sottoponici il tuo caso

Da qui puoi sottoporre il tuo caso alla nostra redazione; se di interesse generale, la tua lettera sarà pubblicata con una nostra risposta nel blog.

Inviarci una domanda compilando questo modulo è, naturalmente, del tutto gratuito.

I tuoi dati saranno tenuti strettamente riservati e non saranno pubblicati.

Per favore:

  • dai prima un’occhiata per vedere se ci siamo già occupati di casi simili al tuo;
  • attenzione a non inviarci «domande impossibili»;
  • non chiederci né una risposta veloce, né in privato, né per telefono: se ti serve un parere immediato o riservato, o se vuoi che ti richiamiamo, puoi acquistare una consulenza;
  • se sei un avvocato: questo modulo non è per te; iscriviti a legalit e chiedi là dentro;

 

blog

il blog si può seguire anche su twitter?

Sì, facendo un follow del seguente account:

https://twitter.com/#!/avvocatidvu

Il nome utente è dunque @avvocatidvu (purtroppo non si poteva mettere la denominazione per esteso).

Ricordo con l’occasione che da tempo gli aggiornamenti del nostro blog sono disponibili anche su facebook, nell’apposita pagina degli avvocati dal volto umano.

Altri modi di seguire il blog, per chi li preferisce, che danno a mio giudizio maggiori garanzie di non perdere nessun nuovo post, sono i seguenti:

che mail possono arrivare da questo blog?

Da questo blog possono essere generati, in generale, due tipi di invii.

Il primo tipo di invio è quello per le persone che si sono iscritte alla newsletter. Qualunque persona dotata di un indirizzo di posta elettronica può iscriversi alla newsletter, senza bisogno di registrarsi al blog. La newsletter, peraltro, consiste semplicemente nell’invio, ogni mattina alle 9, dal lunedì al venerdì di un articolo.

Il secondo tipo di invio riguarda invece quelli che si sono registrati al blog. Di quando in quando, inserisco un post di particolare importanza che ritengo opportuno portare all’attenzione di tutti gli iscritti al blog.

La distinzione è importante sia per la frequenza dei messaggi, che è molto diversa (un messaggio al giorno nel primo caso, uno ogni tanto nel secondo), sia per le modalità di cancellazione dagli invii. Nel primo caso, quello della newsletter, gli utenti non devono far altro che rispondere all’invio chiedendo la cancellazione. Nel secondo caso, l’utente che non desidera ricevere queste comunicazioni, diciamo così, «straordinarie», deve connettersi al blog ed eliminare il suo account.

Ovviamente, non vogliamo spammare nessuno, né comunque mandare materiale che non è di interesse, per cui siamo a vostra disposizione in caso di problemi ad effettuare la rimozione da un invio o dall’altro.

posso avere una consulenza sul blog?

Vorrei avere una consulenza possibilmente gratuita previo appuntamento in merito alla mia situazione familiare… (Antonella, via mail)

All’utente risponderemo più diffusamente in privato, ma rispondiamo anche in parte qui per chiarire ancora una volta la nostra policy, come studio legale, riguardo all’utilizzo di questo blog.

Questo blog non serve per richiedere consulenze, le risposte che vengono fornite non sono consulenze e sono date sul presupposto che “noi non siamo i vostri avvocati e voi non siete i nostri clienti”. Questo blog serve solo per parlare dei vari istituti giuridici e del significato delle leggi in vigore prendendo spunti dai casi concreti che voi, gli utenti e lettori, ci descrivete. Ma le risposte che diamo sono solo trattazioni generali della materia e, quand’anche esatte, non possono essere prese come punto di riferimento per decisioni personali o lavorative o di qualsiasi altro genere. Se anche, per assurdo, le risposte che forniamo fossero inesatte, non ci sarebbe in capo a noi alcuna responsabilità, è solo uno scambio di opinioni come si potrebbe avere tra un lettore di una rivista tradizionale e la rivista stessa. Il significato del blog è quello di fare cultura giuridica, di illuminare il perchè di certe scelte legislative, di capire meglio alcuni istituti la cui applicazione ha interessato la vita dei lettori e le risposte vengono fornite con la classica formula as is, senza pretesa nè di aggiornamento, nè di completezza, nè di esattezza, senza cioè aver effettuato nè uno studio sulla questione nè un controllo di corrispondenza delle nostre conoscenze sul punto allo stato attuale della materia.

Se avete bisogno di una consulenza vera e propria, allora dovete incaricare un legale.

Anche noi, essendo avvocati, diamo consulenze, che sono poi quello che facciamo per gudagnare.

Per quanto ci riguarda, considerato che, erogando una vera e propria consulenza, dobbiamo verificare quello che diciamo, approfondendo la materia, controllando che corrisponda ancora al diritto attuale, cercare di elaborare dei consigli che possano essere utili per chi ci chiede aiuto e delineare alcune strategie concrete, assumendoci, infine, la piena responsabilità di quello che diciamo, tanto che se il nostro assistito, fidandosi della nostra consulenza, prede decisioni dalle quali gli derivano in seguito danni ce ne può chiedere il ristoro, considerato, dicevo, ciò, la consulenza non può mai essere gratuita.

Possiamo fare un preventivo, questo sì, gratuito, del costo della consulenza, che l’utente può essere poi libero di accettare o meno, sapendo quindi perfettamente cosa spende nel caso accetti, ma la consulenza rimane a pagamento, l’ammontare è di solito di 100€ ma può cambiare a seconda dei valori in gioco e della complessità della questione (per questo facciamo, a chi ce lo chiede, un preventivo).

