Uccidere anziani, disabili, depressi: il prossimo progresso.

Il referendum sull’eutanasia é, con estrema chiarezza, il frutto
marcio di una fede riposta non più in Dio, ma in quel falso idolo oggi
apparentemente molto di moda che é la scienza.

Lo scientismo, così come il comunismo, sono esempi di vere e proprie
religioni senza dio; chi leggesse le pagine di chi crede davvero in
questi idoli, le troverebbe piene di fervore, allo stesso modo dei
testi religiosi classici.

La nostra fede, tuttavia, quella vera, contiene un precetto che
insegna come vi sia un solo ed unico Dio: «non avrai altro Dio
all’infuori di me»

É un comandamento abbastanza chiaro?

A me pare di sì, eppure l’uomo di oggi – che, giova ripeterlo, si
reputa troppo intelligente per credere in Dio (in fondo, non siamo
mica nel medioevo) – finisce per credere a una marea di cose fallaci
come la scienza, le ideologie, le utopie o, non di rado, un uomo, una
donna o un cane, dimenticando la vera natura di queste cose ed
ergendole a veri e propri idoli, con lo schema spirituale
dell’attaccamento.

La scienza é solo un metodo; non è certo un metodo che può darti la
risposta a tutto. Rileggere a riguardo l’ultima parte del «Nome della
rosa» di Eco, con la metafora della scala.

Applicando la scienza alla vita umana, l’uomo di oggi che sbertuccia
quello del medioevo come se fosse un retrogrado, mentre l’uomo del
medioevo era infinitamente più sapiente, pretenderebbe di sapere
esattamente quanto, ad esempio, rimane da vivere ad una persona, di
cosa morirà, in che modo.

Proprio come in Star Trek, quando il capitano James Kirk chiedeva al
dottor McCoy «Bones, quanto gli rimane?» oppure «Si riprenderà?» e il
dottore forniva sempre risposte puntuali, tra:
– 2 giorni
– sì, se troviamo il plasma delle vespe spaziali
– é stabile
– he’s dead, Jim

E così ovviamente in migliaia di produzioni artistiche e letterarie,
dove si sa sempre quando uno muore, perché, con che modalità e così
via.

Tornando, però, alla realtà, vale la considerazione opposta, che tocca
oggi ripetere fino alla nausea, perché nessuno oggi lo vuole più
accettare: la scienza non spiega tutto.

La scienza non spiega tutto.

Anzi.

Spiega solo una piccola parte di ciò che è conosciuto, perché la
conoscenza é limitata, quando non falsata, mal progettata, mal
compresa, mal insegnata, condizionata da interessi forti. Non è
complottismo é pura realtà ed evidenza.

Quando una persona sta bene, può morire improvvisamente e i medici non
essere in grado di spiegare le cause, al di là di scarne ipotesi.

Viceversa, quando una persona sta male, può proseguire il proprio
declino o può, al contrario, riprendersi improvvisamente. Per
stabilizzarsi, o per peggiorare, o per fare su e giù, anche per molto
tempo.

Questo chiunque pratica la medicina lo sa perfettamente: in ogni
momento prodiga i trattamenti che, in quello stesso momento, appaiono
opportuni per la situazione in corso.

Il resto rimane al paziente e, soprattutto, a Dio. Spesso ci sono
miglioramenti che non si spiegano e ugualmente peggioramenti.

Ovviamente, ad esempio senza fegato, almeno al momento, non si può
vivere. Questa è una delle pochissime certezze che ci sono. Ma in
questi casi il paziente terminale già da ora, a legislazione vigente,
viene accompagnato con un trattamento del dolore.

Ammazzare deliberatamente, invece, una persona che, per i grossi
limiti della scienza, potrebbe sempre riprendersi, potrebbe voler
vivere una settimana, due giorni in più, per salutare le persone della
sua vita e prendere commiato da loro, é profondamente sbagliato, anti
umano e vergognoso.

Questo dovrebbero sentirlo nel loro cuore anche quelli che hanno
l’impressione di non credere in Dio.

Oltre a ciò, che sarebbe già sufficiente per rigettare con totale
fermezza qualsiasi ipotesi di eutanasia, va considerato che la
legislazione in materia si presterebbe ad abusi altrettanto
vergognosi.

Nei paesi in cui l’eutanasia é prevista – ma sarebbe meglio parlare di
terminazione anticipata, l’eutanasia non è un istituto giuridico ma
una giusta pratica medica operata da sempre – le persone le cui cure
costano molto sono sollecitate a farsi suicidare, evidenziando come la
loro sia una vita che «non vale la pena di essere vissuta».

Ora, se qualcuno vive, anche qualcuno con grossi problemi, é solo
perché é amato, da qualcosa o Qualcuno di più grande degli uomini e
delle loro manie.

