Connettersi col cielo: serve all’anima.

Abbiamo bisogno di una connessione costante con il divino.

Come ha detto Gesù: vegliate e pregate in ogni momento e sarete così in grado di superare qualsiasi difficoltà.

Questo binomio é davvero un’arma invincibile: la consapevolezza, che oggi chiamiamo mindfulness, il passaggio dal ragionare al sentire (vegliate) e la sensazione del collegamento costante con il Padre, lo sguardo interiore rivolto verso il cielo, la coscienza che il regno della terra é in realtà di Dio.

Per fare questo, é necessaria una scelta.

L’uomo é l’animale cui é stato assegnato questo compito: collegare la terra al cielo.

Un abbraccio.

«L’anima va educata, va sottoposta al magistero dello spirito e più ancora alla disciplina dell’etica.
Non è assolutamente detto che tutti gli uomini arrivino ad avere un’anima sovra-naturale.
Tutti hanno un’anima, ma l’anima diviene sovra-naturale solo se si apre alla grazia che invita al bene.
Solo quando l’uomo, spinto dalla grazia, aderisce al bene la sua anima si trasforma da naturale a sovra-naturale.
Quando l’uomo dice sì alla grazia, l’anima naturale, presente in lui da sempre, supera la natura e diventa sovra-naturale, torna alla patria da dove deriva.
L’accoglienza della grazia muove al bene e risveglia alla sua vera natura il seme divino che è in noi fin dalla nascita.
Ma se un uomo rimane sempre chiuso alla grazia che invita al bene, se rimane incurvato su di sé, se ha occhi solo per sé e per i propri interessi, il seme di eternità racchiuso dentro di lui non germoglierà mai.»

(Vito Mancuso)

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