«Un giovane cacciatore, coraggioso e molto ap …

«Un giovane cacciatore, coraggioso e molto apprezzato dalla sua tribù, sta andando a cercare l’acqua. Anche un leone, assetato, va verso l’acqua. Il cacciatore per un attimo perde l’attenzione necessaria e il leone lo cattura. Il cacciatore capisce che la sua unica possibilità di restare in vita è fingersi morto. Così chiude gli occhi e il leone, più assetato che affamato, lo getta alla base di un cactus, ripromettendosi di mangiarlo una volta tornato dal fiume. Il giovane cacciatore, malgrado le spine del cactus gli entrino nella carne, riesce a non gridare e a non aprire gli occhi. Ma le lacrime sgorgano dalle sue palpebre abbassate. Allora succede una cosa straordinaria. Il leone comincia a leccare le lacrime del giovane. E si sente immediatamente diverso, cambiato. Esclama: «Questo giovane di cui ho leccato le lacrime sarà il mio uomo, per sempre». Se ne va lentamente verso l’acqua, perso nei suoi pensieri. Appena il leone se ne è andato, il giovane balza in piedi e corre verso la sua tribù. Tutta la comunità, preoccupata, si fa raccontare che cosa è accaduto. Il giovane racconta la storia e la tribù lo rassicura: «Non
preoccuparti. Ti difenderemo noi dal leone». Ma lui risponde: «Non potrete difendermi dal leone, perché ha leccato le mie lacrime e continuerà a cercarmi». La tribù non si dà per vinta: copre il giovane cacciatore con scudi e pelli, preparandosi per la battaglia. Poco dopo il leone è già lì. Gli uomini cercano di ucciderlo con ogni mezzo, ma senza risultato. Il leone li avvisa: «Sono venuto per il giovane di cui ho leccato le lacrime. Non me ne andrò senza di lui». Il giovane cacciatore capisce e parla col suo popolo: «È inutile. Il leone vi ucciderà tutti». Butta gli scudi, si toglie le pelli e, già provato dalle ferite, cade nudo davanti al leone. Anche il leone, sfinito dalle ferite, cade sopra di lui. Il giovane cacciatore e il leone muoiono insieme.»

Claudio Risé – Il maschio selvatico/2. La forza vitale dell’istinto maschile

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