Nessuna vita è stata comprata su Amazon. Nessun figlio d’uomo é stato
creato dai suoi genitori, che si sono limitati ad amarsi ed unirsi,
mentre tutto il resto è evidentemente frutto di qualcosa di più
grande.

Per questo, un ordinamento legislativo che consentisse la terminazione
anticipata degli anziani, disabili, malati o anche solo delle persone
depresse sarebbe un ordinamento immondo, costruito da uomini
presuntuosi che adorando il falso e limitatissimo idolo della scienza
pretendono letteralmente di sostituirsi a Dio andando a toccare ciò
che è e deve restare sacro ed intoccabile – la vita, in qualsiasi sua
forma.

Detto questo, vedrai che la terminazione anticipata verrà introdotta
anche nel nostro ordinamento, questione di pochi mesi o al massimo un
anno o due.

Perché accadrà questo?

Ma perché l’uomo di oggi non capisce più un cazzo.

L’uomo contemporaneo si presenta mentalizzato, diviso da se stesso e
da Dio; é davvero il capolavoro di Satana chi vive in Occidente in
questo momento storico.

É l’uomo capace di dire, con la massima convinzione e sentendosi anche
furbo, che «l’aborto é un diritto inalienabile della donnah!» quando,
a parte la mostruosità di dire una cosa del genere nel merito,
l’aborto non è definito un nessuna legge dello stato italiano come un
diritto, tantomeno “inalienabile” (cosa che non ha, per inciso, il
minimo senso, essendo un diritto personalissimo sia giuridicamente che
strutturalmente: cosa dovremmo ipotizzare una donna che vende il suo
diritto di abortire ad un’altra donna?).

Nemmeno negli Stati Uniti, patria di quasi tutti i mali della
modernità, le pratiche abortive sono codificate come diritti, ma sono
svolte solo sulla base di un precedente giurisprudenziale.

Quando il sistema riesce ad iniettare nella testa della maggior parte
delle persone una completa inversione dei valori veri e della realtà,
come é riuscito a fare con l’aborto (un bambino può essere ucciso per
la “tutela” della gestante quando tutto al contrario l’aborto
distrugge entrambe), allora é fatta.

Che cosa vuoi che ci voglia a convincere tutti che si può uccidere un
anziano, un disabile, un depresso, quest’ultimo perché semplicemente
«non é felice»?

L’uomo di oggi, insomma, ha delle idee che non sa se sono vere, ma lui
intanto le condivide come se lo fossero, esattamente come si fa con le
catene sulle reti sociali.

Non capisce letteralmente un cazzo, ma non perde occasione per
dichiarare di credere nella scienza, quando tutto ciò in cui crede è,
semmai, tutto all’opposto il “diritto” di essere e restare ignorante e
che democrazia significhi che è tramontata per sempre l’epoca in cui é
necessaria una sia pur minima competenza per poter parlare di
qualcosa.

Per questo la terminazione anticipata verrà introdotta anche in
Italia: milioni di persone non vedono l’ora di effettuare,
giulivamente, anche questo ulteriore passo verso il «progresso» e di
allontamento del medioevo, dopo aborto, divorzio, disposizioni
anticipate di trattamento.

La cosa divertente è che costoro si sentono anche dei ribelli.

Si perché «l’Italia é un paese cattolicoh!»

Io non ho soluzioni, ma bisogna continuare a testimoniare, il resto lo
potrà fare solo Dio, perché la durezza dei cuori é tantissima e
aumenta ogni giorno sempre di più.

Evviva noi.

«Fa parte della mia esperienza clinica che la voglia di morire, almeno in molti casi, non nasce dalla sofferenza (fisica o mentale) di per sé, ma dalla sofferenza vissuta in solitudine. Lo prova che, dando agli aspiranti al suicidio che ho visto la possibilità d’esprimere tutta la loro disperazione, con un ascolto partecipe, in loro la voglia di morire è sparita. Il suicidio assistito, praticato su semplice richiesta dell’interessato, offre a parenti, amici e sanitari un comodo alibi per evitare un compito molto impegnativo e, per chi non è interiormente motivato e preparato, angosciante. Il ministro Speranza, che vuole sia garantito un suicidio assistito, è a conoscenza di questi fatti?» (Sabino Nanni, psichiatra)

Riferimenti

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2 commenti su “Uccidere anziani, disabili, depressi: il prossimo progresso.”

  1. Caro Tiziano , con questo articolo sull’eutanasia , e soprattutto l’aborto – ( perché è uccidere chi non può difendersi ) – hai superato la bellezza e grandezza di tutti i tuoi articoli !! Grazie Tiziano , è un piacere leggerti . Saluti anna

Rispondi a anna dughetti Annulla risposta

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