Dunque, riassumendo:

– se volete una prima informazione generale e senza responsabilità da parte nostra, scriveteci e, se riterremo la cosa di interesse generale, daremo una risposta sul blog, che potrà essere utile per iniziare a capire alcune cose, ma sulla quale per i motivi di cui sopra non si potrà fare affidamento oppure sulla quale potrete farlo ma a vostro esclusivo rischio e pericolo;

– se avete bisogno di una vera e propria consulenza “tagliata” sul vostro caso, incaricateci direttamente o chiedeteci un preventivo.

perché accetti solo un numero limitato di domande a settimana?

Perché sono da solo a scrivere in questo blog e se non mettessi un limite su base settimanale arriverebbero troppe domande e non riuscirei a rispondere a tutti in tempi decenti. Inoltre, sotto un altro profilo, preferiamo evitare anche di «ingolfare» con troppi contenuti i lettori che seguono il blog via mail o rss, pubblicando – salvo rare eccezioni – un solo articolo al giorno, tutte le mattine alle 9. In questo modo, viene gestita la «portata editoriale» del blog.

Se ti sei collegato alla pagina da cui si spediscono i quesiti alla redazione e hai trovato l’indicazione che il limite settimanale è stato superato, prova a rimandare la tua domanda a partire dalla mezzanotte della domenica successiva.

potete indicarmi un avvocato delle mie zone?

No, mi dispiace, non diamo mai indicazioni di altri colleghi dal momento che non possiamo in ogni caso garantire lo stesso livello di qualità del nostro studio. Non che non ci siano avvocati bravi, e anche più bravi di noi, solo non vogliamo prenderci la responsabilità di indicare una persona che non sappiamo, in fondo, come lavora ed il cui lavoro non possiamo controllare direttamente.

Se vuoi, noi operiamo in tutta Italia e anche all’estero direttamente tramite il nostro network. Se ti interessa, funziona così: l’utente incarica sempre innanzitutto il nostro studio centrale di Vignola. Con lo studio centrale, infatti, si concordano i costi della pratica, si scambiano le informazioni di base e si decidono le strategie da adottare.

Fatte queste prime importanti operazioni, tra cui in particolare la definizione di un accordo economico che consente all’utente di sapere sempre che cosa va a spendere, è lo studio di Vignola che incarica un suo referente su Milano, o altrove, per fare tutto quello che è necessario fare sul territorio. Questo referente sarà poi pagato da noi, senza che nessun costo aggiuntivo ricada sul cliente, in base ad accordi che prenderemo noi con lo stesso.

Naturalmente, se l’utente desidera, per motivi tecnici o anche solo emotivi, un legale con cui parlare di persona, non solo al telefono o via chat o via posta elettronica, e non se la sente di venire alla nostra sede, dopo aver conferito l’incarico e raggiunto gli accordi economici, potrà essere ricevuto dal nostro referente sul territorio, senza problemi, ma rimane indispensabile il passaggio preliminare di definizione dell’incarico presso di noi.

Se invece vuoi un legale indipendente da noi, forse ti possono essere utili le nostre indicazioni su come scegliere un avvocato.

ma che cosa significa «avvocati dal volto umano»?

Mi piace molto questa domanda, perchè secondo noi questo breve “motto” vuol dire molte cose. Naturalmente, se queste “cose” fanno poi effettivamente parte del nostro modo di lavorare e rapportarci con la gente non spetta a noi dirlo,  bensì agli altri, però diciamo che sono un po’ i nostri valori, quello in cui crediamo e il modo in cui cerchiamo di operare.

In primo luogo, dal volto umano significa, per un avvocato, essere prima di tutto una persona con la quale si può parlare. Non molto tempo fa, e in alcuni casi ancora oggi, con l’avvocato non si parlava,  ma a lui ci si rivolgeva quasi come se fosse un oracolo, con timore reverenziale di non dire un parola di troppo, con il risultato che spesso si finiva con il non dire quello che era necessario che il legale sapesse. Gli si passavano documenti con lo stesso spirito con cui si infila la mano nella bocca della verità, sicuri che lui avrebbe capito e gestito tutto al meglio, ma, come succede in tutti i casi in cui non c’è vera comunicazione, in realtà questo non sempre accadeva, anzi.

Un avvocato “dal volto umano” poi è un avvocato che cerca di capirti veramente, e ci riesce, anche quando non sai parlare bene nemmeno la lingua Italiana. Alcuni nostri clienti a volte si scusano perchè non conoscono i giusti termini giuridici, ma non sanno che molte persone che vediamo ogni giorno non sono in grado di parlare nemmeno in un Italiano elementare – un po’ per carenze culturli, ma spesso anche per l’emozione del momento – e il nostro preciso compito anche in questi casi è capire ugualmente quello di cui queste persone hanno bisogno. Per fare questo, l’avvocato, prima che un tecnico, deve essere una persona vera, esattamente come tutte le altre che girano per il mondo. Inoltre deve rendersi conto che la infinita varietà delle teste umane, come diceva Muratori, non avrà mai fine e non dare nulla per scontato: può darsi che un obiettivo che parrebbe scontato non interessi nulla ad un cliente, che magari è interessato a tutt’altro; è una indagine da condurre volta per volta, con la giusta curiosità verso il genere umano che deve sorreggere questo tipo di momenti.

