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è arrivato, almeno per me, il momento dei libri giuridici elettronici

httpv://www.youtube.com/watch?v=I6kDMFp2teY

È arrivato anche per me quel giorno, che sapevo sarebbe venuto anche se non ancora quando. Oggi ho venduto e spedito, ad una collega, uno dei miei codici commentati che utilizzo maggiormente, in forma cartacea, solo perchè ne ho acquistato nel frattempo la versione elettronica. Un piccolo fatto che però segna l’inizio di una rivoluzione per me e forse per tutti quegli avvocati che, come me, sono affascinati dalle nuove tecnologie ed intenzionati a sfruttarle.

Forse mi sono lasciato un po’ prendere la mano: solo nell’ultima settimana ho speso circa 1.000 euro, oltre IVA, per acquistare ebook giuridici, dallo shop di WKI… Ma sono entusiasta di questo nuovo strumento.

Una volta acquistato il libro, me lo posso scaricare subito e iniziare subito a consultare, anche di domenica, come mi è successo un paio di settimane fa.

Me lo metto sul mac che uso in studio e sul mio iPad, che è formidabile per fare ricerche e approfondimenti di questioni che mi girano in testa nei momenti morti, anche casa.

Il libro elettronico puoi sottolinearlo, evidenziarlo, annotarlo come il libro cartaceo. Naturalmente, l’eccezionale vantaggio è quello della ricerca che puoi fare per stringa su tutto un singolo volume o, addirittura, su tutti i libri giuridici che possiedi.

Questi sono i due eccezionali e insuperabili vantaggi della «biblioteca giuridica elettronica»: averla sempre con te e poterla ricercare tutta per stringa. Sono due caratteristiche che, e questo lo dico per esperienza concreta, ti consentono di lavorare in modo molto più efficiente quando devi approfondire una determinata questione. A volte, avresti quei pochi minuti che ti servono ma sei lontano da studio; altre volte, ti metti a cercare ma non trovi quel che ti serve. Con il libro elettronico, molte volte questi problemi sono superati e fare piccole ricerche è ridiventato un piacere.

Ai numerosi colleghi che sono ancora esitanti rispetto agli ebook professionali, consiglio di provare, magari acquistandone uno per loro particolarmente importante o interessante, come ad esempio il codice di procedura civile di IPSOA (in cartaceo di tre volumi) che mi sono preso anche io e di usarlo per un po’.

La periferica principe, a mio giudizio, per gli ebook sono i tablet, quindi iPad, tablet android o periferiche dedicate come il Kindle o altri book reader. Ma si legge meglio di quel che si potrebbe pensare anche sugli smartphone, la mia esperienza è limitata all’iPhone, che funziona egregiamente, soprattutto per fare le ricerche. L’esperienza peggiore è sicuramente quella sui computer, dove deve a mio giudizio essere ancora sviluppato un software adeguato e ricco di tutte quelle funzioni che rendono l’esperienza di lettura completa. I libri elettronici, peraltro, si possono caricare anche su appositi siti web dove l’utente, autenticandosi, può accedere da qualsiasi periferica e luogo, a condizione che ci sia una connessione internet, a tutti i suoi libri. Un esempio di questi siti è bookworm, ma ce ne sono diversi.

Vale la pena, sempre ai più dubbiosi, di ricordare anche un altro aspetto: i libri giuridici sono opere non da lettura, ma pressochè in ogni caso da consultazione. Non sono come un romanzo, che si legge dall’inizio alla fine, sono più come un dizionario o un’enciclopedia, che si consulta, in una o più voci determinate, in caso di bisogno. Non sono quasi mai strumenti concepiti principalmente per esercitare il piacere della lettura, ma per farci sopra attività di ricerca, di spunti, riflessioni, soluzioni ai casi concreti. Per questo, nessuno si deve spaventare a pensare di «leggere» un libro giuridico sul computer, perchè in realtà non lo si legge quasi mai ma ci si limita a consultarlo. Ciò comporta che, se proprio uno è affezionato alla carta, una volta che ha trovato la parte che gli interessa può stamparsela e leggerla appunto su carta.

