Timidezza: è genetica o si può cambiare?

Timidi si nasce o si diventa? A mio avviso è un tratto del carattere che si possiede fin dalla nascita, come si nasce mori o biondi.

E se ti dicessi che è sbagliata la domanda?

Un tratto caratteristico dell’uomo contemporaneo, come ricordo spesso sulle colonne di questo blog e nelle puntate di radio solignani podcast, è la mentalizzazione.

Il nostro approccio è sempre – persino nelle cose spirituali – di tipo scientifico, razionale, logico. Tanto che siamo persino stati capaci di fondare una disciplina che si occupa della cose dell’anima dal punto di vista logico – la psico-logia appunto – cosa che è assolutamente demenziale perché l’anima è qualcosa di molto più grande e vasto della mera logica razionale.

Con l’Illuminismo, l’uomo moderna ha sostituito a Dio la Ragione e, così facendo, ha fatto un idolo di se stesso, perché la ragione, da scrivere, a mio modo di vedere, rigorosamente con la lettera minuscola, è uno dei tanti strumenti e livelli di conoscenza dell’uomo e nemmeno il più approfondito.

Tutti coloro che si occupano di cura della persona sanno che la mente, oggigiorno, per lo più è uno strumento di tortura, o quantomeno di impoverimento dell’uomo stesso, lungi dall’essere quella grande risorsa che tutti pensano che sia.

La mentalizzazione, intesa come quel processo per cui l’uomo concepisce la mente come la sua più grande risorsa e la utilizza per risolvere tutti i suoi problemi, esattamente come ad esempio chi tentasse di ammazzare le zanzare con un trapano, nella nostra epoca è stata aggravata dalla terza grande rivoluzione dell’uomo, quella digitale, che ci ha portati tutti a livelli ancora più alti di astrazione e lontananza – dalla realtà materiale e concreta, dal principio di necessità, ovviamente.

Tutto questo ci ha portato alla tua domanda.

Una persona ha un aspetto, che percepisce come un problema, di «timidezza». Vorrebbe cambiarlo, per essere meno timida, più spigliata, più diretta.

Qual è il metodo migliore che trova?

Quello di iniziare a lambiccarsi la mente con domande come questa, per «capire» se la timidezza è «genetica» o se è un tratto del carattere che si sviluppa ambientalmente.

Voler capire a tutti i costi è la grande maledizione dell’uomo contemporaneo.

L’uomo contemporaneo – che per mille aspetti ha dimostrato di non capire un cazzo, del mondo, degli altri, di se stesso – è sinceramente (questa è la cosa più stupefacente) convinto che potrà risolvere i suoi problemi comprendendosi, capendo, con la mente insomma, con quella stessa mente con la quale ha dato ampia provare di non essere in grado che di capire pochissime cose…

Quanta compassione che provo ogni volta per le persone che si portano così, completamente smarrite e con poca speranza di riuscire a iniziare a trattare i loro problemi.

Questo atteggiamento è molto disfunzionale, anche e soprattutto perché chi pretende di capire rinuncia ad ascoltare.

Focalizzati bene su questo aspetto perché è molto importante.

Per ascoltare veramente, dobbiamo rinunciare alla pretesa di capire.

Chi pretende di capire sempre a tutti i costi rinuncia in realtà ad ascoltare perché ci sono molte cose di noi che sono incomprensibili, cose rispetto alle quali l’unico atteggiamento possibile è quello dello stare accanto, dello stare insieme, della compassione, dell’accoglienza e, appunto, dell’ascolto.

Chi vuole vivisezionare l’altro a forza di sciabolanti e continui «perché» in realtà non lo sta ascoltando ma lo sta solamente torturando, aggravando la sua situazione, senza aiutarlo, ma tutto al contrario appesantendolo.

Bene. Tutto questo vale anche per noi stessi. Anche noi dobbiamo ascoltare noi stessi. Anzi, la prima persona che devi ascoltare sei tu stesso. Se pretendi di capirti, non puoi ascoltarti. Devi ascoltare le vibrazioni e le emozioni che promanano da te stesso senza avere la pretesa di etichettarle, dar loro una spiegazione, un inquadramento, devi semplicemente guardarle ed accettarle a prescindere da tutto.

Sei timido?

Iniziamo ad accogliere questo tratto, senza giudicarlo, con compassione ed accettazione.

Vorresti essere meno timido, anche dopo esserti accettato ed accolto intanto così come sei?

Benissimo.

Mi dici a cosa ti serve porti la domanda demenziale se è nato prima l’uomo o la gallina?

Ti dò una brutta notizia. Brutta per te, per me è meravigliosa. La scienza degli uomini non sarà mai in grado di rispondere a domande del genere. Questo te lo dò per certo, ci posso scommettere sopra qualsiasi cosa tu voglia. Il massimo che farà sarà produrre, anno dopo anno, studi che man mano pretenderanno di essere «risolutivi» di una qualche università sparsa per il mondo che volta per volta diranno che la soluzione vera è una o l’altra, alternandosi. Ogni volta che usciranno studi del genere tutti i giornali del mondo li annunceranno come epocali, dopo massimo due anni ne uscirà uno contrario che verrà ugualmente annunciato come epocale senza nemmeno citare quello dei due anni precedenti, ognuno leggerà, si farà la sua idea – sbagliata – e così via, all’infinito.