Avere un volto umano, poi, significa semplicemente comunque mettersi dalla parte dell’utente, cercare di calarsi nei suoi panni. Chi viene da noi ha un problema, che può preoccuparlo in gradi diversi – dalla quasi indifferenza alla più totale devastazione come in alcune separazioni ad esempio – e si aspetta di ricevere un buon servizio legale dal punto di vista tecnico, con chiarezza per quanto riguarda i costi, perchè la mancanza di chiarezza sul punto non farebbe altro che aggiungere preoccupazione su preoccupazione e, oltre agli aspetti tecnici, desidera la consapevolezza di aver messo la propria questione in mano alla persona che meglio di altri può risolverla o gestirla, che è l’unica cosa che può dargli sollievo. Con il chè si torna al problema centrale della comunicazione, dell’avere un “viso aperto” quando si parla, perchè giustamente il cliente vuole e deve avere fiducia nel proprio legale, ma perchè questo avvenga è indispensabile che il cliente possa parlare o comunque esprimersi, che il legale lo capisca e che, infine, il cliente si accorga di essere stato adeguatamente compreso.

Questo, più o meno, quello che significa, secondo noi, essere avvocati “dal volto umano”, cioè essere avvocati con cui si può parlare e che capiscono le tue esigenze, anche non tecniche. Ci sono poi alcune cose che a volte vengono confuse con il volto umano, ma che in realtà non c’entrano niente.

Ad esempio, alcune persone evidentemente pensano che avere un volto umano significhi dare spazio a tutti quelli che girano per internet alla ricerca di qualche legale cui scroccare consulenze. In realtà, invece, noi, proprio perchè abbiamo un volto umano, ed è assolutamente umano voler guadagnare dal proprio mestiere, non facciamo e non faremo mai consulenze gratuite. Le consulenze, chi le vuole, le deve pagare, altrimenti c’è il blog a disposizione dove si parla degli istituti in generale, con osservazioni che, se gli possono essere utili, sono e rimarranno sempre a sua disposizione. Tramite il blog pensiamo di dare veramete una mano, tutti i giorni, a tante persone, ma solo attraverso le considerazioni generali contenute al suo interno – e comunque il nostro spirito filantropico non può giungere fino al lavorare gratis, cosa che non sarebbe assolutamente umana :-) .

Altri, poi, confondono il volto umano con la sbracatura. In realtà, noi diamo volentieri del tu e ci facciamo dare del tu a e da tutti, ma sempre con grande rispetto. Non bisogna confondere la colloquialità con la sbracatura, che sono due cose molto diverse. Noi siamo per uno stile informale e contro i salamelecchi, perchè questi ultimi non ci piacciono in sè (Leo Longanesi dissi una volta una cosa meravigliosa: “I suoi elogi mi rimasero sulla giacca come macchie d’unto”) e poi perchè sostanzialmente fanno solo perdere tempo e ostacolano una vera comunicazione, però questo non significa che ci faccia piacere, ad esempio, ricevere telefonate a casa, fuori orario d’ufficio, quando siamo in famiglia.

Infine, dal volto umano non significa che siamo qui per tenere la mano ai nostri clienti e consolarli, ma per lavorare seriamente per cercare di risolvere i loro problemi. Come dice House, un favoloso personaggio di  fantasia: “Tu cosa preferisci? Un medico che ti tenga la mano mentre muori o uno che ti ignori mentre migliori?” Per noi i problemi dei clienti non si risolvono consolandoli con lunghi colloqui e disquisizioni, ma cercando di lavorarci sopra, cosa poco compatibile con le lunghe telefonate e gli appuntmenti infiniti. Noi stessi diffidiamo dei professionisti che si intrattengono molto con gli assistiti, perchè significa che poi difficilmente hanno tempo da dedicare al loro lavoro. La consolazione e il sollievo che può derivare ai nostri clienti viene dalla consapevolezza di aver preso un persona che lavorerà sui loro problemi, in silenzio e dietro le quinte magari, con le giuste riflessioni e i giusti tempi, ma non da continui e inconcludenti colloqui, che semmai dovrebbero dare la sensazione di stare solo perdendo tempo.

quali sono le domande che non si possono mandare al blog?

Ci arrivano spesso domande cui non possiamo rispondere, almeno non in questo blog, che è uno strumento limitato e ben diverso dalla consulenza professionale tradizionale, avvenga quest’ultima di persona o tramite gli strumenti della mail, della chat e così via.

Abbiamo pertanto deciso di scrivere un piccolo elenco di domande che è inutile, o quasi, farci, perchè non è possibile darvi una risposta che abbia una qualche utilità sul blog.

Ecco a voi, scritte a mo’ di FAQ per semplificare.