È verissimo, come ricordavano già negli anni 60 gli autori di Star Trek immaginando l’avvocato del futuro, che la sapienza giuridica è contenuta ancora nei libri e probabilmente sarà così sempre, come raccolta ragionata ed illustrata di considerazioni, dati, ragionamenti – tutti elementi che sono molto più utili delle massime giurisprudenziali, checchè se ne pensi comunemente – ma è venuto il momento di trovare forme migliori per la fruizione dello strumento-libro, perchè velocità e comodità spesso significano anche avere la possibilità di fare una cosa che altrimenti non si farebbe mai. Quante volte si è rinunciato ad un approfondimento o un chiarimento solo perchè il libro si trovava da un’altra parte o si era spaventati dal tempo necessario per fare la ricerca necessaria a trovare quel che serviva? La fruibilità è importante pere far girare le informazioni, per informarsi, formarsi e crescere un pochettino tutti i giorni come giuristi.

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le novità del decreto «salva Italia» per i professionisti

Per quanto riguarda le «liberalizzazioni» dei servizi professionali, un tema ricorrente in tutte le manovre per rilanciare l’economia e la crescita, il nostro governo ha inserito qualcosina anche nel famoso decreto «salva Italia». Vediamo le novità, che sono grossomodo due, a partire dal testo normativo. La disposizione che ci interessa è l’art. 33 (rubricato «soppressione limitazioni esercizio attività professionali»), secondo cui:

1. All’articolo 10, della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 2, dopo le parole “sono abrogate con effetto dall’entrata in vigore del regolamento governativo di cui al comma 1”, è aggiunto il seguente periodo: “e, in ogni caso, dalla data del 13 agosto 2012”;

b) dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: “2-bis. All’articolo 3, comma 5, lett. c), del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, le parole “la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a tre anni”, sono sostituite dalle seguenti: “la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a diciotto mesi”.

Con il primo intervento, un ritocco in realtà, è stata imposta una scadenza temporale agli attuali ordinamenti professionali. La legge 183/2011 è infatti la seconda manovra economica del 2011, quella di ferragosto, che aveva confermato la futura abrogazione degli ordinamenti professionali prevista già dalla prima manovra. Le tre manovre, sul punto, hanno progressivamente stretto la tenaglia. La prima prevedeva l’abrogazione degli ordinamenti professionali entro un anno, la seconda al momento dell’entrata in vigore del nuovo regolamento e la terza ora prevede che, regolamento o non regolamento, questi ordinamenti abbiano oramai una scadenza naturale al 13 agosto del prossimo anno, data scelta in modo, evidentemente, da poter smantellare tutto per poi andare in spiaggia a festeggiare.

Si tratta di una tecnica legislativa abbastanza discutibile. È chiaro che l’intento del legislatore è quello di sollecitare l’approvazione dei nuovi regolamenti, ma se questo non dovesse accadere che cosa si avrebbe il 13/8/2012, il passaggio all’anarchia in tutti i settori professionali? Un po’ come quando il ministro Calderoli, per «semplificare», ha abrogato le leggi istitutive del Tribunale dei minorenni e della Corte dei conti…

È evidente che ogni ulteriore considerazione, comunque, dovrà essere rimandata a quando si andrà a parlare di contenuti, in sede di formazione del nuovo regolamento, una forma di produzione normativa, tuttavia, che si svilupperà purtroppo fuori dal dibattito parlamentare e sarà gestita per lo più esclusivamente dal Governo – naturalmente la scelta della forma regolamentare è stata fatta proprio con questo scopo, al fine di evitare lo spettacolo pietoso di una riforma, come quella forense, apertamente sostenuta dalla maggioranza in Parlamento poi contraddetta da un decreto legge della stessa maggioranza con contenuti opposti in molti punti, come quello delle tariffe obbligatorie.

Prevedo, al riguardo, che fioccheranno le impugnazioni, ma al momento non ci rimane che aspettare.

Veniamo adesso alla seconda novità, che consiste nell’aver stabilito, sempre in riforma della precedente manovra, che il periodo di praticantato, in ogni professione, non potrà mai essere superiore ad un anno e mezzo di durata. Una scelta che lascia molto perplessi sotto vari profili.

