Nessuno può dire con certezza se meglio vaccinarsi o no.

Il problema di una adeguata comprensione dei motivi pro o contro la
vaccinazione é severamente aggravato da due fattori, entrambi con
forti radici cognitive.

Il primo é che i media sono in mano a giornalisti che spesso lavorano
in modo demenziale, quando non irresponsabile.

Il secondo é che i fruitori dei media non sanno leggerli e
interpretarli, perché ne hanno una concezione in fondo sbagliata.

Chi pubblica le notizie lo fa in modo disordinato, disorganico,
contraddittorio, spesso alla ricerca del sensazionalismo che cattura
l’attenzione, senza adeguato approfondimento e senza proporre quei
punti di vista critici di cui il consumatore avrebbe bisogno.

Chi, dall’altro lato, fruisce delle notizie lo fa senza capire che
quello che trova sul giornale o in televisione ad esempio non è
comunque mai una rappresentazione completa della realtà, ma solo di
quella parte, largamente minoritaria, che «fa notizia».

Leggi di un ponte che cade ma non leggi di milioni di ponti che, anche
oggi, sono rimasti in piedi. Ma anche la seconda parte, grazie a Dio,
fa parte della realtà.

Analogamente, leggi di tante persone che sono state male, finite in
coma o addirittura decedute dopo il vaccino, ma non leggi di tutte
quelle che pure sono state bene.

Poi c’è la vasta terra di mezzo di coloro che hanno riportato sintomi
minori o passeggeri come perdita di sensibilità, dolori,
infiammazioni, febbri e così via, che pure non fa notizia ma che fa
parte della realtà.

É ovvio che non si può gustare solo agli eventi avversi, perché quando
si procede ad una vaccinazione di tutta la popolazione é impossibile
che la sostanza inoculata non dia incidenze negative su alcuna
persona: ci sarà sempre qualcuno che riporterà problemi dopo la sua
dose.

Alla fine diventa questione di una semplice domanda: sono più le
persone che salva, questo vaccino, o quelle che danneggia.

E qui non ci sono cazzi, é una domanda cui nessuno può mai essere in
grado di rispondere.

Ci sono troppe causalità ipotetiche per poterlo fare: cosa sarebbe
successo ai vaccinati se non si fossero vaccinati? Cosa sarebbe
successo ai non vaccinati se si fossero, invece, vaccinati? Da
articolare poi a seconda di quanto poi accaduto loro veramente.

Non c’è scienza, statistica, matematica, proiezione o modello che
possa rispondere a questo.

E quindi nessuno può incolpare gli altri: chi si vaccina non può dare
del parassita a chi non lo fa, chi non si vaccina non può dare del
colluso o dell’untore a chi si vaccina, perché sul punto centrale
nessuno può avere alcuna certezza.

Proprio per questo é giusto che ognuno sia libero di decidere da solo
che cosa vuole fare.

Conclusioni

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2 commenti su “Nessuno può dire con certezza se meglio vaccinarsi o no.”

  1. Se sin dall’inizio di questa Losca Storia, come ha affermato anche Santoro, ci fosse stato un dibattito trasparente con contraddittorio sul mainstream, le cose sarebbero andate diversamente…quello che a pelle ho capito io è che ci sia stata una programmata volontà di fare andare le cose male dall’inizio, per arrivare a decretare lo stato di Emergenza e quindi a promuovere la sperimentazione dei pseudovaccini, vero scopo del Complotto Mondiale…Cosa poi questi farmaci genici causeranno all’umanità lo sapremo nei tempi a venire…anche se pesantemente sconsigliata mia moglie si è vaccinata, lei normalmente conosce solo i primi tempi dei films perchè sovente si addormenta, io non mi vaccinerò perchè brutto o bello vorrei vedere anche il secondo tempo sperando nel lieto fine…

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