  1. Quale può essere la misura del mantenimento che dovrò pagare al mio coniuge  o ai miei figli in caso di separazione? In questo caso, la domanda non è impossibile di per sè, ma richiede un esame della situazione concreta della famiglia in tutti i suoi numerosi dettagli che può avvenire solo in un contesto di consulenza professionale. Se volete acquistare una consulenza, naturalmente potete farlo. Ma purtroppo nel blog ci è impossibile dare una risposta, che vada al di là di generiche indicazioni, che sono già contenute nei numerosi post già pubblicati sull’argomento, che potete leggere qui. Gli utenti pensano che sia sufficiente conoscere i redditi dei due partner per poter dare una risposta, in realtà bisogna sapere di chi è la casa familiare, a quale titolo è detenuta, quali sono le attività dei figli, se questi seguono attività extrascolastiche importanti, se frequentano scuole particolari, se hanno particolari problemi o esigenze sanitarie, come deve essere sistemata la famiglia dopo la separazione e dozzine di altri dati importanti. Inoltre, la determinazione della misura di un mantenimento varia, quanto a metodo, a seconda che ci si trovi in un contesto di consensualizzazione della crisi familiare ovvero che debba essere valutata in vista di una probabile sede giudiziaria. Infine, in ogni caso, la misura del mantenimento non è mai il risultato dell’applicazione di criteri matematici a dati di partenza, ma i dati di partenza vengono utilizzati per fare considerazioni di equità e di tutela spesso dei minori, fatte nei contesti consensuali dalle parti stesse e, in quelli giudiziali, direttamente dal giudice: il metodo quindi è rispettivamente la negoziazione o la preparazione di una buona e ben documentata difesa.
  2. Come posso fare per non pagare l’assegno di mantenimento al mio ex coniuge o ai miei figli? Come faccio per non pagare i miei creditori? Non corrispondere gli alimenti è un illecito sia civile sia penale e nessun professionista con un briciolo di sale in zucca o di serietà darà mai consigli di questo genere su di un blog pubblicato sulla rete internet. Analogamente, non si possono dare consigli su come non pagare i propri creditori, tra cui il fisco, e quindi anche su come non pagare le tasse.
  3. Come andrà a finire la mia separazione se diventerà giudizialeImpossibile a dirsi, ci sono troppi fattori. Acquistando una consulenza, quindi un impegno e un lavoro preciso del nostro studio, sul punto comunque saremmo in grado di dare solo risposte generiche e fare valutazioni di massima, che possono anche essere utili ma che non sono assolutamente precise come vorrebbe l’utente.
  4. Potete vedermi se questo contratto o questa lettera vanno bene? Non a livello di blog, perchè diventa consulenza professionale. Nel blog ci limitiamo a esprimere considerazioni generali sugli istituti giuridici, prendendo solo spunto dai casi concreti. Se qualcuno vuole la nostra consulenza sul suo caso specifico, la deve acquistare e pagare. Non c’è solo un profilo di profitto in questa cosa, ma anche di responsabilità. Finchè parliamo in generale degli istituti, non c’è nessuna responsabilità in caso di errori da parte nostra. Se invece esaminiamo un caso particolare e diamo una risposta tagliata su quello, potrebbe ben esserci la nostra responsabilità e allora è giusto che la cosa venga fatta in regime di consulenza a pagamento, che comporta che ci possiamo dedicare il giusto tempo. Leggi le nostre condizioni generali per maggiori dettagli. Altroesempio.
  5. Ho subito un incidente e mi sono rotto la mano, ho un gomito che fa contatto col piede e la sesta vertebra incrinata? Quanto può essere il mio danno? Lo può dire solo un medico legale, noi siamo avvocati e probabilmente non distingueremmo se ce li mettessero davanti un osso di una gamba da uno di un braccio :-) Noi lavoriamo solo sulla base di quello che ci dice il medico legale. Se esistesse mai un blog di un medico legale simile al nostro, nemmeno lui potrebbe darti una risposta, perchè è sempre necessario visitarti prima di dirlo. Consiglio finale: se trovi un avvocato che senza aver saputo cosa ti ha accertato un medico legale ti dice che prenderai tot lascialo perdere perchè non è serio e probabilmente vuole solo invogliarti. Per maggiori dettagli, consultaquesto post.
  6. Domande, in generale, avulse dal contesto ed enucleate dal lettore. Vedi ad esempio qui.
  7. Richieste di consulenza gratuita: noi non facciamo assolutamente consulenze gratuite, chi vuole andare a scrocco stia alla larga per piacere! Vedi la spiegazione in questo post.

potete rispondermi con urgenza?

Non nel blog, mi dispiace. Se hai bisogno urgente di informazioni legali,  puoi valutare di acquistare, da noi, una consulenza o comunque di incaricare un avvocato di tua fiducia, specificando entro quanto tempo hai bisogno di una risposta e accordandoti con lui per avere quel che ti serve nel tempo che desideri.

Per quanto riguarda il blog, rispondiamo alle domande esattamente nell’ordine in cui ci arrivano, senza mettere davanti o dietro nessuno e, pubblicando un solo articolo al giorno, per ragioni di gestione del flusso editoriale, può volerci molto tempo anche per la sola pubblicazione della risposta, pur dopo che è stata già scritta.

potete rispondermi via mail?

Certo, anzi, se ci dai anche il tuo indirizzo ti mandiamo pure un mazzo di fiori tramite Interflora 😉 Scherzi a parte: no, mi dispiace. Per avere risposte private e personali, potete, se credete, valutare di acquistare una consulenza. A tutte le domande che invece inviate al blog sarà data risposta solo tramite pubblicazione nel blog (ovviamente non ci saranno i vostri dati personali, nè quelli di altri). Se quello di cui avete bisogno è riservatezza, dovete incaricare un legale e godere così a tutti gli effetti di un rapporto privato coperto dal segreto professionale.

ho un problema legale: è meglio che acquisti una consulenza o che mandi una domanda al blog?