È chiaro che nulla di ciò che riguarda le professioni può essere oramai considerato sacro e che si può discutere di tutto, a maggior ragione del periodo di praticantato, ma se questa discussione manca completamente e una disposizione in materia viene inserita del tutto a sorpresa in un decreto legge allora ancora una volta c’è qualcosa che non va nel nostro sistema politico ed istituzionale.

A parte questo, nel merito va osservato che il precedente limite massimo, di tre anni, lasciava all’autonomia di ogni ordinamento professionale la discrezionalità per fissare il periodo ritenuto più congruo, dal momento che ogni professione ha tempi di apprendimento e modalità di formazione e svolgimento del tirocinio diversi. In precedenza, ogni professione avrebbe potuto scegliere tra uno, due o tre anni.

Il limite di un anno e mezzo, invece, lascia possibile, se si vuol dare un senso alla cose, solo la scelta annuale, dal momento che in ogni professione gli esami di abilitazioni che si devono affrontare per poi essere iscritti all’albo si tengono con cadenza annuale e spesso con non poca fatica e con sessioni che si prolungano oltre misura. Se anche, poniamo, per i futuri avvocati il periodo di praticantato fosse stabilito ad un anno e mezzo, dopo la fine della pratica si troverebbero impossibilitati a fare l’esame, con la ridicola conseguenza pratica che continuerebbero a stare nello stesso studio facendo le stesse cose di prima, ma senza più le tutele di prima, come la «paghetta», introdotta proprio con la prima manovra, perchè adesso non sono più praticanti e quindi bella grazie che possono continuare a frequentare lo studio.

Per non dire, poi, dell’incoerenza con il valore che si attribuisce alla formazione dei professionisti già abilitati. Se la formazione deve essere centrale, allora perchè abbassare il periodo di tirocinio che è quello dove ogni professionista impara i rudimenti del mestiere?

articolo originariamente pubblicato su | LeggiOggi

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un importante richiamo della funzione dell’avvocatura

Voglio condividere con voi queste belle e giuste parole, segnalate dalla collega Antonella Matricardi, sul ruolo dell’avvocato. Quando hai certi problemi, puoi risolverli solo con un avvocato serio, preparato, cui la legge riconosce poteri adeguati a tua tutela (ts)

“La libertà non si tutela solo garantendo piena espressione del pensiero o altre manifestazioni della persona, ma anche garantendo il diritto alla difesa. […]

L’avvocatura presidia questo diritto ed è uno dei due pilastri della giustizia.

Senza un’avvocatura autonoma, indipendente, dignitosa, rigorosa viene meno la libertà, poiché i deboli sarebbero in balia dei più forti. I diritti sarebbero carta straccia.

[…] la difesa dei diritti è una delle missioni più alte e nobili e non può essere improvvisata.”

Marcello Adriano Mazzola da “Economia, democrazia, libertà, avvocatura”

Il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2011


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quando una figlia in udienza viene definita un «incidente di percorso»

Si discute attualmente (se ne è parlato persino nella nostra legalit) dell’opportunità di regole deontologiche più specifiche e stringenti per i legali che si occupano di famiglia; questo episodio di ieri sembra riportare ad attualità la questione.

Il contesto dei fatti è un procedimento da me seguito, fuori Modena, insieme ad un collega corrispondente. Oggetto del contendere è la modifica delle condizioni circa il mantenimento di una figlia «naturale». La cosa è stata avviata dal padre nei confronti dell’ex convivente e della loro figlia naturale, per richiedere che venga abbassato l’assegno mensile di mantenimento. Parliamo, nel caso del padre appunto, di una persona che almeno fino a poco tempo fa aveva un lavoro che gli garantiva uno stipendio di circa 10.000€ al mese, che lui sostiene essersi poi ridotto, anche se sul punto non c’è prova certa e pertanto come al solito valuterà il giudice.

All’udienza erano presenti il mio corrispondente, la ex convivente, la figlia, il padre, uno dei legali «avversari». La figlia è oramai maggiorenne, anche se … non di molto, e comunque non ancora autosufficiente in quanto impegnata in un percorso universitario. In passato, ha dovuto seguire un percorso di sostegno anche per elaborare l’abbandono del padre, che si è successivamente sposato con un’altra donna, è andato a vivere molto lontano e ha avuto altri figli.