L’uomo è una piramide che ha la sua base sulla terra e il suo vertice all’infinito, dentro all’uomo c’è un’anima immortale che non può mai essere compresa completamente dai limitati mezzi cognitivi e anche spirituali dell’uomo stesso.

La vera, unica, possibile domanda sensata allora è questa.

Che cosa è più funzionale pensare: che la timidezza è genetica, ci si nasce e non ci si può far niente, o che la timidezza è un tratto che, come tutti i tratti, con poca o tanta fatica, si può modificare, per lo più cambiando le proprie abitudini quotidiane, col buon vecchio metodo dell’un po’ tutti i giorni?

Questo è un post di counseling, il counseling è fatto di domande, quindi è giusto che finisca così, con una domanda, che spetterà a te che leggi riempire di contenuti.

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2 commenti su “Timidezza: è genetica o si può cambiare?”

  1. Ti seguo, ricevo da qualche anno le tue mail. Premetto che mangio pochissima carne. Non più per seguire una dottrina, ma proprio perché non mi attira, né soddisfa il mio palato. Salvo rarissime eccezioni. Non potrei, credo, mai aderire alla dieta Paleo. Ho letto che, secondo te, il cibo vegetale, sarebbe colmo di tossine, arma di difesa dei vegetali. Mi sono posto la domanda: ma cosa mangiano gli animali? Vegetali! Direttamente gli erbivori. Indirettamente i carnivori. Al termine della catena alimentare ci sono sempre, quindi, i vegetali. È probabilmente vero che i vegetali si difendano producendo tossine. Ma forse il mondo animale, non avendo alternative, si è immunizzato, magari non al 100 p.c., ma a sufficienza. Saluti e complimenti

    P.S. tutti i consensi già forniti, non so se la presente sarà pubblicata, nel caso, se necessario, prego indicare solo il nome

    1. buongiorno Adriano e grazie per il tuo commento. Sì gli animali e specialmente I bovini sono dotati di sistemi per affrontare le tossine di cui noi non siamo dotati ad esempio sempre I bovini come tu sai hanno 3 stomaci ci sono poi gli uccelli granivori che hanno un sistema digerente che consente loro di digerire appunto cose che per noi sono nocive come le proteine indigeribili del grano per questo come dico sempre il grano che oggi è Alla base dell’alimentazione occidentale è in realtà un cibo per uccelli per quanto riguarda la carne in realtà è un po’ un falso mito che per fare la paleo si debba mangiare così tanta carne si può mangiare anche benissimo pesce si possono mangiare le uova e altre cose come fonte proteica. Mi sembra strano che tutta la carne non soddisfi il tuo palato dal momento che dal punto di vista proprio del gusto parlare di carne e parlare di milioni di cose diverse intanto ci sono diversi tipi di carne a seconda dell’animale di provenienza, poi c’è la diversità del taglio a parità di stesso animale poi ci sono tanti diversi tipi di cottura o anche di non cottura Io ad esempio ieri sera a cena Ho mangiato una tartare come faccio spesso perché a me la carne cruda piace moltissimo e mi lascia molto leggero punto anche il pesce tra l’altro si mangia bene crudo e anche le uova Io ad esempio tra poco stamattina mi farò uno zabaione con due tuorli crudi che credo sia una delle cose più funzionali ed economiche al tempo stesso che si possono mangiare. Ulteriormente non è assolutamente detto che il tuo scopa debba essere comunque quello di fare una dieta paleo il tuo scopo è quello di nutrirti funzionalmente di stare bene godere di buona salute avere degli alti livelli energetici se questo te lo può dare la dieta palle o va benissimo altrimenti puoi cambiare l’importante è sempre la salute non la paleo insieme altrimenti si rischia di fare confusione sugli obiettivi e questo non è un bene punto personalmente non faccio la dieta paleo al 100% proprio perché non ritengo che l’obiettivo sia quello anche se ritengo la palle ho una dieta valida come modello quindi vengo questo come modello di base e poi faccio alcune modifiche un po’ perché ritengo funzionali un po’ anche per variare e perseguire un po’ i miei gusti nonostante che magari non siano così funzionali ad esempio mangio abbastanza spesso dei piselli come fonte di carboidrati che sono ammessi nella dieta perfect of diet ma a rigore non sarebbero ammessi nella paleo e ogni tanto mangio una farinata di ceci che mi piace moltissimo oppure dei ceci arrostiti in padella molto più raramente posso mangiare dei formaggi a latte crudo tavolette di cioccolata con un po’ di zucchero e altre cose del genere e invece estremamente raro che io posso mangiare della pasta col glutine perché comunque mi gonfia mi fa stare male e quindi preferisco non mangiarla anche perché non mi fa più tanta gola il mio invito per ognuno è quello di costruirsi con l’esperienza e ascoltando il proprio corpo e i propri livelli energetici la dieta migliore vanno ascoltate anche le proprie esigenze nel senso che abbiamo anche l’esigenza di amare quello che mangiamo perché il cibo non è solo funzionalità e sostentamento poi è vero che i gusti si adattano quindi bisogna essere anche disposti a questo a poter cambiare gusto a non avere dei pregiudizi fissi e immutabili man mano che si provano dei cibi più funzionali e si portano avanti per qualche giorno quindi non è che ti devi assaggiare una volta e valutare devi provare per qualche giorno per qualche tempo i gusti poi si adattano questa è una cosa meravigliosa la nostra duttilità anche da quanto riguarda la palatabilità dei cibi ed è credo secondo me è fondamentale per qualsiasi cambio di paradigma dietetico.

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