Uomini: sono sempre del tutto buoni o cattivi?

Un testo del gigantesco Tolstoj che mi trovo spesso a leggere durante le mie sedute di counseling: una persona può essere «buona» o «cattiva» o non è forse più vero che può essere per lo più buona, ma anche cattiva, o per lo più cattiva, ma anche buona? Uno dei pregiudizi più diffusi, di cui é importante prendere consapevolezza.

«Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l’uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera.
Ma gli uomini non sono così.
Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l’acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini.
Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso.»

(Lev Nikolaevi? Tolstoj)

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