Dopo la consueta liturgia, con le richieste delle parti, consistenti sostanzialmente nell’insistere per quanto già detto, e a verbale già chiuso, il legale del padre ha continuato a discutere la vertenza, informalmente, e, in questo momento, non ha trovato di meglio da dire, per corroborare la richiesta di diminuzione dell’assegno, che la figlia, per il padre suo cliente, ha rappresentato un mero «incidente di percorso», lasciando intendere che i figli «veri», di prima classe, sono quelli che ha avuto in seguito, con l’attuale moglie, all’interno di un matrimonio benedetto da Dio e dallo Stato.

La figlia è naturalmente scoppiata a piangere, tanto che lo stesso Magistrato si è sentito in dovere di uscire dall’abito consueto, diventare umano e consolarla, dopo la sorpresa generale per una uscita che definire stonata e infelice è di gran lunga riduttivo.

Non so se una difesa di questo genere sia frutto di una strategia elaborata serenamente e razionalmente o piuttosto, e più probabilmente, di un momento di smarrimento. Forse non si tratta neanche di una difesa, anche perchè sembra essere un clamoroso autogol, anche se è vero che i giudici, per fortuna, hanno quasi sempre pietà delle parti in questi casi.

Posso dire, insieme a tutti i colleghi che si sono occupati del caso, il corrispondente e il collega di studio, che una cosa del genere non ci era mai capitata. Sinceramente, la troviamo inqualificabile e non riusciamo a trovare parole adatte per descrivere una mancanza di sensibilità tanto vasta quanto gratuita, non essendo certo un argomento tecnico e sul quale si possa sperare che il giudice possa fondare qualche provvedimento.

Non so se, a questo punto, coniare nuove regole deontologiche possa servire ad impedire gesti di questo genere. La stessa buona educazione, mai abrogata, dovrebbe impedire anche solo di pensare a dire una cosa del genere in presenza della persona interessata, anche se ognuno naturalmente è libero di intenderla a sua maniera. Resta vero, comunque, che le offese bruciano sempre di più quando sono inaspettate e, appunto, gratuite.

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iOS e Android per i professionisti del diritto

Con questo post, inauguriamo un nuovo prodotto editoriale del nostro blog, i focus su temi specifici. Questi focus saranno in realtà dei «match» o, più semplicemente, confronti, svolti tramite il blog, tra due esperti di … soluzioni diverse o aspetti diversi di uno stesso tema. Oggi, ad esempio, iniziamo a parlare dell’utilizzo delle periferiche iOS (iPhone e iPad) e di quelle Android da parte di avvocati e altri professionisti del diritto. I panni dell’ «esperto» iOS li vestirò io stesso, mentre quelli dell’utente avanzato Android il collega, e amico, Juri Rudi, del mio stesso foro di Modena. Insomma, una specie di sfida a capire, onestamente, quale piattaforma ha implementato meglio le soluzioni che servono agli avvocati (scrivere, annotare, avere un calendario, consultare una banca dati, ecc.). Tematiche come queste nascondono sempre sotto l’orgoglio per le proprie scelte, e la possibilità che nascano guerre di religione; questo lo sappiamo e abbiamo deciso che non sia necessariamente un male, ma che possa dare un po’ di pepe alla discussione e, in ogni caso, siamo seriamente intenzionati a non prendere niente troppo sul serio.

Naturalmente il focus è aperto anche agli utenti. La discussione tra me e Juri si svolgerà tramite commenti a questo stesso post, enucleando volta per volta singoli aspetti specifici. Siamo sicuri che là fuori ci sono colleghi o comunque persone che ne sanno più di noi e avremmo piacere se queste persone intervenissero, con un loro commento, a integrare o anche correggere quello che abbiamo sostenuto, in modo da formare un «documento» il più completo possibile.

Ogni commento che verrà pubblicato sarà automaticamente passato per il mio account twitter, in modo che tutti i miei follower su twitter e amici su facebook possano seguire in «tempo reale» il dibattito; se siete interessati a partecipare in questa forma, perchè, come me, la trovate più comoda, vi invito a seguirmi.