Vediamo le differenze tra acquisto di una consulenza e invio di una domanda al blog, che conviene elencare per punti.

  1. Innanzitutto la consulenza è a pagamento, mentre inviare una domanda al blog è gratuito e non comporta spese di nessun genere. La consulenza costa 100€ più accessori di legge  e può essere pagata nei modi indicati nella pagina dei pagamenti. Per inviare la domanda al blog, invece, è sufficiente compilare la pagina che si trova a questo indirizzo. Per sapere il costo esatto della consulenza, che peraltro è diverso per i privati da un lato e per le aziende (e altri soggetti a ritenuti di acconto) dall’altro, puoi collegarti, senza impegno, alla pagina per l’acquisto, senza poi fare l’acquisto.
  2. La consulenza ti garantisce una risposta entro due giorni lavorativi dalla ricezione del pagamento. Delle lettere che vengono ricevute, invece, la redazione si occupa a tempo perso, dopo aver smaltito il lavoro dei clienti paganti, a cui giustamente bisogna dare la priorità e quindi può trascorrere anche molto tempo per avere una risposta, variabile anche a seconda del collaboratore a cui viene assegnato il quesito. Non è nemmeno garantita una risposta a chi sottopone il suo caso al blog, anche se fino ad oggi siamo riusciti a rispondere pressochè a tutti, come testimoniano gli oltre 2000 post pubblicati in un paio d’anni.
  3. La risposta che ottieni acquistando una consulenza è una risposta particolare, creata appositamente per il tuo singolo caso, che tiene conto di tutte le sue peculiarità ed è diretta specificamente a darti i consigli e le informazioni necessarie per affrontarlo al meglio. La risposta sul blog, invece, è una trattazione generale degli istituti che prende solo spunto dal tuo singolo caso per parlare, appunto, degli istituti coinvolti in linea generale: può essere che ti sia utile, e molte volte lo è, ma non necessariamente.
  4. La risposta ottenuta tramite la consulenza non viene pubblicata sul blog e viene mantenuta la privacy al massimo grado, la risposta alla domanda per il blog viene sempre pubblicata sul blog, perchè è una attività gratuita che non facciamo solo per te ma anche per noi, per uso interno, e per tutto il pubblico, anche se vengono omessi tutti i riferimenti personali e particolari, e quindi la privacy è meno tutelata. Nonostante sia per uso interno, è solo la tua privacy ad essere tutelata quando acquisti una consulenza, naturalmente: la risposta scritta che ti mandiamo la potrai fare vedere a chi preferisci: familiari, parenti, amici, altri interessati e anche altri avvocati o altri professionisti.
  5. La consulenza è erogata nell’esercizio della nostra attività professionale e ci assumiamo tutta la responsabilità di quello che diciamo: se c’è qualcosa di sbagliato che cagiona danno all’utente, ne rispondiamo, personalmente o tramite la nostra assicurazione. La risposta data sul blog, invece, è fornita as is efruita dall’utente a suo rischio e pericolo e non ce ne assumiamo nessuna responsabilità per eventuali inesattezze, incompletezze e persino vizi nella risposta stessa.
  6. La domanda che puoi mandare al blog è limitata nel numero dei caratteri, per evitare quesiti che, per essere affrontati nel nostro tempo libero, sarebbero troppo pesanti, mentre naturalmente non c’è alcun limite nel quesito che puoi mandare quando acquisti una consulenza. In quest’ultimo caso, inoltre, puoi mandare allegati come lettere, contratti, planimetrie perchè li esaminiamo e valutiamo, cosa che invece non è possibile fare sottoponendo il caso al blog.
  7. Al caso sottoposto al blog diamo sempre esclusivamente risposta per iscritto, tramite pubblicazione sul blog, cui può seguire qualche commento, sempre compatibilmente con il nostro tempo libero. Chi acquista una consulenza invece può invece chiedere, oltre alla risposta scritta, anche un paio di colloqui telefonici nel corso dei quali chiarire meglio la materia o avere ulteriori informazioni.
  8. Una consulenza la puoi chiedere sempre, 24 ore su 24 tutti i mesi dell’anno, compresi quelli festivi, mentre l’invio delle domande al blog è solitamente sospeso durante le ferie estive e natalizie.
  9. La sottoposizione del proprio caso al blog è un servizio destinato esclusivamente agli utenti finali e non anche gli avvocati. I colleghi che vogliono consigli dal nostro studio devono necessariamente acquistare una consulenza (oppure possono valutare di iscriversi a Legalit).

In conclusione, se hai urgenza, se non vuoi che il tuo caso, anche anonimamente, sia pubblicato su internet, se vuoi una risposta professionale e sulla quale poter contare, ti conviene valutare di acquistare una consulenza. In tutti gli altri casi, puoi sottoporre la tua domanda al blog.

posso avere una consulenza gratuita?

Assolutamente no, mi dispiace. Puoi acquistare una consulenza, oppure inviare una tua domanda al blog, ma non ci sono altri modi di chiederci informazioni, perchè noi, per scelta ponderata, non facciamo consulenze gratuite. Con il blog, lasciamo aperta la porta a tutte quelle persone che o non possono permettersi un legale o non hanno un motivo così stringente per acquistare subito una consulenza, ma ci lavoriamo con il giusto grado di priorità e senza danneggiare i nostri clienti paganti, che avendo acquistato un servizio, hanno diritto ad una assistenza di prim’ordine e che il nostro tempo sia dedicato quasi esclusivamente a loro.

