito a risolvere positivamente andando a parlare direttamente con l’Agenzia delle Entrate.

Quindi ti consiglierei di andare a sottoporre la questione all’Agenzia delle Entrate competente e, solo in seguito, se non otterrai soddisfazione, potrai rivolgersi ad un commercialista per studiare ancora più approfonditamente la questione.


firmato il contratto per il libro su separazione e divorzio

Cari amici, vi comunico che ieri ho finalmente firmato il contratto per il mio libro, tipo guida pratica ad uso dei non addetti ai lavori, su separazione e divorzio.

L’editore è Vallardi.

Il libro uscirà nell’autunno 2010.

Collegatevi alla pagina ufficiale del progetto per collaborare, chiedere di essere avvertiti dell’uscita, dare uno sguardo all’indice.

ancora sulla parcella del legale che sembra troppo

Circa un anno fa dietro consiglio del mio sindacato mi sono rivolta ad un avvocato. Ho chiesto subito i costi e mi è stata mandata una mail nella quale mi si diceva che l’onorario era di Euro 2.200,00 oltre spese vive (fotocopie, telefonate) più IVA e CPA. Ho deciso di fare una transazione con il mio datore di lavoro ed il mio avvocato, a mia insaputa, ha concordato che le spese sarebbero state esclusivamente a mio carico ed ho firmato un foglio, davanti al datore di lavoro, relativo a questo mio onere, foglio del quale non ho alcuna copia. Nel richiedere la parcella il mio avvocato mi ha presentato un conto di Euro 25.000,00 più IVA e CPA a fronte di un rimborso netto da parte del datore di Euro 246.000,00 mettendomi per iscritto che mi faceva un favore ad applicarmi il 10% (MAI PATTUITO) sulla somma che mi era stata erogata senza tenere conto del lordo per dimostrarmi la sua amicizia. A fronte della richiesta del suo onorario ho confermato che avrei pagato solo dopo aver preso visione della fantomatica lettera nella quale lei asserisce sia indicata tale percentuale. Ora volevo chiederle, in una transazione un cliente deve pagare la percentuale sul netto o sul lordo? Ad oggi, non ho ricevuto dal mio avvocato alcun documento chiarificatore che giustifichi tale parcella, devo mandarle una raccomandata richiedendo quanto sopra descritto ed il dettaglio delle spese vive?

Rispondo schematicamente per punti.

La mail che ti è stata mandata all’inizio della pratica bisognerebbe vederla, per capire se era solamente l’indicazione di una anticipazione per il procedimento o se invece era la proposta di una tariffa per l’intero procedimento, allo stato non si può concluderne molto. In ogni caso, quand’anche fosse stata una proposta, avreste poi dovuto sottoscriverla, anche a mente dell’art. 2233, comma 3°, cod. civ., e quindi potrebbe comunque non avere alcun valore.

Quando si fa una transazione, quasi sempre ognuno si paga le proprie spese legali, quindi sotto questo profilo penso che al tuo avvocato non sia muovibile alcun rimprovero.

Di questa transazione che ti riguarda, tu hai assolutamente diritto ad avere una copia, quindi puoi chiederla al tuo legale e lui te la deve fare, se non lo fa spontaneamente puoi chiedergliela con una raccomandata a/r, insieme a tutti i documenti della posizione.

La determinazione del compenso dell’avvocato in base ad una percentuale del ricavato, quindi con il sistema della quota lite, deve essere pattuita per iscritto. Se, nel tuo caso, questa pattuizione scritta manca, nè ci sono altri contratti sulle tariffe applicabili, si applica la tariffa di “default”, che è il vecchio sistema tradizionale delle tariffe, su cui trovi molti maggiori dettagli in questo nostro precedente post e in quelli in esso richiamati, anche sulle modalità con cui puoi controllare la tariffazione che è stata applicata.

Se, dunque, si applica la determinazione del compenso a “tariffa”, hai diritto di ottenere dal tuo legale la nota spese, cioè l’indicazione analitica delle attività svolte e del compenso maturato per ciascuna di esse, che poi potrai controllare o far controllare nei modi indicati nel post sopra richiamato.

si può pignorare lo stipendio senza avere un titolo?