L’iniziativa è collegata, dal lato mac, al gruppo di discussione Legalmac e comunque a quello, più generale, anche per giuristi che non utilizzano Apple, Legalit; se siete colleghi, siete invitati anche ad iscrivervi ed a partecipare a questi due gruppi di discussione.

Andiamo a incominciare. Naturalmente, tutti, oltre che intervenire su temi già posti, possono proporre nuovi temi da approfondire. Buon divertimento.

 segui il focus via rss cliccando sull’icona (oppure vedi qui)

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il testo completo della «twittervista»

Di seguito il testo completo dell’intervista fattami da Lance Godard alcuni giorni fa tramite twitter. In neretto le domande di Lance, di seguito le mie risposte, non sempre contenute nei 140 caratteri…

Today we’re tweeting w/ @tsolignani: Italian lawyer, writer, blogger, dad, geek, Apple user

  1. @Tsolignani, thank you for joining us on Twitter. Tell us, who is @Tsolignani?
    I was born in 1969 in Modena, Italy, where I currently live and work. I like to innovate the practice of law whenever I can
  2. Tell us about your law practice.
    A small multipractice firm, with around 12 atty’s, located in the sorroundings of Modena, powered by Apple and Ubuntu pc’s
  3. What type of clients do you represent?
    Several. I like family law, but also traditional estate cases and generally matters where new technology is involved.
  4. And what would you say is the single most important legal issue affecting your clients?
    Well, I guess you cannot find a single one. When hiring a lawyer, people would just like to know whether or not their …
    candidate could be able to handle their issues, which are always different, as a matter of fact …
    we don’t care so much about specialization: trying to be clever, brilliant and able to work together are better skills l
  5. Interesting perspective. What do you tell every new client before you start working for them?
    Again, people just wanna know 3 things: whether you can handle their issue, how much time and money it’ll takes…
    So, this I what I usually tell them, then they have to accept my fee and other conditions and eventually we start…
    Whenever I can, most of the time, I do flat fees, so that people can exactly know the cost in advance. They like it.
  6. Tell us about one of the more significant client representations you’ve had.
    The italian code of conduct forbid to mention people you worked for as a lawyer. So that I cannot tell names. But one …
    of the most interesting experiences I had was being expert witness before the Crown Court, in the UK, into an extradition…
    case requested by the italian government, where the court denied the extradition as for my advice
  7. Why do your clients hire you?
    It’s up to them and it’s always different. Someone wants a «young» firm, someone else a lawyer one can email or DM …
    on twitter. Some others are Italian but live abroad and need a lawyer in the country. There really are many cases.
  8. What’s the most active area of your practice at the current time? Is that typical?
    I guess family law and, yes, it’s typical, but, again, beware family could embrace every branch of the law: think …
    f.i. to a divorcing couple who owns a corporation whose main assets are intellectual goods; it’s a divorce, but you …
    surely would need to work with an IP lawyer.
  9. Indeed. How has personal (family) law in Italy changed over past ten years? What do those changes mean for your clients?
    Not as much as the society did and there would be really many things to change. Other european countries, such as Spain…
    and France did the innovation we missed, f.i. in marriages, allowing homosexual couples, but there would be much more
  10. And how is the legal profession evolving in Italy? Do you see similar challenges as we do in the US (eg fixed fees)?
    Unfortunately, the legal profession in Italy is not evolving at all: rather it is getting worse day by day, due to …
    several reasons, such as judiciary system inefficiency, huge numbers of practitioners and many others …
    fixed fees: a law was enforced about that and some laywers like me do fixed fees, but the most still do not
  11. Change is hard everywhere…. How do you describe what you do to people you meet at a cocktail party?
    I know many lawyers create an «audio logo» to spend in such cases, but I prefer not to mention my work while partying …
    when someone insists, I talk about what I do, which is not necessarily the legal profession, but maybe a book or article
  12. When did you become active on Twitter? What were your objectives then? Have they changed?
    3 years ago. When trying some new «net toy», my aim is just to have fun and satisfy my curiosity. But I have to say …
    twitter later did the trick for me. I use it everyday, have fun and many a good clients found me over there
  13. You blog at http://bit.ly/dUDVl1. Who do you write it for? Why should they read it?
    For the common people, not for other lawyers. They can read to understand some basic notion and principles of the law
  14. You mentioned clients finding you on Twitter: can you quantify the new engagements you’ve got from Web 2.0?
    Well, it is far for getting near my core business but it is promising and worth keep working on it
  15. Tell us about “Guide to Separation & Divorce.” It’s a difficult subject. How do you make it less so for your clients?
    If there’s something we lawyers exists for, if any, is explaining the law to common people in an effective way. We have …
    change our language and literally translate in simpler terms what we are used to think in a more complicated form, but …
    I guess it is worth it. A lawyer is a good one only if he or she can communicate with everyone and turn simple what is not
  16. Very well put. What is the most significant issue currently facing the legal profession?
    The fab 5? 1 get hired 2 do the work 3 get paid 4 try to save some money from bills and taxes 5 still keep smiling
  17. 🙂 What will the legal landscape look like in 10 years?
    We Italians live in an idle country where, when something changes, often gets worse. I have no idea, I just know I have …
    2 children and I hope neither of them gets to be a lawyer, there are many more funny and interesting things to do, as yet
  18. What would you do if you weren’t a lawyer?
    I adore writing and sometimes I think about trying some short stories or even a novel, but I do not think I ever will 🙂
  19. How do you want to be remembered?
    As a man with whom you could talk to and get some answer, some advice, some suggestion or even comprehension. A man who …
    helped someone, sometimes.
  20. What do you do when you’re not working?
    As of today, mostly playing with my children. But I like «creative idling» too and «practice» whenever I can
  21. What advice can you pass along to lawyers currently under- or unemployed due to the economic crisis?
    First off: choose whether you still want to practice or not. There are many other interesting things to do and where you …
    you can earn the same or even more money. If you decide to stay a lawyer, then prepare to do much more the marketing side
  22. And our final question of the interview: what advice do you have for people going to law school today?
    Try to get the best from the school experience and, once out, choose very carefully the career, maybe trying with stages