Un altro motivo per cui non ci va di dare consulenze gratuite è che tutto quello che comunque dice un avvocato può comportare danni per il cliente e di conseguenza responsabilità dello stesso. Quindi non ci piace il fatto che una persona possa riportare un danno in base ad un consiglio elargito sì gratuitamente, ma senza la necessaria ponderazione della materia e magari senza le ricerche che sarebbero state necessarie, con conseguente danno, di immagine per il nostro studio e concreto per l’utente.

Noi, insomma, non chiudiamo la porta in faccia a nessuno, ma la lasciamo aperta quel tanto che ci è consentito senza cagionare danni a noi e agli altri. Abbiamo semplicemente regolamentato la cosa, distinguendo tra due diversi approcci: l’acquisto di una vera e propria consulenza, che non è mai un problema, ma è il nostro lavoro di tutti i giorni, e l’utilizzo del blog, che va bene finchè è regolato come diciamo noi, cioè senza tempi certi di risposta e soprattutto senza alcuna responsabilità da parte nostra.

che senso ha postare lo stesso aggiornamento su diversi account?

Ho diversi account twitter e pagine facebook, a seconda dell’argomento che mi interessa. Ad oggi, ad esempio, ho i seguenti account twitter (quelli su fb più o meno corrispondono):

  • tsolignani, il mio principale, ma anche molto più «personale» rispetto agli altri
  • avvocatidvu, quello collegato al blog e in cui parlo di diritto e vita forense
  • legalegratis, per i non abbienti che hanno diritto al patrocinio a spese dello Stato
  • familiajus, sul diritto di famiglia e il mio libro in materia
  • 9storie, sul mio libro fantasy «9 storie mai raccontate»
  • supercibo, sull’alimentazione naturale
  • born2bgeek, sulla cultura geek
  • crimenjus, sul diritto penale e il mio compendio di diritto penale, parte generale

Ogni volta che pubblico un aggiornamento di stato, scelgo gli account a cui è relativo per argomento. Ad esempio, se si tratta di uno status giuridico, lo pubblico su avvocatidvu e, se riguarda il diritto di famiglia, anche su familiajus e/o anche il diritto penale anche su crimenjus.

Allora posso cancellarmi a tutti gli account e tenere solo il tuo account principale tsolignani per evitare ripetizioni? Puoi fare ovviamente quello che vuoi, tieni presente che non esiste un account in cui pubblico indistintamente tutti i miei aggiornamenti. Credo che dovresti decidere in base ai tuoi interessi, se poi qualche volta arrivano dei duplicati sempre meglio che perdere dei contenuti che potrebbero interessarti.

perchè siete così fissati coi pagamenti quando vi definite «dal volto umano»?

Beh, è umanissimo desiderare di essere pagati per il proprio lavoro svolto correttamente, e avvocati dal volto umano non si riferisce a professionisti che prestano il proprio lavoro gratuitamente, ma piuttosto che lo prestano con certe modalità, più dirette e informali, di quelle cui sono abituati gli utenti quando si rivolgono ad un legale.

Alcune persone si rivolgono ad un avvocato per chiedere «un’informazione» e ci rimangono male quando l’avvocato risponde loro che per dare questa informazione è necessario pagare 100 euro e acquistare una consulenza. Alcuni, in tali casi, si convincono addirittura che gli avvocati siano dei veri e propri stronzi tali che, se li fermi per strada per chiedere ad esempio dove si trova viale Verdi, si rifiutano di risponderti perché non li paghi.

In realtà, posso assicurare che personalmente ho sempre dato tutte le indicazioni stradali che mi sono state richieste, e che così fanno tutti i colleghi che conosco.

Il fatto è che quello che gli utenti credono che sia «solo un’informazione» non è quasi mai in realtà … solo un’informazione.

Un’informazione, in questo senso, si avrebbe se un utente ad es. mi chiedesse qual’è l’articolo di legge che definisce il concetto di proprietà. In quel caso, non avrei alcuna difficoltà a dirgli che si tratta dell’art. 832 cod. civ.

Semplice, come dire dove si trova viale Verdi.

Il fatto, però, è che agli utenti «informazioni» di questo genere non servono a niente! Del resto, il codice civile c’è in tutte le librerie e si può anche leggere su internet senza problemi, il problema è che in mancanza di una adeguata preparazione giuridica leggerlo è semplicemente inutile, perchè sostanzialmente incomprensibile.

In realtà, chi ha un problema giuridico innanzitutto deve impiegare il tempo dell’avvocato che interpella per almeno mezzora, spesso di più. Quindi c’è un tempo che l’avvocato deve impiegare per stare semplicemente ad ascoltare il problema, fare domande (perché quasi sempre gli utenti non dicono le cose davvero importanti) estrarre i dati fondamentali, mettere tutto in ordine e capire il problema.

Se non siete ancora convinti, provate a fare questo esperimento.

