Scuola: luogo di formazione o mentalizzazione?

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La #scuola mi ha sempre lasciato perplesso.

Un luogo in cui si descrive la civiltà dei Sumeri, ma non si insegna ai bambini ad ascoltare e ad accorgersi dei sentimenti di chi hanno accanto, anzi si smorzano via via le loro capacità naturali a riguardo, non può trovarmi soddisfatto.

Ancor oggi, la scuola ha probabilmente una grande fetta di
responsabilità di una delle più grandi disgrazie dell’uomo
contemporaneo, una delle cose che maggiormente gli impediscono di vivere sereno e felice: la mentalizzazione.

Quando i nativi americani si trovarono di fronte i primi colonizzatori europei gli dissero che erano dei pazzi perché vivevano nella mente e non, come loro, nel cuore, indicando il centro del petto.

Avevano ragione da vendere, ma pensa se avessero potuto vedere l’uomo occidentale di oggi, mentalizzato ancora di più.

Quando ricomincia la scuola, i bambini e gli insegnanti sono scoglionati, le mamme perlopiù isteriche, i papà teneroni come me un po’ tristi e quelli anarchici, sempre come me, persino incazzati con lo Stato che sequestra loro pezzi di cuore per troppe (tra lezioni e compiti) ora al giorno…

Alla fine, immagino che gli unici felici di questo grande rito, che non prepara davvero a nulla e dal quale sei fortunato ad uscire indenne, siano i cartolai – e gli editori ovviamente.

Non ho soluzioni, ma cominciare a regalarti un po’ di verità può già essere un passo.

Buona scuola a tutti.

https://blog.solignani.it/2018/07/26/counseling/

#counseling #mindfulness #consapevolezza #ascolto #crescitapersonale

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