Very good advice, for both groups. Thank you for tweeting with us today; I enjoyed learning about you and your practice

I have learned so much too. Thank you for interviewing me. Have a nice day.

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casa familiare o fondo patrimoniale: qual è l’esigenza prevalente per il minore?

Il caso: una coppia di coniugi, viste le notevoli difficoltà finanziarie, in seguito alla crisi della propria attività commerciale, vede instaurare una procedura esecutiva immobiliare a proprio carico,  da parte di una banca creditrice, volta alla vendita della casa familiare.

Per questo motivo, stante il bisogno dei coniugi di utilizzare i beni facenti parte del fondo patrimoniale, gli stessi si sono rivolti al Tribunale al fine di ottenere l’autorizzazione alla smobilitazione di una parte, cospicua, degli stessi.

I giudici del Tribunale di Modena, però, hanno rigettato il ricorso dei coniugi, sostenendo che, essendovi ancora una figlia minore, la smobilizzazione del denaro costituente il fondo patrimoniale non corrisponderebbe ai requisiti di necessità ed utilità per la minore, al ricorrere dei quali il Tribunale può autorizzare l’alienazione dei beni facenti parte del fondo patrimoniale.

I Giudici hanno sostenuto da un lato che “la smobilizzazione di oltre il novanta per cento della somma costituente il  fondo  patrimoniale  equivale, di fatto, alla sua cessazione […], mascherata dalla permanenza di un minimo ed irrilevante residuo”, dall’altro che si manifesta come “evidente la contrarietà all’interesse della famiglia, di cui fa parte il minore, della definitiva volatilizzazione della somma costituente il fondo patrimoniale, nel quale residuerebbero soltanto poche migliaia di Euro, inidonee a soddisfare i bisogni della famiglia se non per brevissimo tempo”.

Non solo, hanno altresì ritenuto che l’istanza a loro indirizzata non sarebbe stata orientata a tutelare gli interessi della figlia minore, e che la necessità, quale elemento fondamentale al fine della concessione dell’autorizzazione, “non può essere costituita dall’esigenza di fare fronte alle difficoltà economiche dei genitori”.