Il proprietario del mio appartamento tramite lettera dell’ufficio legale mi ha chiesto il pagamento di alcuni canoni arretrati entro otto giorni altrimenti si rivolgeva all’autorita’ giudiziaria. Io con lettera raccomandata ho detto che eff dovevo pagare tre rate ma non quello che chiede lui incluso il 50% dell’f23 che io ho sempre pagato fino ad oggi per intero. Gli ho ribadito la mia intenzione di pagare e ho fatto un primo bonifico di 800e e dicendogli che ne faro un’altro della stessa cifra entro 30 giorni. Volevo sapere se lui puo subito avvalersi di un quinto dello stipendio o se prima di farlo deve aspettare l’udienza del giudice. Se nel frattempo io sano il debito il contratto resta in atto (scade a dicembre del 2010)?

Lui non può pignorarti lo stipendio senza prima aver ottenuto un titolo esecutivo in sede giudiziaria, quindi prima di arrivare a ciò devi ricevere una notifica di un atto che potrai adeguatamente valutare con l’assistenza di un legale.

Se, invece, ricevi lo sfratto per morosità, puoi chiedere, visto che si tratta di una locazione abitativa, il termine di grazia che è l’unica cosa che può impedire la famosa “cristallizzazione dell’adempimento” (quella cosa per cui se anche paghi dopo lo sfratto, lo sfratto rimane valido), cioè un termine entro il quale potrai sanare la morosità e le spese legali ottenendo che il contratto rimanga valido.


come gestire divorzio e divisione della ex casa familiare

A marzo passano 3 anni dall’udienza presidenziale, con la quale è stato sancito che devo dare 250 al figlio minorenne e 250 al maggiorenne. 100 a lei, l’omologa l’ho avuta a marzo dello scorso anno, la casa in comunione è stata assegnata a lei, ad ottobre scorso ho perso il lavoro, e recandomi al tribunale di Bari presso l’ordine degli avvocati mi hanno detto che posso accedere al gratuito patrocinio, vorrei chiederVi se posso chiedere il divorzio e contestualmente la divisione dell’immobile, oppure se conviene percorrere 2 strade, cioè la richiesta in sede di divorzio, e la causa della divisione giudiziale dell’immobile, se ci sono per me speranze, visto che adesso mi mantengo solo con un introito a nero non fisso, e nel contempo se posso accedere al vostro gratuito patrocinio per i 2 eventuali procedimenti.

Bisogna fare due procedimenti separati: uno di divorzio e uno di divisione dell’immobile.

Per vedere se hai diritto al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, compila questo form (è gratuito).

Se risulterai avere i requisiti, penseremo noi a preparare le due domande di ammissione per i due procedimenti.


ancora chiarimenti sull’equa riparazione

Scrivo in merito ad una causa pendente a carico di un mio amico, per la quale io stesso fui chiamato a testimoniare in interrogatorio libero in quanto direttamente coinvolto nelle vicende. In sostanza è una causa di lavoro del mio amico, titolare allora (non ricordo di preciso gli anni, approssimativamente tra il 2001 ed il 2003) di un’attività per il commercio di frutta e verdura, intentata dall’Inps dopo che questa ebbe ricevuto una lettera anonima in cui si comunicavano presunte irregolarità in termini di assunzione del personale. La causa è iniziata nel 2003 0 2004, e nel 2009 si è chiuso il primo grado, e ora è in appello (credo che si dica così, chiedo scusa per eventuali errori). Volevo a questo punto sapere innanzitutto se è possibile ricorrere al ricorso per equa riparazione, e in secondo luogo quali sarebbero i costi da sostenere nel caso ci si affidasse a Voi ricorrendo al patto di quota lite; ovvero se oltre alla percentuale sul risarcimento concordata con Voi, ci siano altre spese processuali da sostenere, e se in caso di mancato riconoscimento del risarcimento, ci siano comunque dei costi a carico.

Sì i presupposti per il ricorso per equa ci sono, perchè il processo è durato già più di quattro anni.

Se vuoi un preventivo con il sistema della quota lite, te lo possiamo fare senza problemi (è gratuito).

Il risarcimento, in questi casi, viene solitamente sempre riconosciuto, a me personalmente non sono mai capitati casi di rigetto della richiesta, al massimo possono essere parzialmente compensate le spese legali se si richiede un risarcimento maggiori di quello che risulterebbe dai criteri applicati ordinariamente.

che cos’è il procedimento per decreto ingiuntivo

Ho un’azienda, devo recuperare un credito e il mio avvocato mi ha detto che procederà con la richiesta di un decreto ingiuntivo, poi mi ha spiegato un po’ come funziona la cosa ma io non ci ho capito molto, sarebbe possibile ottenere qualche ulteriore chiarimento?

