Categorie
diritto

E’ possibile modificare le condizioni di separazione?

Avrei bisogno di aiuto.
Sono titolare di un negozio imprenditrice sogetta ad eventuale fallimento con negative ripercussioni sul patrimonio famigliare, stante anche a regime di comunione legale.
Un anno e mezzo fa mio marito mi chiese di fare una separazione consensuale che non ho mai voluto nella convinzione che fosse l’unica strada per tutelare il patrimonio mio e della famiglia dai rischi imprenditoriali, fui convinta quindi a sottoscrivere il ricorso per separazione, a condizioni del tutto inique, fidandomi delle sue parole e delle sue promesse ritenendo tale separazione solo fittizia. Dopo 4 mesi mi lascia lasciandomi in pessime condizioni con l’attivita’ commerciale  con un figlio di 17 anni ora sto chiedendo l’annullamento della separazione consensuale lei pensa che ho molte prospettive? Pensa che qualcosa cambi, la mia attivita’ commerciale non sono andata mai bene Ãnzi in questo periodo ho uno scarso profitto con un fido in banca non so prorio come andare avanti…….
Grazie
Claudia

 

Cara Claudia, per darTi una risposta certa è necessario leggere la copia del verbale di separazione consensuale da Te e Tuo marito sottoscritto. In ogni modo, non avendo il documento contenente le condizioni di ciò che hai sottoscritto, posso dirTi che la separazione comporta lo scioglimento della comunione tra i coniugi. Nel caso della ditta, se la stessa è stata creata dopo il matrimonio da uno dei coniugi o da entrambi i coniugi in comunione legale dei beni, in caso di debiti della stessa, a pagare sono entrambi. Con riferimento al Tuo quesito mi pare di avere intuito che Tu hai fatto la separazione consensuale a condizioni per Te svantaggiose. A mio parere, la strada che puoi percorrere è quella di prumuovere ricorso avanti il Tribunale competente per la modifica delle condizioni della separazione stessa. Naturalmente a supporto di tale domanda devono essere prodotti documenti che provano la situazione a Te problematica.

A tua disposizione

 

Categorie
diritto

avere un figlio con un uomo separato

Sono residente nella provincia di xxx anche se da alcuni mesi convivo con il mio attuale comapgno (saparato) nella provincia di xxx. Ho 29 anni e lui 43. Vorrei avere un figlio da lui ma dice, a detta del suo avvocato, che esistono tempi per gli uomini separati prima di poter avere un atro figlio con l’attuale compagna, che sarei io. Preciso che è separato da quasi un anno ed ha due figlie: una di 16 e l’altra di 15! La mia domanda è: esiste legalmente un tempo da rispettare prima che lui possa di nuovo diventare padre o posso cercare di affrontare l’argomento che ora sembra molto delicato? Non nego che per qs. fatto mi rattrista molto, soprattutto perchÚ pare che lui non ne abbia le intenzioni. In definitiva devo veramente aspettare il divorzio? Chiedo gentilemente risposta anche in forma privata nella mia email in quanto vorrei sapere se devo aspettare prima di affrontare certi discorsi con lui o poter parlare serenamente e capire a cosa andrò in contro. (Maria, via mail)

Non c’è nessuna legge che impone che per avere dei figli con la nuova compagna necessita aspettare il divorzio. Siamo nel 2007 e Ti posso dire che moltissime sono le coppie che separate legalmente instaurano, nell’immediatenzza, una convivenza con nuovi compagni e mettono al modo dei figli prima di arrivare al divorzio. Quindi a questo punto, Ti invito a parlare seriamente con il Tuo compagno e a capire il motivo per cui lo stesso non vuole avere per il momento dei figli con Te. D’altronde sei già conviventi, giusto?

è possibile conoscere i precedenti del coniuge?

Posso chiedere/conoscere la fedina penale di mio marito? Se si come devo fare? (Iva, via mail).

 

No. Non è possibile estrarre il certificato del casellario giudiziale o anche il certificato dei carichi pendenti di terze persone, compresi i coniugi, se non muniti di deleghe con allegato un documento di riconoscimento. Non esistono metodi legali per arrivare a conoscere queste informazioni. Chi vuole ugualmente recuperarle, solitamente si rivolge ad agenzie investigative, ma si tratta di procedimenti non legali e poi non utilizzabili ad esempio in procedimenti di qualsiasi genere.

Naturalmente, all’interno di un procedimento già pendente, dove ad esempio la moglie è persona offesa, è il giudice stesso che estrae il certificato del casellario. In altri procedimenti, si può chiedere al giudice l’autorizzazione all’estrazione.