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La morte di Ivan Il’ic: alcune riflessioni.

Mentre voi facevate storie animate su Instagram, mi sono riletto La morte di Ivan Il’ic del puttaniere Lev Tolstoj, in questa edizione, purtroppo solo cartacea, di Adelphi, che contiene anche il racconto Tre morti più altri inediti.

Senza la pretesa di fare la recensione di un’opera e di un autore così importanti, alcune riflessioni in ordine sparso.

Il tema della morte é oggi decisamente il grande assente nelle nostre vite, se si considera che un tempo ogni vita veniva vissuta pensando anche al momento della morte e in misura della stessa, come un momento essenziale, un’altra faccia della medesima.

Oggigiorno invece si tende a svicolare, a glissare, come se la morte fosse un qualcosa cui non siamo comunque tutti destinati, come se fossimo destinati a non morire mai, ed è un peccato perché chi pensa di non morire mai finisce per non vivere veramente nemmeno un solo giorno.

Comunque, ripercorrendo questo racconto, ho considerato che ogni tanto bisognerebbe davvero rileggere i classici, lasciarsi meravigliare dalla ricchezza di dettagli dell’affresco che tratteggiano e dalla profondità di conoscenza sia dell’animo che dell’esperienza umana che questi autori sembrano avere, in particolare i grandi scrittori russi.

Con questo racconto, un testo che si legge in un paio d’ore, torniamo a confrontarci con temi essenziali della nostra presenza su questa terra, tra cui il senso della vita, e il significato della morte, che, come tale, può arrivare all’improvviso, anche per effetto di un banale incidente domestico, come accade ad Ivan.

Leggere, peraltro, se si riesce a farlo con la dovuta attenzione, é sicuramente una forma di meditazione e, ulteriormente, una forma di cura, perché la gestione dell’attenzione – come sottolineato dalla Cinotti – é essa stessa una cura, considerando che la focalizzazione ci fa stare meglio, mentre il suo contrario, che si ha quando l’attenzione viene lasciata libera di pascolare e vagare, finisce per farci stare peggio.

Adotta anche tu un libro per un paio d’ore 😉

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Di Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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