Il ricorso per decreto ingiuntivo è il procedimento più comune per il recupero dei crediti aziendali e, qualche volta, anche privati. Si tratta di un procedimento speciale, che ha lo scopo di essere molto più veloce di quello ordinario, che, come noto, dura normalmente diversi anni.

Per poterlo usare, devi avere una prova scritta del tuo credito (non sono sufficienti, ad esempio, dei testimoni). La prova scritta, nel caso delle aziende, è costituita dalla fattura accompagnata dall’estratto autentico, che si ottiene da un notaio, delle scritture contabili che attesta che la fattura stessa è regolarmente inserita nei libri contabili della società. A volte si allegano anche i documenti di trasporto, che qualche volta sono addirittura firmati dal debitore per ricevuta della merce.

Se disponi di questa prova scritta, puoi presentare appunto un ricorso al giudice del luogo dove la tua azienda ha sede – salvo, tuttavia, che il debitore non sia un consumatore: in questo caso dovrai andare dal giudice del luogo di residenza del cliente – in cui chiedi al giudice di ordinare al debitore di pagare.

Se il ricorso viene accolto, una copia del ricorso con il provvedimento del giudice che ordina al debitore di pagare viene notificata al debitore stesso.

Entro 40 giorni dal giorno della notifica, poi, possono succedere due cose:

  • il debitore non fa opposizione; in questo caso, il decreto diventa definitivo, esattamente come una sentenza emessa in una causa ordinaria: il debitore non può più contestare di dover pagare quanto ti deve; il decreto, poi, diventa anche titolo esecutivo, cioè sulla base di esso può essere promosso un pignoramento nei confronti del debitore;
  • il debitore fa opposizione: in questo secondo caso, si apre una causa ordinaria, quella che dura diversi anni, e lo “scopo” di questo procedimento, quello di essere uno strumento veloce in mano ai creditori, va in buona parte perduto; se l’opposizione, però, non è fondata a sua volta su prova scritta, alla prima udienza della causa il giudice può stabilire che il decreto sia provvisoriamente esecutivo, cioè il debitore deve comunque intanto pagare – il decreto diventa titolo esecutivo come se non fosse stata fatta opposizione – e la causa in seguito proseguirà solo per stabilire chi dei due ha ragione  (e se risulterà aver ragione il debitore, il creditore dovrà restituire quanto nel frattempo ricevuto).

In alcuni casi, come quando ad esempio il debitore è già stato protestato, è anche possibile ottenere un decreto immediatamente esecutivo, cioè che è già titolo esecutivo al momento in cui viene emesso, senza bisogno di aspettare che diventi definitivo o che sia dichiarato tale nella prima udienza del giudizio di opposizione. In questi casi, il debitore deve comunque pagare subito quello che prevede il decreto, poi può fare opposizione se ritiene di avere giuste ragioni per richiedere indietro quanto è stato costretto a corrispondere.

Per quanto riguarda le spese (legali) del procedimento, il giudice, quando concede il decreto, ordina anche al debitore di pagare le spese legali sostenute sino a quel momento e le successive. Se il creditore, quindi, riesce poi a mettere in esecuzione il decreto e quindi a farsi pagare, riesce solitamente anche a rientrare delle spese; se non ci riesce, è bene notare che in ogni caso il suo legale sarà da pagare ugualmente, come spiegato in questo nostro precedente post. I nostri preventivi sono sempre limitati alla sola fase di ingiunzione, con esclusione di quella di eventuale opposizione, dal momento che si tratta di due tipi di lavoro estremamente diversi tra loro: uno della durata di pochi mesi e un altro della durata di diversi anni; in ogni caso, i nostri preventivi sono di solito formulati con la tariffa di tipo “flat” che, per questo genere di procedimenti, è particolarmente comoda.

Pur essendo un procedimento più semplice, insomma, presenta molte variabili e non è facile, oggettivamente, per noi avvocati fornire al cliente un quadro preciso di queste situazioni, dal momento che possono intervenire, strada facendo, molte variazioni: rimane comunque la strada più veloce per il recupero dei crediti, nella maggior parte dei casi, quindi tanto vale iniziare in questo modo e poi si valuta man mano che il procedimento prosegue.

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