Counseling e professione forense: che c’azzeccano?

Mi hai chiesto come mai, ultimamente, parli sempre più spesso, su questo blog e nelle reti sociali, di argomenti non più legati ai problemi legali in senso stretto ma alla cura, alla crescita personale e al counseling.

Non capisci cosa c’entri tutto ciò con la professione forense e come possa un avvocato occuparsi di cose del genere che appartentemente sembrano molto lontane.

In realtà, é tutto molto più intimamente collegato di quel che possa sembrare.

Sono, infatti, diventato #counselor dopo aver acquisito la consapevolezza che ogni problema legale ha una profonda base emotiva e una grande radice nella forma mentis – o, come si direbbe più modernamente oggi, nel mindset – della persona che ne é affetta.

Passare al #counseling é stato come passare a lavorare sul «vero problema», senza limitarmi a curarne, al meglio possibile, i cascami e i riflessi nel mondo, per lo più burocratico, del #diritto.

Mi si è aperto il cuore e ho potuto finalmente essere utile alle persone.

Oggi credo che non si possa essere un buon #avvocato senza essere, almeno di fatto, un bravo #counselor, perché la primissima cosa per poter davvero lavorare per gli altri é l’#ascolto.

Stai con me, ci divertiremo ancora di più!

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Counselor. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Carlo Bighin says

    Molto interessante ! La nuova professione richiede anche questo nella logica della personalizzazione del rapporto con il Cliente.

    • Grazie Carlo. In realtà, gli avvocati di un tempo, essendo tutti degli umanisti, anche per formazione (venivano tutti necessariamente dal liceo classico), erano molto più settati su questo degli avvocati contemporanei, troppo appiattiti sul tecnicismo, che é un grande male della nostra epoca. Tra PCT e formazione permanente, abbiamo perso di vista il cliente e il suo bisogno di ascolto. Questo è un grande tema su cui meriterebbe tornare più approfonditamente.

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