Per quanto riguarda il fondo patrimoniale, il nostro codice prevede che per poter alienare i beni facenti parte di fondo patrimoniale se non previsto diversamente all’atto di costitutuzione dello stesso, sia necessario, ai sensi del 169, l’accordo di entrambe i coniugi e, nel caso di figli minori, l’autorizzazione del giudice, che deve verificare se tale operazione corrisponde a necessità ed utilità evidente per il minore.

La necessità si ritiene sussistente quando, ricorrendo un profondo disagio economico della famiglia, la trasformazione del patrimonio in moneta contante si presenta come unica ancora di salvezza.

Proprio per questo motivo desta forse qualche perplessità la pronuncia dei giudici modenesi, i quali non hanno ravvisato l’utilità dell’operazione nell’abbandono da parte della banca della procedura esecutiva immobiliare avente ad oggetto la casa coniugale.

Considerato, infatti, che la casa familiare è da sempre considerata una delle esigenze primarie della famiglia, un’intrepretazione più elastica del dettato normativo avrebbe potuto meglio rispondere alle esigenze della minore, la quale seriamente rischia di perdere la propria abitazione, pur mantenendo la disponibilità di un cospicuo fondo patrimoniale.

articolo originariamente pubblicato su | LeggiOggi

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Film avvocateschi.

I miei film, i tuoi film

Di seguito, una selezione di alcuni film di argomento, tema e ambientazione forense. Aggiungi i tuo preferiti lasciando un commento sotto.

La mia lista.

Erin Brokovich cosa può fare una persona, considerata una nullità da tutti, quando si inc… davvero, poi è un caso molto bello di risarcimento del danno, un film che dovrebbero vedersi tutti i paralegali;

Film

L’uomo della pioggia forse il più bello e il più realistico, da leggere anche il libro come al solito molto migliore del film, una pellicola comunque da mostrare anche a tutti quelli che iniziano la pratica forense;

A civil action meraviglioso il personaggio del vecchio avvocato maniaco del baseball che lancia la pallina contro il muro anche quando è al telefono, spettacolare la scena in cui gli viene consegnato un pacco mentre si ascolta la partita alla radio e fa il pistolotto al giovane praticante

Il rapporto Pelican il lobbismo e i rapporti oscuri con la politica.

Thank you for smoking film divertentissimo sulla vita lavorativa e non di un lobbista del tabacco, un lobbista è una specie del genere avvocato sotto tanti profili, devo dire che in molti aspetti ed in alcuni momenti mi ci sono identificato, pur non condividendo le tesi di fondo, perchè spesso ad un legale può capitare di dover sostenere tesi impopolari e contro il senso comune e per farlo bisogna sempre recuperare un po’ di coraggio

The life of David Gale, un manifesto contro la pena di morte, ma anche contro tutti quelli che credono che la verità giudiziaria sia la Verità con la v maiuscola, quando invece è solo una verità umana e fallibile.

Il mistero del falco, il protagonista non è un avvocato ma un investigatore privato, tuttavia mi ci sono identificato ugualmente perchè questo investigatore si trova a fare cose e ad incontrare temi che spesso riguardano anche un avvocato. Tratto dal meraviglioso libro di Dashiel Hammet, The malthese falcon, letto diversi anni fa in lingua originale, un film da vedere.

Un eroe borghese. La storia, verissima, di un avvocato di Milano, Giorgio Ambrosoli, che ha fatto il suo dovere fino in fondo e, per questo, è stato assassinato. Un film e un libro, quello di Corrado Stajano da cui è tratto, che dovrebbero essere regalati a tutti quelli che si avvicinano alla professione, ma anche a quelli che pensano che “tanto gli avvocati sono tutti uguali”.

Da qui in poi, la lista prosegue con un link ai post in cui il film viene recensito.

  • Perez (in corso di pubblicazione)

Aggiornamento.

Se ti interessa l’argomento di questo post, leggi anche questo bellissimo resoconto di Lorenzo Costanzini su di un convegno organizzato dall’ordine di Bologna sulla presenza degli avvocati nel cinema.