Counseling, crescita personale: schede allenamento

Oggi ti presento le schede o piani di allenamento per il counseling e la crescita personale, uno strumento fondamentale per il tuo cambiamento.

Le due fasi del lavoro di counseling.

Il lavoro del counseling, come tutti i lavori di formazione e crescita, si articola in due fasi o momenti distinti:

  1. la seduta con il counselor, che serve per il confronto, la formulazione delle «domande» più funzionali per la definizione di uno o più punti di vista alternativi e l’apertura di nuove prospettive;
  2. il lavoro fatto da solo dalla persona che viene seguita, i «compiti a casa» che sono fondamentali per interiorizzare, assimilare e rendere permanenti quelle «nuove prospettive» che si erano intraviste durante le sedute.

Molte persone vanno dallo psicologo o dal counselor e poi non fanno niente tra una seduta e l’altra. Non dico certo che questo lavoro sia inutile, ma é molto meno utile di quello in cui vengono assegnati compiti specifici alla persona che fa il percorso di crescita.

Anche perché ci sono strumenti di crescita, come ad esempio la meditazione di consapevolezza, che richiedono una pratica costante, che può essere soddisfatta solo facendo entrare la meditazione nella quotidianità della persona, non essendo sufficienti quelle poche e veloci meditazioni che a volte capire di fare durante le sedute.

Le schede o piani di allenamento.

Per questi motivi, ai miei clienti del counseling confeziono delle apposite schede o piani di allenamento, con un elenco di esercizi da svolgere quotidianamente o a intervalli regolari, del tutto analoghe alle schede che ti assegnano quando vai in palestra, solo che qui anziché essere previsto uno squat si prescrivono esercizi o riti come il diario della gratitudine, la lettura di uno i più libri specifici, una certa quantità di minuti di meditazione, ad esempio.

Le qualità dell’essere – empatia, compassione, comunicazione, serenità, assenza di giudizio, autenticità, ecc. – devono infatti essere allenate con costanza e periodicità, esattamente come i bicipiti, ad esempio, di coloro che intendono lavorare sulle qualità del corpo.

Il cambiamento, lo dico spesso, non avviene sulla base di una generica motivazione, per un processo di «conversione» (sulla via di Damasco), che come tale è improvviso e radicale, ma avviene lavorando con costanza e sistematicità un po’ tutti i giorni.

Le abitudini, insomma, sono molto più importanti della motivazione. Tutto sta a riuscire a calare queste cose nella quotidianità, già abbastanza affollata da impegni e pensieri, ma la sfida é proprio questa.

Chiunque può lavorare con un mio piano.

Le schede o piani di allenamento, nati per i miei clienti in situ, sono diventate poi uno strumento per fare counseling on line, le persone hanno cominciato a chiedermi di fare loro delle schede, in modo che, a volte facendo sedute on line, a volte anche senza nessuna seduta, potessero lavorare su loro stesse secondo un piano preciso, funzionale e ordinato, con tutti i principi e le caratteristiche della mia pratica di «counseling dell’anima».

Ovviamente, le schede o piani di allenamento sono periodicamente revisionati, secondo una logica di progressione a passi o step diversi tra loro.

Inizia il lavoro su di te.

Se vuoi iniziare un percorso di counseling con me, contattami liberamente, anche solo per maggiori informazioni. Se vuoi un piano di allenamento, ugualmente scrivimi e descrivimi i tuoi obiettivi. Ricordati di iscriverti al blog e al podcast «radio solignani» per restare connesso con me.

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2 commenti su “Counseling, crescita personale: schede allenamento”

  1. Gent. Avv. mi conferma che :

    “Il counselor è una professione non organizzata, ovvero priva di una legge istitutiva e di un ordine professionale. A seguito del varo da parte del parlamento della legge 14 gennaio 2013, n. 4, “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” il counselor è stato inserito tra le professioni intellettuali, per esercitare le quali non è necessario seguire alcun iter specifico. La normativa lascia al singolo professionista la facoltà di qualificarsi professionalmente intraprendendo un percorso privato di certificazione professionale presso un’associazione professionale di categoria o attraverso la cosiddetta autoregolamentazione volontaria.
    Da un punto di vista pubblicistico chiunque può dichiararsi “counselor” senza alcun obbligo di formazione specifica.”

    CHIUNQUE può definirsi “counselor” ?

    1. Ho studiato questi aspetti per il conseguimento del mio master post laurea ma non ho approfondito ulteriormente, inoltre, anzi soprattutto, potrebbero – da allora – essere intervenute novità legislative o giurisprudenziali che hanno mutato, magari anche sensibilmente, il quadro, sicché non mi sento di dire niente a riguardo. Sono anche aspetti che mi interessano abbastanza poco, il counseling, come ricorda Scardovelli, fa (o meglio faceva, fino a poco fa) parte della vita umana, a prescindere da come lo si vuol chiamare o meno. Può darsi che un domani questo termine venga riservato, come quello di avvocato ad esempio, solo agli iscritti in un determinato albo, ma nessuno potrà mai proibire ad un essere umano di andare a parlare dei suoi problemi con un altro, questo lo vedo molto difficile… Un abbraccio.

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