faq

Ci sono domande «classiche» anche per gli avvocati: domande che gli utenti ci fanno spesso, di persona o tramite il blog. Man mano che ne riceviamo una, inseriamo qui la risposta, secondo il metodo appunto delle FAQ. Prova a cercare nella nostra raccolta, può essere che trovi la tua risposta, o comunque informazioni utili anche per il tuo caso.

tecnologia

come si possono ricercare i libri scansionati su PDF?

il progetto è molto ambizioso e anche impegnativo ma sarebbe utilissimo, però oltre il problema del copyright, c’è uno di natura pratica che riguarda la ricerca: se faccio una ricerca per lemma su un file pdf mi evidenzia tutte le parole uguali a quelle da me ricercate, il che vuol dire ad esempio che se cerco la parola possesso mi troverò a dover scartabellare migliaia e migliaia di pagine…e mi pare che non ci sia un criterio di ricerca ristretta, tramite operatori booleani, o cmq “intelligente”…sbaglio? se così è, rischia di essere un sistema che porta via tantissimo tempo…

Non incontro problemi da questo punto di vista, trovo le cose che mi servono nei PDF molto più velocemente di quanto non facessi nei supporti cartacei e, anzi, spesso trovo cose che in cartaceo mi sarebbero sfuggite. Il problema è quello generale di a) avere a disposizione buoni strumenti di ricerca e di b) saperli usare. In ogni caso, la fruibilità dal punto di vista della ricerca non dipende dal formato PDF ma dal programma che si utilizza per leggerlo. Io, ad esempio, uso Anteprima di Apple, che consente l’utilizzo degli operatori booleani ed è molto efficiente quando devi fare una ricerca. Ma si possono usare tanti altri programmi, ci sono moltissimi lettori di PDF. Ovviamente, poi, le parti ricercate una volta trovate si possono evidenziare, si può mettere un segnalibro (Anteprima ha un sistema di preferiti di tipo globale, cioè riferito a tutti i libri e i files aperti), sincronizzare note e segnalibri su tutti i propri dispositivi tramite google drive e così via.

che cos’è un programma di espansione di testo?

È un software che consente di inserire larghe porzioni di testo in un documento che si sta scrivendo digitando una abbreviazione. Praticamente, l’utente digita una abbreviazione, che tipicamente non deve corrispondere per evitare problemi ad una parola del linguaggio comune, ad esempio «ssto» e, non appena battuta l’ultima lettera, il programma di espansione di testo sostituisce l’abbreviazione con l’espressione più completa impostata dall’utente, sempre ad es. in questo caso «scusami, sto arrivando».

Il sistema operativo iOS, usato su iPhone e iPad, implementa nativamente un sistema di espansione di testo, con sincronizzazione tra le varie periferiche dell’utente, che quindi può definire una coppia abbreviazione/brano di testo su iPhone ritrovandosela su iPad o viceversa.

Su Mac, Windows e Linux per avere le funzionalità di espansione del testo occorre montare appositi programmi di terze parti. Per Mac, sono famosi aText, quello che uso io, e TextExpander. aText utilizza la sincronizzazione mediante iCloud o altri sistemi di storage nella cloud in modo da avere sempre le stesse coppie abbrevazioni/brani di testi su tutte le macchine dello stesso utente.

Personalmente, trovo i programmi di espansione di testo utilissimi e molto utili per incrementare la produttività. Uno non deve pensare che si possano usare solo per brevi espressioni come quelle di cui all’esempio sopra illustrato, ma anche per testi molto più complessi. Sempre ad esempio, si può inserire anche un modello completo di fattura commerciale, che poi l’utente andrebbe a variare a seconda del caso, oppure un timbro, una firma (signature), il codice IBAN, un link, qualsiasi cosa.

In Italia, i programmi di espansione di testo non sono molto diffusi, se volete gugolare sul tema, magari per cercarne uno per il vostro sistema Windows o Linux, vi conviene usare l’espressione inglese text expansion

Come aggiungere membri ad un gruppo aperto di facebook

Se fate parte di un gruppo aperto, potete aggiungere al gruppo vostri amici a cui pensate che il gruppo possa interessare. Ci sono due modi per farlo, o singolarmente, amico per amico, adatto quando ad esempio si vuole aggiungere una persona o due, oppure scorrendo tutto l’elenco degli amici e aggiungendo tutti quelli che si desidera.

In ogni caso, bisogna procedere come segue.

Andare per prima cosa alla home page del gruppo (basta cercarne il nome nella casella di ricerca di facebook).

Qui sulla destra dovrebbe comparire una casella con scritto dentro «+ Aggiungi persone al gruppo». Cliccando qui, si può iniziare a digitare il nome di un amico, facebook lo riconoscerà dopo le prime due o tre lettere, e si potrà confermarlo selezionandolo.

Un sistema più veloce è invece quello di selezionare, sempre a destra, ma più in basso il riquadro «Membri suggeriti». Qui c’è un elenco di vostri amici che facebook pensa possano essere interessati al gruppo. Dovete fare clic dove c’è scritto «Vedi tutti i suggerimenti». In questo modo si aprirà l’elenco completo, potrete aggiungere un membro alla volta facendo clic su «aggiungi al gruppo» accanto al nome.

Che cosa sono gli hashtag?

Sono singole parole o termini preceduti dal simbolo cancelletto (ad es.: #diritto) contenuti negli aggiornamenti di stato delle reti sociali – come twitter, facebook e google plus – che servono per trovare nuovi contenuti a tema, o per argomento, al di fuori della cerchia dei profili che frequentiamo di solito (persone, pagine o account che seguiamo, o amici).

I social network sono infatti un flusso in cui gli utenti vedono di solito solo gli aggiornamenti dei profili che hanno scelto di seguire. Tramite gli hashtag si scavalca l’assetto consueto per vedere contenuti postati da altre persone, in questo modo si possono conoscere cose interessanti e nuovi account da seguire.

Ecco un esempio di hashtag su facebook, che è stato l’ultimo social network a implementare questo sistema: #diritto. Se cliccate, vedrete tutti i post in tema “diritto”, cioè di argomento giuridico. Una “ricerca per hashtag” può essere anche salvata nei bookmark, ad esempio io posso voler vedere tutti i giorni quel che si dice su facebook o twitter su un certo argomento.

Ovviamente, il sistema degli hashtag non consente di superare le impostazioni della privacy configurate da ogni singolo utente: vedrete solo i post che avete il permesso di vedere, quindi quelli pubblici, o quelli di vostri amici, oppure, su facebook, quelli delle pagine, che sono sempre pubbliche.

Affinché il sistema funzioni bene, è fondamentale che chi posta contenuti nei Social network inserisca volta per volta gli hashtag più corretti. Nei paesi anglosassoni sono molto rigorosi su questo, qui in Italia siamo ancora un po’ indietro.

Il social network dove gli hashtag sono più utili e ricchi è sicuramente twitter. Su facebook l’implementazione è ancora all’inizio, anche se a volte si riescono comunque a trovare cose interessanti.