«LA DONNA CHE NON SI È APERTA ALLA SUA ANIMA …

«LA DONNA CHE NON SI È APERTA ALLA SUA ANIMA È DESTINATA A VIVERE MOLTO MALE LA SECONDA PARTE DELLA SUA VITA. La donna, oltre che essere una sacerdotessa naturale (non tutte le donne sono già state sacerdotesse nelle vite precedenti, ma ciò non toglie che farsi canali dello spirito sia nella loro natura), è chiamata a una disidentificazione dai suoi gusci mortali… più rapida e più radicale rispetto all’uomo. Se non vuole vivere nella frustrazione, deve abbandonare la comune idea di bellezza ed entrare completamente nel Cuore. Allora la sua vita si svolgerà su un’“ottava superiore”, ossia su “piano superiore” rispetto alle sue amiche; un piano sul quale prova gioia e dal quale proietta gioia intorno a sé. Ho conosciuto donne – poche, devo ammettere – pienamente soddisfatte di sé anche a sessant’anni e oltre, non perché avessero rivolto i loro interessi unicamente al lavoro (un modo per scappare dal confronto con l’età), ma perché il loro Cuore le aveva fatte restare delle “gioiose ragazzine” interiormente. Questo faceva sì che attirassero sia amici che pretendenti.

L’uomo – simbolicamente, il mago – è energeticamente strutturato per acquisire un magnetismo maggiore con la maturità (sono davvero pochi i ragazzini che possono essere considerati “affascinanti” da una donna). Perfino dal punto di vista fisico, la sua forza muscolare aumenta fino a dopo i quarant’anni. La donna, come dicevamo, è invece strutturata per attirare l’attenzione del mago fin da giovane, attraverso la sua bellezza. Nell’esoterismo è risaputo che più la sacerdotessa è giovane e pura, più è efficace nel rendersi canale di qualcosa di superiore.»

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