Gli Amanti: come scegliamo il partner.

L’innamorato. *

Oggi torno a parlarti di amore, anche stavolta da una prospettiva particolare, e con un filo narrativo ancora più peculiare, partendo dalla carta degli innamorati dei 21 arcani maggiori.

Sai che nella mia pratica di counseling uso, come già altre persone che si sono occupate di cura a livelli ben più alti e prestigiosi prima di me, come Jung, gli arcani maggiori, perché li ritengo uno strumento con cui, a volte, riesco a parlare più efficacemente con le parti profonde della persona con cui sto lavorando.

Come è noto, l’inconscio è probabilmente una dimensione preverbale, in cui il «linguaggio» utilizzabile è quello del simbolo, con la conseguenza che il sistema didascalico dei tarocchi è spesso più efficace di tante illustrazioni, spiegazioni, di tanti ragionamenti e così via – è una cosa che ho toccato con mano più volte.

Ti parlo, dunque, di amore e di uomini, maschi e femmine, e di come siamo fatti, a partire dall’arcano n. sei, l’Innamorato o gli Amanti.

L’amore è una scelta. *

L’amore è una scelta. È la scelta più importante della nostra vita, ma non la facciamo noi. Amare significa eleggere una persona su miliardi, in fondo uguale a tutte le altre, come un chicco di grano tra milioni, a quell’unica che ci fa vibrare quando la vediamo, pensiamo, nutriamo, alleviamo e curiamo.

Si sceglie un volto, un tratto, una linea del collo intravista in un commiato, un carattere, ma si sceglie anche un insieme complessivo che è infinito e che non sapremo mai capire, l’essenza immortale della persona da noi prediletta.

È la parte nascosta dentro di noi che sceglie, non è la nostra mente, che è solo schiuma di superficie, solo noi moderni siamo stati così cretini da pensare che fosse il fulcro della nostra esperienza, la realtà è che siamo pieni di istinti antichi che sono molto più intelligenti di noi.

Il fascino invincibile della diversità. *

La nostra essenza sceglie, di solito, la persona che ha un punto di vista diverso, che ride quando noi piangiamo, o magari non ride quando una cosa ci fa sbellicare, che però ci fa ridere o riflettere perché ha pensieri che a noi non sarebbero mai passati per la testa – quante unioni sono nate dalle risate -, quella che ci dà un paio di occhi diversi per vedere il mondo.

Quando vogliamo solo divertirci e ammazzare il tempo, vogliamo una persona con i nostri stessi interessi, il nostro stesso modo di vedere le cose, di pensare, con cui condividere una passione per una squadra di calcio, una serie tv, un videogioco, un locale… E quelli sono gli amici.

Ma quando vogliamo riprodurci, accoppiarci, vivere l’amore andiamo sulla persona che ha meno in comune possibile con noi, perché la natura vuole la diversità, io voglio la diversità, voi la volete, tutti la vogliamo.

Solo le donne che prendono la pillola anticoncezionale, e che non sono del tutto donne perché non posso essere mamme, tendono a preferire come amanti persone simili a loro, salvo poi ritrovarsi, quando smettono di assumerla, con partner che non hanno per loro più alcun sapore: allora pensano di non amarli più, in realtà non li hanno mai amati davvero.

Ecco perché l’arcano dell’innamorato raffigura un uomo tra due donne.

Perché nella loro profonda, misteriosa e antica saggezza i trionfi ci dicono che l’amore è sempre una scelta, non della nostra mente, ma della parte più vera di noi (la luna), della nostra essenza immortale; la nostra mente non sa assolutamente niente di questa scelta, ma tutto il resto di noi lo sa, anzi lo sente, perfettamente.

Siamo animali leganti e ci vincoliamo non a chi è uguale a noi, ma a chi è profondamente diverso da noi, a chi ci farà sempre soffrire, tribolare, discutere, a chi ci umilierà profondamente, giorno per giorno, ora per ora, sudare, piangere, disperarci, ma con cui abbracciarsi e fare la pace sarà meraviglioso, con cui andare a letto sarà travolgente e unico.

Sappiamo che tutto questo non può avvenire con un amico, ci vuole qualcosa di molto più sporco e noi vogliamo sporcarci, accettiamo il partner che la nostra essenza ci impone con la stessa saggezza con cui accettiamo senza fare alcuna piega i figli che ci manda Dio, non li abbiamo scelti noi, non li abbiamo disegnati noi, ma sentiamo che tutto ci lega a loro.

Conclusioni. *

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Vuoi iniziare un percorso di counseling in cui praticare le cose indicate in questo articolo e altre per stare sempre meglio e crescere giorno dopo giorno? Chiama lo 059 761926 per concordare un primo appuntamento presso lo studio di Vignola o, se sei lontano o lontana, organizzarci diversamente.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Michele Sfregola says

    Vorrei capire cosa intendi per “sporco” e “più sporco” in affermazioni che non riesco a condividere.
    Grazie, da un tuo lettore quotidiano.

Trackbacks

  1. […] Come scegliamo il partner […]

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