Prendete la macchina e andate per la strada. Fermate il primo pedone che vedete e fategli questa domanda: «Buonasera signore, mi scusi solo un attimo, mi occorrerebbe un’indicazione. Io ho un problema alla bocca, mi fanno male i denti. Peraltro credo che si tratti di uno strascico di un intervento che ho subito circa 5 anni fa, quando abitavo a Genova. In quel periodo andavo da un dentista che era bravissimo, però adesso che abito qui non posso andarci, tanto più che non so nemmeno se riuscirò a dormire stanotte. Ma aspetti, dunque, dicevo che il problema è sicuramente ad un molare inferiore. Ho provato a trattarlo con gargarismi a base di tintura di iodio, ma non sono riuscito ad ottenere alcun miglioramento, si figuri che è una settimana che li faccio tutti i giorni, mattina e sera, ma non ho notato alcun cambiamento. Insomma, la faccio breve, non voglio tediarla oltremodo.Lei potrebbe indicarmi un dentista in città specializzato in problemi ai molari inferiori che non traggono giovamento nemmeno da ripetuti gargarismi, magari dandomi insieme all’indirizzo anche il suo numero di telefono?»

Poi fatemi sapere se questa persona non vi manda a quel paese.

Un conto è chiedere «dov’è viale Verdi», un altro è chiedere ad un altro di fare il lavoro necessario per capire quale è la via nella quale devi dirigerti tu.

Per questo sono spesso pignolo nei pagamenti, perché se mi devo occupare di un tuo problema di non immediata soluzione o evidenza ci devo mettere almeno un’ora, tra il capirlo e il darti delle indicazioni in un linguaggio e con uno stile che tu possa capire, e non esiste nessun lavoratore al mondo che regala ore del proprio tempo.

Io sono anche corretto: ti dico prima quali sono i costi, così tu puoi decidere, e confermare o meno l’appuntamento e la consulenza. Valuti se vale la pena investire una certa parte del tuo denaro per ottenere la mia attenzione e i miei consigli. Richiedo analoga correttezza a te, perché io per venire a fare un appuntamento con te devo organizzare la mia vita e la mia famiglia, spesso assumendo una baby sitter per la cura dei miei figli.

hai altri blog oltre a questo?

Ad oggi ne ho altri due, entrambi non giuridici:

  • tsolignani.me, squisitamente personale, con riflessioni, aforismi, battute e molto materiale che poi confluisce nella mia attività di scrittore
  • snippetti, un blog dove «ritaglio» e raccolgo parti interessanti di tutto quello che mi capita di leggere

perchè per iscriversi alla newsletter del blog occorre dare conferma via mail?

Perchè qualche buontempone potrebbe usare il tuo indirizzo per iscriverlo alla newsletter, in questo modo tu riceveresti posta indesiderata e noi faremmo la figura degli spammer. Se, invece, tu sei obbligato a fare clic su un link inviato alla tua casella di posta elettronica, questa eventualità è esclusa, perchè significa che l’indirizzo è realmente di chi ha richiesto l’iscrizione. È un po’ una scocciatura in più, ma purtroppo necessaria per evitare pasticci vista la gente che circola su internet.

qual’è il miglior sito italiano per la consultazione dei testi di legge?

Normattiva (con due «t»), raggiungibile al corrispondente indirizzo normattiva.it, il progetto dello Stato italiano per consentire la consultazione dei testi di legge nella loro versione vigente. Se consulti la Gazzetta Ufficiale, infatti, vedi sempre il testo storico della legge, ma potrebbero essere intervenute modifiche, anche molto importanti. Il sito normattiva (scritto, proprio per questo, con due «t») promette invece di fornire il testo vigente, con la possibilità di andare a ritroso e vedere il testo storico. A mio giudizio, a livello gratuito è il sito migliore e da tenere come riferimento, tanto che l’ho indicato anche nella mia Guida alla separazione e divorzio.

Per ulteriori approfondimenti, puoi leggere questo eccellente articolo di Daniele Marongiu per LeggiOggi

perchè dici sempre che non vuoi salamelecchi?

«I suoi elogi mi restarono sulla giacca come macchie d’unto»

Leo Longanesi

 

Perchè io non scrivo in questo blog, non rispondo alle persone, per sentirmi dire che sono «gentile», «disponibile», per sentirmi dare del «lei» o altre cose del genere. Capisco che chi lo scrive voglia solo essere cortese, e che sia in fondo un modo per ringraziare, e da questo punto di vista apprezzo il gesto, appunto perchè lo considero non letteralmente ma per l’intenzione che ci sta sotto.

Vorrei però che fosse sempre chiaro che non ho fondato e mantengo questo blog per pura filantropia, o per essere gentile o rendermi disponibile nei confronti di persone che, sino ad un’eventuale occasione di contatto o conoscenza concreta, sono e rimarranno sempre per me dei perfetti sconosciuti, completamente estranei alla mia vita, alla mia famiglia e ai miei problemi. Gestisco questo blog, invece, per due motivi principali molto concreti che sono:

  • a) la passione per il diritto e il confronto sul campo con i problemi concreti e le persone che ne sono portatrici, che mi fanno sempre imparare qualcosa;
  • b) la possibilità di avere occasioni di lavoro (tramite il blog infatti la gente vede cosa mi occupo, con quale mentalità affronto i problemi e qualcuno, ogni tanto, decide di incaricarmi come suo avvocato).

Tutto il resto è un po’ un’ipocrisia: voi siete sul blog perchè avete un problema legale, altrimenti sareste sul sito di un’agenzia di viaggi; io sono qui perchè mi è toccato in sorte di lavorare nel settore giuridico: nessuno di noi due è qui per scambiarsi squisitezze o per celebrare la famosa «cortesia degli sconosciuti» 😉

Per cui, scriviamoci come se ci guardassimo negli occhi. Datemi del tu, e chiedete quel che vi pare. Se potrò rispondervi, nei limiti di tempo che mi lascia il lavoro dello studio e considerando lo spirito e i motivi di cui sopra, lo farò. Se lo farò, sarà comunque sempre volentieri e un piacere prima per me che per voi. Potrete ringraziarmi, se volete, ma non incensatemi: non è il caso, non sarebbe nemmeno giusto.

come mai non riesco a inviare le mie mail al gruppo ma le ricevo regolarmente?

Ciao Tiziano, quando rispondo da posta elettronica ottengo questa risposta dal sistema. Per inserire il mio contributo debbo pertanto accedere da browser. Hai qualche suggerimento ? 

—–Messaggio originale—–

Da: Mail Delivery Subsystem [mailto:mailer-daemon@google.com

Inviato: giovedì 3 gennaio 2013 18:17

A: xxx

Oggetto: Delivery Status Notification (Failure)

Gentile xxx, 

Ti scriviamo per farti sapere che il gruppo che hai cercato di contattare

(legalit) potrebbe non esistere o che potresti non disporre

dell’autorizzazione per postare messaggi a questo gruppo. Altre possibili

cause possono essere le seguenti:

* Il nome del gruppo potrebbe contenere errori ortografici o non essere

formattato correttamente.

* Il gruppo potrebbe essere stato rimosso dal proprietario.

* Potrebbe essere necessario iscriversi al gruppo prima di ricevere

l’autorizzazione per postare messaggi.

* Il gruppo potrebbe non essere aperto per il post dei messaggi.

Per domande relative a questo o ad altri gruppi Google, visita il Centro

assistenza alla pagina http://groups.google.com/support/?hl=it.

Grazie,

Google Groups

I nostri gruppi di discussione, attualmente ospitati da google, accettano mail in ingresso solo se queste provengono da indirizzi email di persone iscritte alla lista. Purtroppo alcune persone che usano diversi indirizzi di posta elettronica si «dimenticano» di usare, per scrivere alla lista, lo stesso indirizzo sul quale ricevono i messaggi, quello con il quale sono iscritti, magari perchè vedono tutti i messaggi insieme indipendentemente dall’account di provenienza. La ragione di questa limitazione è nella necessità di evitare lo spam, se tutti potessero scrivere al gruppo ci sarebbe tutti i giorni una discreta quantità di posta spazzatura. Bisogna semplicemente ricordarsi di usare lo stesso indirizzo su cui si ricevono i messaggi.

per le cose legali, mi posso fidare di quel che trovo su internet?

È un problema molto attuale: ultimamente infatti, sempre più spesso capitano a studio molte persone che hanno evidentemente fatto ricerche su internet sul loro problema di tipo legale.

Il problema purtroppo, però, è che raccogliere informazioni senza avere una preparazione giuridica generale e sistematica di base, con la quale collocare e “leggere” adeguatamente ognuna di esse è quasi sempre poco utile e, in qualche caso, addirittura dannoso, perché confonde ancora di più le idee.

Inquadrare correttamente in diritto un caso concreto è una cosa che richiede almeno un decennio (e, per molti problemi, anche ben di più) di studi e di esperienza pratica e processuale, una capacità che – mi dispiace dirlo, ma più che la categoria amo dire quella che mi pare la verità – nemmeno tutti gli avvocati dimostrano sempre di padroneggiare.

Per non dire del fatto che ogni caso e ogni situazione è diversa dall’altra, mentre su internet quasi sempre si trovano solo articoli generali sui vari istituti giuridici (e non potrebbe essere diversamente), mentre in diritto anche un piccolo dettaglio o particolarità può fare una importantissima differenza o dare una opportunità.

Sulla rete si può dare un’occhiata per avere un primo orientamento, la classica infarinatura, ma quando si ha bisogno davvero bisogna interpellare un avvocato, raccontargli il problema e lasciare che sia lui a dare le indicazioni del caso. Anzi, piuttosto internet può servire magari proprio per trovare quell’avvocato che possa sembrare competente per il problema in questione.

È vero che così ci si deve necessariamente fidare, ma questo vale per ogni settore della vita: anche quando vai dal meccanico, o da qualsiasi altro artigiano o fornitore, ti devi fidare, perché nessuno può essere esperto di tutto e qualsiasi fornitore in mala fede potrebbe, per converso, approfittarsi di te e danneggiarti. La vera cosa importante è appunto il saper scegliere volta per volta le persone con cui collaborare e in cui si pensa di poter riporre con tranquillità la propria fiducia.

Una cosa che al riguardo si può fare è usare internet dopo aver avuto una consulenza da un avvocato, per informarsi sulle osservazioni ricevute dal legale, per vedere se paiono fondare, oppure, per casi particolarmente importanti, sentire il parere di un secondo avvocato. In questi casi, la consulenza on line, che è quasi sempre redatta per iscritto, può essere più comoda, perché il parere reso da un legale può essere sottoposto ad altri professionisti, per sentire che ne pensano.

qual’è il modo migliore per inviarvi una mail

Crei un nuovo messaggio, vai direttamente al punto, invii il messaggio. Taglia tutto quello che non è strettamente necessario, schiarisciti le idee prima di scrivere, chiedi a te stesso: cos’è che mi serve sapere da loro? E poi scrivi quello e solo quello.